Una solitaria addetta alle pulizie del parco trova un cellulare; accendendolo, rimane sconvolta per molto tempo.

Marta Valeriana si alzò per andare al lavoro prima del solito. Il finesettimana a Napoli è sempre un vero festival di rifiuti: giovani, amiche e cani lasciano spazzatura ovunque, così la signora arrivò alle quattro del mattino per sistemare tutto con calma. È custode del condominio da più di ventanni; una volta la sua vita era unaltra storia.

Afferrando la scopa, Marta pensò al suo amato figlio, Lorenzo, che ebbe a trentacinque anni. Non le andò mai molto bene con gli uomini, così decise di dedicarsi al bambino. Con suo marito, il signor Gabriele, non cera più alcuna scintilla. Lorenzo era sveglio e bello; lunico problema era che non sopportava vivere in quel quartiere popolare.

«Mamma, quando sarò grande diventerò un campione», gli ripeteva il ragazzo.
«Certo, tesoro, che vuoi che succeda di diverso?», lo incoraggiava Marta.

Appena Lorenzo compì sedici anni, lasciò la casa per trasferirsi in un dormitorio vicino al liceo tecnico. A Marta non piaceva che il figlio fosse così lontano, ma lui promise di tornare più spesso.

Allinizio Lorenzo tornava davvero di rado, poi trovò una ragazza e cominciò a parlare raramente della famiglia. Un giorno, però, tornò per sempre, annunciando di essere gravemente malato. Marta non capiva perché a lei e a suo figlio fossero stati inflitti così duri colpi.

Dovette radunare tutte le sue forze per combattere. Il medico le consigliò di curare Lorenzo in una clinica più specializzata, ma il prezzo era un sacco di soldi.

Senza esitazione, la madre, annegata nel dolore, vendette il suo appartamento. Una notte ricevette una telefonata.

Non cè più suo figlio! le comunicò il dottore.

Marta non voleva più vivere. Senza il suo piccolo, la vita sembrava perdere senso.

Una mattina, come al solito, Marta iniziò a pulire il cortile.

Buongiorno! salutò Sergio Lombardi, facendo una passeggiata con il suo cane Fido.
Buongiorno! È così presto per voi? rispose Marta.
In casa ci si annoia, quindi porto fuori il cane e, perché no, scambio due chiacchiere rispose Sergio con un sorriso.

Sergio era un scapolo convinto. Marta arrossì un po per la sua attenzione.

Bene, continuiamo così, non vi disturberemo disse lui, proseguendo la passeggiata con Fido.

Marta riprese a spazzare, ma notò qualcosa sulla panchina: era un cellulare. Si guardò intorno, nessuno in vista. Lo raccolse, lo accese e sullo schermo comparvero delle foto. Qualcuno doveva aver scattato e dimenticato il telefono. Guardando più da vicino, Marta scoppiò in lacrime.

Lorenzo! Mio Lorenzo! singhiozzò.

Il telefono squillò allimprovviso. Marta, confusa, rispose.

Pronto? È il mio telefono, posso prenderlo? udì una voce femminile.
Certo, lho trovato qui sul marciapiede. Venite allindirizzo, vi aspetto rispose Marta, leggendo lindirizzo.

La ragazza arrivò. Quando la porta si aprì, dietro di lei comparve un giovane.

Scusi, ma da dove avete queste foto di mio figlio? chiese Marta.
Yorgo? sbuffò la giovane, sorpresa.

Il ragazzo entrò in casa.

Lorenzo! esclamò Marta, cadendo priva di sensi.

Il giovane si precipitò su di lei.

Che succede? chiese.
Forse ti ha scambiata per qualcun altro. Chiamiamo lambulanza rispose la ragazza, preoccupata.

Quindici minuti dopo i medici la rianestarono. Dopo che se ne andarono, Marta finalmente scoprì come quelle foto fossero finite sul cellulare.

Ritrovata un po di lucidità, fissò la ragazza.

Mi conosce? Come ha finito una foto di Lorenzo nel mio telefono? domandò, trattenendo le lacrime.
Mi chiamo Grazia rispose la giovane. Ho conosciuto suo figlio tempo fa, ma lui mi ha lasciata quando ha saputo che ero incinta sospirò.

Lha lasciata? Cosa intende? Non mi ha mai detto nulla rimase stupita Marta.
Siamo stati insieme per qualche mese. Quando le ho detto che aspettavo un bambino, è sparito. Ho deciso di non cercarlo più, pensando fosse spaventato spiegò Grazia.

No, Grazia, ora capisco perché è andato così. Mio figlio era gravemente malato. Non voleva essere un peso, neanche per te. Lorenzo non è più con noi da anni Marta ricominciò a piangere.

Gli occhi di Grazia si dilatarono.

Come è possibile che non sia più? chiese, perplessa.
È andato via, ho venduto il mio appartamento per salvarlo, ma neanche questo è bastato. Non ce labbiamo fatta Marta rispose, trattenendo le emozioni.

Grazia, riflettendo, sospirò:

Capisco. Voleva solo proteggermi, non voleva aggiungere altro dolore

Allora chiamò il ragazzo che era rimasto al suo fianco.

Yorgo, vieni qui! ordinò.

Il ragazzo entrò nella stanza.

Sì, mamma? chiese.
Yorgo, ti ricordi quando ti ho detto che tuo padre ci aveva abbandonato? In realtà è una bugia. Era gravemente malato e morì prima che tu nascessi. Questa è tua nonna spiegò Grazia, voltandosi verso Marta.

Marta si commosse. Il suo sguardo si colmò di tenerezza quando guardò il nipote.

Nonna balbettò timidamente Yorgo.
Figliolo, vieni qui Marta lo abbracciò.

Grazia sorrise:

Vi andrebbe di trasferirvi da noi? Abbiamo spazio a volontà e non vediamo lora di avere una nonna in più!

No, Grazia, adoro il mio quartiere, ma vi farò visita spesso rispose Marta.

Proprio allora, qualcuno bussò alla porta.

Posso entrare? apparve Sergio Lombardi con un grande mazzo di fiori. Lo porse a Marta e disse:

È per lei, signora Valeriana. Facciamo una passeggiata?

Volentieri rispose la signora, sorridendo.

Dalla cucina spuntarono Grazia e Yorgo.

Ci prende anche voi? chiesero in coro.

Se siete educati scherzò Sergio.

Due mesi dopo, Marta Valeriana divenne la legittima moglie di Sergio Lombardi. Il suo cane Fido era felice di avere nuovi membri in famiglia; spesso passeggiava con Yorgo mentre la felice nonna preparava focaccine per tutti.

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