Sveta lo saMentre la notte avvolgeva il villaggio, Sveta aprì silenziosa la porta del vecchio capanno, trovando al suo interno una mappa antica che prometteva di cambiare il destino di tutti.

Fiorella!Dove sei?Appariscimi, altrimenti torna a casa quando vuoi!Mi senti?Non ti lascerò andare via!

Una bambina di circa cinque anni, accovacciata tra le spesse ortiche che crescono ai bordi del recinto di una casetta di campagna, stringe le mani alle orecchie e mormora a se stessa un piccolo lamento.

«Chiamala!La piccola non sente!»

Se solo potesse chiudere gli occhi e non vedere la donna alta, bellissima, in piedi sulla soglia della casa di sua nonna!Ma non può!Se lo facesse, la troverebbe subito.Ci era già capitato.Allora Fiorella si era nascosta dietro la cuccia di Briciola, il cane di famiglia, e si era messa a stare così silenziosa da addormentarsi.Il risveglio è arrivato con una pesante sberla, poi con una trazione allorecchio che lha fatta temere di toccare più nulla.Che dolore!

La donna bellissima non è sua madre.È zia Antonella, la sorella della madre.Non ama Fiorella, perché lei è senza padre.Fiorella non sa ancora cosa significhi, ma ha sentito parlare da Alessandro, il ragazzo del vicinato, già grande, undici anni, che sa molto più di lei.Alessandro le ha spiegato che senza padre vuol dire che nessuno la vuole davvero.Non ha né padre né madre, solo la zia e la nonna.La nonna morirà, e la zia dovrà prendersi la piccola, cosa che non desidera affatto: ha già i suoi figli.Ecco cosa le ha detto.

Perché mi punisci così, mamma?Perché taci?È tutta colpa tua!Hai coccolato Natasa finché non ha chiesto di portare il bambino in braccio, e ora cosa facciamo?Il nostro appartamento non è un materasso elastico!Ci siamo stipati come sardine in una botte!Io, mio marito, due bambini e la suocera, tutto in due stanze!Dove la mettiamo?E perché?

Non si può, Antonella!È tua figlia!

Figlia?Non lho chiesta!E Natasa, ti ho detto che con il suo amore non otterrà nulla!Sono stata in torta?Certo!Natasa non cè più, e il suo compagno è sparito come unombra allalba!

Il bambino è colpevole di qualcosa?

Di nulla!È solo un pesoNon ce la faccio, mamma, capisci?Non ho più forze!Quelli che hanno, si divertonoNon li trovi neanche!Mi sforzo a strappare ogni centesimo, ma è tutto inutile!Una volta rompe un vetro a scuola, unaltra volta le chiedono un paio di jeans nuoviMa dove trovo i soldi?Abbiamo trovato una milionarissima!Il padre non soffia neanche un soffio!Riceve lo stipendio e passa il tempo a sognare!Io metto la famiglia al primo centesimo!E lui, che è davvero una spicciola, non se ne cura!Io lavoro due turni, lui ne fa uno e si stanca, poverino!E il lavoro?Non è battere chi è a terra!Si siedono in un cerchio e sputano a mezzogiorno finché il capo non li sgrida!Poi si lamentano, ma sono contenti!Come viviamo, mamma?

Scusami, figlia, non posso aiutartiMa dare la bambina a un orfanotrofio è un peccato!

Peccato, mamma, non è il mio!

Chi ci discute?

Non potrò mai amarla, lo capisci o no?

Basta così!Limportante è che viva in famiglia!Che vergognaOh, AntonellaNon ti era mai detto che la vita sarebbe stata più facile se ti avessero amato?È lo stesso per lei: vuole essere amataUnanima viva

UnanimaNon si nutre di favole damore, se è viva!Chiederà comunque qualcosa.Da dove prenderà?Non lo sai?E non parlare di amore!Il tempo in cui avevo bisogno di te è finito!Basta!È cresciuta, è più saggia!

Fiorella ascoltava quellagonia nascosta sotto il letto della nonna, senza capire neanche la metà, ma ricordava quasi tutto.Al nido i maestri la lodavano per la sua buona memoria.Così Fiorella si sforza: ascolta, poi può ripetere parola per parola.

Fiorellina!Quante volte devo chiamarti?Se non vieni adesso, dormirai affamata!zìa Antonella ricomparve sulla soglia, ma solo per un attimo.

La nonna si sentiva male di nuovo, e i suoi gemiti arrivavano fin dentro il nascondiglio di Fiorella, nonostante il recinto e le ortiche fossero lontani dalla casa.

Che sia affamata!Almeno non è picchiata!Fiorella sa bene perché è stata chiamata dalla zia: al mattino le è stato ordinato di lavare il pavimento e le gradinate del portico.Fiorella ha dimenticato.Si è persa nei giochi.Alessandro le ha regalato una vecchia macchinina rossa, senza una ruota.Fiorella è felice lo stesso!Ha pochi giocattoli: una vecchia bambola Maruska, la cui vestaglia è stata cucita da nonna con un fazzoletto di seta, non ancora pianto; un coniglietto grigio con un occhio solo, il suo preferito; e le brillanti perline azzurre della madre, regalate dal nonno.La nonna diceva che al mercato costavano quasi nulla, ma a Fiorella non importava il prezzo.Stende le perline sui gradini del portico, trasformandoli in mare, montagne e draghi, proprio come nel libro proibito dalla mensola.La nonna non lo permette: Fiorella, potresti strapparlo.

È una ferita!Fiorella non ha mai strappato libri!Le piacevano, anche quelli senza illustrazioni.Sa ancora poche lettere, ma ne ha tre già imparate.Quando le vede nei righe dei libri, il suo cuore si riempie di gioia.Se riconosce quelle, ne riconoscerà altre, basta un po di impegno.

La sera avvolge il cortile con un velo di oscurità soffocante.Le zanzare fischiano nelle orecchie, Fiorella sospira.È ora di andare.Probabilmente non le daranno più da mangiare, ma zia Antonella è già andata e venuta più volte nella casa, occupandosi delle faccende, e ora è esausta.A Fiorella non resterà più forza.Le basterà un piccolo rimprovero e basta.

Fiorella esce dal suo rifugio e avanza verso il portico.Lì, già seduta sui gradini, cè Antonella, il viso cupo.

Sei qui?Miseria miaDove sei stata?Tutta sporcaEntra in casa!

Fiorella espira.Non la rimproveranno più oggi.Anche gli adulti si stancano di urlare.Può avvicinarsi alla nonna, appoggiare la guancia sulla sua mano ruvida e calda, attendere che il dolore si allenti, sperando che la nonna, per un attimo, provi pietà.Questa è la cosa più importante di tutta la giornata: un tocco lieve, un sussurro, delle parole

Ti amo, piccolina mia!Ti amo

Nessuno altro le aveva mai detto quelle parole.La madre non ne aveva avuto il tempo, e Antonella non le conosceva nemmeno.Fiorella laveva sentita rimproverare la nonna per parlare a picco con la propria figlia.Fiorella non gli crede, pensa che gli adulti siano strani: ricordano le cose brutte, dimenticano quelle belle.Una volta aveva chiesto ad Antonella perché la trattasse così, ma la risposta era come strappare una crosta da una ferita: fa male ogni volta, e finché non guarisci, il segno rimane.Perché lo fanno?Perché le mani prudono, dice la nonna, e rimprovera Fiorella quando lo fa.Ma quando non si ama, che cosa fa male?Lanima?La nonna lo sosteneva.

Se la chiedessero, Fiorella direbbe agli adulti cosa fare per rendere tutti felici: dire alla nonna Ti voglio bene! e farla piangere di compassione, perché la piange la sera.È così semplice!Prenderla e abbracciarla!Ma Antonellala lascia fare.Antonella è forte, molto intelligente!Eppure Fiorella la pietà.Secondo Antonella, nessuno la amaMai.È una bugia, certo, ma se nessuno la amasse non piangerebbe più sulla sua guancia.Fiorella lo sa, perché piange, perché quando la nonna sparirà, anche lei non sarà più amata.

La nonna accarezza la testa di Fiorella, pronuncia le sue parole e la lascia andare.

Vai, piccinin!È ora di dormire!

Fiorella ha imparato ad ascoltare.Si gira e parte, senza accorgersi che la nonna le sta tracciando un segno sulla schiena, sussurrando qualcosa.

Le prende una gran sete e si intrufola in cucina, sperando di trovare Antonella.

Che fai?

Acqua

Tanta acqua per tesbuffa la zia, versando un bicchiere di latte, e posando davanti a Fiorella una ciotola di patate e un grosso pezzo di pane.Mangia!Ho scaldato lacqua.Lavo la mamma, poi teSporca come una strega!

Antonella, passando accanto a Fiorella, le sfiora la testa e, improvvisamente, Fiorella si lancia dal sgabello, abbracciandole le gambe, impossibilitata a raggiungere più in alto.

Che cosa fai?esclama Antonella, spaventata, allontanandola.

Ti amerò.Se nessuno vuolePosso?

La domanda resta sospesa.Antonella piange e fugge dalla stanza, spingendo Fiorella indietro.Ma Fiorella capisce che non è nulla di grave; può finalmente mangiare il suo latte e la sua patata.Antonella, piangendo, si calmerà, ma il dolore non sparirà del tutto.Fiorella lo sa anche lei, ma anche un minimo di sollievo è già una vittoria.Perché basta quel breve istante accanto alla nonna la sera per non pensare più al male, ma al bene.Forse anche Antonella troverà la stessa pace: chi pensa al bene trova più leggero il cuore, anche se qualcuno lo ferisce.

Antonella ritorna in cucina, riempie una grande ciotola dacqua tiepida e lava Fiorella.Lo fa in silenzio, strofinando con una spugna in modo strano, leggero, diverso dal solito.

Vai!Coricati.È tardi!

Un ordine breve, Fiorella espira.Può andare nella sua piccola stanza, infilarsi sotto una leggera coperta, nascondersi con la testa, parlare piano piano con la madre.Ogni sera chiacchierano, a piccoli passi, di tutto.La nonna una volta aveva detto che è bene.E la madre ascolta.Stasera Fiorella deve raccontare alla madre della zia Antonella, e anche che domani, al risveglio, pulirà i gradini del portico, come le ha chiesto Antonella.A Fiorella piace mettere ordine, anche se a volte dimentica.

Il mattino successivo, però, non riesce a farlo: Antonella la sveglia presto, la bacia in modo strano e la cacci fuori, dove la aspetta la vicina di casa, la signora Bianchi, la figlia di sua nonna.

Lasciatela qui per un po.Non cè posto per lei

Vuoi lasciarla andare?

E perché no?Finché non lavrà vista, rimarrà viva.È ancora piccola

È vero.Bene, la nutrirò e poi la aiuterò.

Grazie

Qualche giorno dopo, Fiorella parte in autobus con Antonella verso la città.Non tornerà più nella casa di nonna; quella sarà venduta entro un anno, e Antonella le dirà che ora è sua figlia, ufficialmente.La parola è nuova per Fiorella, ma le suona bene.

Le piace anche che Antonella le abbia permesso di portare con sé il vecchio coniglietto, quello che la nonna le aveva regalato tanto tempo fa.Era così vecchio che Fiorella non lo ricordava più come nuovo; gli sembrava sempre con un occhio solo, liscio e con lorecchio staccato.Ora lorecchio è stato ricucito da Antonella.Voleva anche rimettere locchio, ma non ha trovato il bottone giusto.Ha promesso di farlo più tardi; Fiorella non ha fretta.

Ciò che conta davvero è che ogni sera Fiorella va da Antonella, che le accarezza la guancia e le sussurra parole che vuole sentire per ore intere:

Ti amo

Quando Antonella lha detto per la prima volta, il giorno dopo la scomparsa della nonna, Fiorella non ci ha creduto.Ha impiegato molto tempo a credere, ma alla fine ha sempre risposto:

Anchio ti amo!

Ora crede.Perché Antonella non riserva quelle parole solo a lei: le dice anche ai suoi figli, al marito, anche se non le dice ogni giorno.Anche il marito non credeva, ma ora crede anche lui, e risponde, non con parole, ma con gesti.Ha trovato un nuovo lavoro e non lha cacciata via.Ha detto: Dove sono due, ci sono tre, e Fiorella può restare.Così le parole arrivano anche a lui, talvolta.

Certo, fratello e sorella a volte la prendono in giro, ma non è pericoloso.È pericoloso quando non cè più nessuno.Fiorella non sa bene cosa significhi, ma lo immagina.Ora sa leggere e i libri le raccontano mille cose.Ci crede, perché non perderà tempo in sciocchezze.

Talvolta Fiorella ricorda la casa di nonna, le ortiche al recinto, grandi come ombrelli.Sotto di esse cera caldo, verde, accoglienzaMa non può più tornarci, né ne ha bisogno.La nonna non cè più, e con Antonella la vita non è così male.

Lunica cosa che non capisce Fiorella è perché Antonella diceva di non volere che la amassero.È un bisogno di tutti!Fiorella lo sa.

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Sveta lo saMentre la notte avvolgeva il villaggio, Sveta aprì silenziosa la porta del vecchio capanno, trovando al suo interno una mappa antica che prometteva di cambiare il destino di tutti.