Che bello averti accanto, disse Alessandro, avvolgendo la moglie in un abbraccio.
E io sono felice che tu sia qui con me! rispose Ginevra.
E con chi dovrei stare? rise il marito. Ovviamente solo con te. Sei il mio destino, la donna migliore del mondo.
Ginevra non rispose; le diede un bacio sulla guancia e corse in cucina a sfornare la torta.
Quel giorno la coppia Bianchi celebrava il loro anniversario d’argento. Decisero di festeggiare con discrezione, solo in cerchio ristretto: loro e i figli. I Bianchi avevano due ragazzini. Il figlio Andrea, al decimo anno, e la figlia Marzia.
Marzia si era appena laureata, aveva trovato lavoro e aveva subito affittato un monolocale vicino all’ufficio. Anche se Ginevra la rimproverava, a casa c’era sempre spazio per tutti, ma Marzia desiderava la propria indipendenza.
Perché spendere soldi in un affitto? le domandò Ginevra. Qui hai la tua stanza, viviamo tutti insieme, perché dovresti allontanarti? Quando ti sposerai, potrai tornare da noi.
Mamma, vi voglio bene, lo so che non mi farete mai uscire di casa, ma voglio provare a vivere da sola. E, a proposito, mamma, non prendertela, ma tu cucini così bene e i tuoi dolci sono talmente irresistibili che temo di trasformarmi in un elefante. Tu sei così magra, mangi e non ingrassi, mentre io, ahimè, non ho ereditato il tuo metabolismo! Devo tenere d’occhio la linea, e non posso farlo vivendo con voi, perché le tue leccornie sono impossibili da rifiutare.
Ginevra sorrise guardando la figlia. Marzia, fuori, non assomigliava affatto a lei: Ginevra era bassa, esile, quasi una bambina. Il suo aspetto era ordinario, non cercava abbellimenti, quasi non usava trucco, portava i capelli in una semplice coda e vestiva modestamente. Marzia, invece, era una vera bellezza, ereditata dal padre.
Alessandro era un uomo di presenza. Alto, di corporatura robusta, aveva preso qualche chilo con gli anni, ma non era un problema, anzi, era perfetto per le torte di Ginevra. Da giovane era molto bello; ora, a quarantotto, rimaneva comunque affascinante.
Ginevra sapeva che al suo fianco non brillava tanto quanto lui, ma era abituata ai sussurri alle spalle e non se ne curava, perché per Alessandro era la donna più bella del mondo, la più desiderata.
***
Quando Ginevra conobbe Alessandro, lei aveva venti anni, lui ventidue.
Quel settembre, la studentessa Olivia stava andando al compleanno della sua compagna di corso e amica Violetta. Aveva già preparato il regalo e, in cammino verso la festeggiata, decise di comprare anche un piccolo mazzo di fiori.
Nel negozio di fiori, lunico cliente era un giovane ragazzo che stava scegliendo un bouquet. La fiorista, una dolce signorina, gli proponeva varie opzioni, osservandolo con evidente interesse. Olivia, accorgendosi dello sguardo della fiorista, capì subito che il ragazzo era molto affascinante.
Con un aspetto così potresti essere una star del cinema pensò Olivia. Magari è già un attore?
Il giovane notò a sua volta Olivia e si avvicinò.
Signorina, preferisce questo bouquet con rose rosse o quello con peonie?
Olivia, un po imbarazzata, rispose:
Io sceglierei le peonie, anche se la maggior parte delle ragazze preferisce le rose.
La fiorista, curiosa, chiese:
Quali fiori piacciono alla sua ragazza?
Alla mia ragazza? replicò il ragazzo. No, non sto comprando fiori per una fidanzata, in realtà non ne conosco neanche una.
Davvero? rimase sorpresa la fiorista, scambiando unocchiata con Olivia.
Un amico è stato invitato al compleanno di sua cugina e mi ha convinto a venire anche io spiegò il giovane, notando la sorpresa di tutti. Non volevo arrivare a mani vuote, così ho deciso di comprare un mazzo. Poi mi sono trovato davanti a così tante scelte che non sapevo più cosa fare.
Se prende le rose non può sbagliare, a tutte le ragazze piacciono le rose intervenne Olivia.
Anche a lei piacciono? chiese il giovane.
Olivia arrossì, abbassò lo sguardo e rispose:
Io adoro i fiori di campagna, ma anche le rose le gradisco. Probabilmente tutti li amano.
Che coincidenza commentò il ragazzo anchio adoro i fiori di campo. Mia madre, quando va al villaggio, mi porta sempre un mazzetto; cè un prato vicino a casa nostra dove crescono piante di ogni tipo. I fiori di campo hanno una bellezza speciale: sembrano trascurati, ma osservandoli più da vicino si scopre quanto siano sorprendenti.
Il giovane comprò un bouquet di rose e uscì dal negozio sorridendo a Olivia.
Che bel ragazzo, vero? esclamò la fiorista. Un sorriso vale più di mille parole! È quasi un artista.
Anchio ho pensato che fosse un artista rispose Olivia.
Acquistò un piccolo mazzo di crisantemi, salutò la fiorista e si diresse verso la casa di Violetta.
Che sorpresa per Olivia scoprì, una volta arrivata a casa dellamica, quel ragazzo sorridente del negozio! Si chiamava Sergio ed era venuto con il suo amico Arturo, cugino della festeggiata.
Sergio, vedendo di nuovo Olivia, rimase sorpreso e non poté fare a meno di lanciare occhiate e sorrisi. Olivia, timida, ricambiò con un sorriso. Verso la fine della serata, si sedettero vicini e cominciarono a chiacchierare.
Di cosa parlavano allora? Dopo tanti anni, Ginevra non lo ricorda più. Sergio faceva domande, lei rispondeva, lui raccontava, lei ascoltava
Olivia non capiva perché Sergio si fosse seduto accanto a lei, perché le sorridesse e le desse così tanta attenzione. Sentiva lo sguardo storto di Violetta e percepiva che lamica fosse un po irritata.
Quando la musica iniziò e gli ospiti si misero a ballare, Violetta si avvicinò a Sergio e lo invitò a danzare. Lui, con unaria colpevole, lanciò unocchiata a Olivia e si unì alla festeggiata.
Poi tornò da Olivia, e quando questultima si avviò verso casa, lui si offrì di accompagnarla.
Il giorno dopo, Olivia, tornata alluniversità, incontrò Violetta nei corridoi. Questultima non le rivolse neanche un saluto, ignorando il Ciao di Olivia.
Dopo le lezioni, Olivia si avvicinò di nuovo a Violetta e le chiese cosa fosse successo.
Non capisci nulla? sbottò Violetta, gli occhi brillanti di rabbia. Che cosa devo capire?
Che?
Che Arturo ha portato Sergio per me! Voleva farci conoscere. Lho visto nelle foto di Arturo e mi è piaciuto subito. E tu hai rovinato tutto! Hai flirtato con lui per tutta la serata e poi lo hai portato via e ora fingi di essere timida!
Non ho flirtato con nessuno si offese Olivia. Non so neppure come si flirta, non ho mai pensato a nulla del genere. È stato lui a chiedere di accompagnarmi, non lho chiesto io.
Eppure non lo vedevi, vero? replicò Violetta, facendo una smorfia, e se ne andò, lasciando Olivia perplessa.
Olivia si sentì rovinata. Sono davvero una traditrice, una ladra di cuori? Pensava. Io, una ragazza qualunque, sono riuscita a catturare lattenzione di un bel ragazzo come Sergio? Violetta è luminosa, allegra, ha un sacco di ammiratori, io sono timida e modesta.
No, Sergio non era tipo catturo tutti. Era solo curioso, non conosceva quasi nessuno al party, così ha deciso di chiacchierare con la ragazza che aveva incontrato per caso nel negozio di fiori.
Olivia rifletteva su tutto questo mentre rientrava a casa dalluniversità. Si fermò davanti allo specchio, si osservò e mormorò:
Davvero, a chi servirei?
Proprio in quel momento squillò il telefono. Olivia rispose e sentì la voce di Sergio. Ieri, quando lui le aveva chiesto il numero, era certa che non lavrebbe più richiamata.
Avevano fissato un incontro alla sera, sul lungomare di Napoli. Quando Olivia arrivò allorario stabilito, Sergio la aspettava con un mazzo di fiori di campo e un sorriso talmente grande da farle capire che era innamorato.
E così iniziò la storia di Olivia e Alessandro. Molti predicevano una rottura precoce; nessuno credeva che un bel ragazzo potesse innamorarsi davvero di una ragazza come Olivia. Certo, alcuni invidiavano e le dicevano che la loro relazione era destinata a fallire.
Un bel ragazzo come lui deve abituarsi allattenzione femminile, prima o poi guarderà altrove, dicevano. Ma Sergio non guardava nessuno tranne Olivia. Dopo poco tempo la ragazza credette ai suoi sentimenti e smise di dare ascolto ai gelosi.
Un anno dopo il loro incontro, Alessandro e Ginevra si sposarono. Da quel giorno non passò un giorno senza che lui le dicesse quanto fosse la migliore. Dieci anni dopo, durante una serata tranquilla, Ginevra gli chiese perché laveva scelta.
Potresti prenderla da unaltra parte, perché lavresti scelta? domandò. Io non ho nulla di speciale, sono solo una donna comune.
Alessandro rimase sorpreso e, con sincerità, rispose:
Come spiegare il perché ci si innamora di qualcuno? Però, visto che chiedi, proverò. Mi sono innamorato dei tuoi occhi, i più belli, pieni di dolcezza e sincerità del tuo sorriso, del tuo profumo, della tua anima. Per me sei la donna più bella del mondo Non è un caso che ami i fiori di campo, sei proprio come loro. La tua bellezza non urla, è discreta, ma io lho vista e non scambierei mai il mio fiore di campo preferito con la più lussuosa delle rose.
***
La cena di famiglia per i venticinque anni di matrimonio si svolse in unatmosfera accogliente. I figli dissero molte parole dolci ai genitori; fu il regalo più bello per Alessandro e Ginevra.
Al centro della tavola troneggiava un delicato bouquet di fiori di campo. Alessandro lo regalava sempre a Ginevra per il suo compleanno, a luglio, e per lanniversario di nozze.
Sergio disse Olivia, mentre si coricavano. Mi sembra che noi due siamo una famiglia un po strana.
Perché? si stupì lui.
In venticinque anni non ci siamo mai arrabbiati. Succede davvero?
Vuoi litigare? rise Alessandro. Allora litighiamo!
E iniziò a solleticare la moglie.
No, no, non voglio gridò Olivia, ridendo, spaventata dal solletico.
Anchio non voglio litigare con te disse Sergio, baciandola.
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