È arrivato al suo settantesimo compleanno, ha cresciuto tre figli. Una sola moglie, Marta, è morta trentanni fa, e lui non si è più risposato. Non ha trovato la persona giusta, le circostanze non gli hanno permesso, una serie di scuse ma ha davvero senso elencarle tutte? Non ha il tempo per queste riflessioni. I due ragazzi erano scatenati e litigiosi. Lo ha spostato da una scuola allaltra finché non ha incontrato un professore di fisica brillante, che ha scoperto in loro un talento evidente. Da quel momento tutte le risse, i litigi e i problemi sono spariti allimprovviso.
Anche la figlia aveva difficoltà a relazionarsi con i coetanei; lo psicologo scolastico le consigliava di portarla da uno psichiatra. Poi a scuola è arrivato un nuovo insegnante di lettere, che ha aperto un laboratorio per giovani scrittori. Ginevra ha iniziato a scrivere dal mattino fino a notte fonda; i suoi racconti sono comparsi prima sul giornale della scuola, poi nei circoli letterari del territorio.
In breve i due ragazzi ricevono una borsa di studio per una prestigiosa università del Nord, iscritti al dipartimento di fisicamatematica, mentre Ginevra prosegue gli studi in lettere. Così Giovanni rimane solo. Improvvisamente avverte il silenzio attorno a lui, più profondo di un ululato di lupo. Si dedica alla pesca, al giardinaggio e allallevamento di maiali sul grande appezzamento di terra vicino al fiume Po. Inizia a guadagnare discreti soldi, ma scopre che un ingegnere di una fabbrica della zona guadagna molto meno.
Con i risparmi riesce a comprare alle figlie delle auto modeste, a contribuire alle spese quotidiane e a comprare vestiti decenti. Il tempo, però, gli scarseggia ancora di più: tra lazienda agricola e il piccolo mercato che gestisce, non ha più ore libere, ma gli piace così. Passano altri dieci anni e si avvicina il suo anniversario settanta anni. Vuole festeggiare da solo.
I figli, ormai con le proprie famiglie, lavorano a un progetto segreto per il Ministero della Difesa e non possono assentarsi nei weekend. Ginevra è sempre in giro per simposi di scrittori e giornalisti. Non vuole disturbare nessuno con un invito.
Che ci faccio, pensa non cè niente da celebrare. Sono solo, da solo Farò un giro in campagna, poi la sera sorseggerò un bicchiere di whisky e ricorderò Marta, raccontandole quanto sono cresciuti.
Il giorno è arrivato. Si alza allalba per controllare i maiali, perché è il periodo di ingrasso speciale. Quando esce di casa, sul prato ancora illuminato dalle stelle, si imbatte in qualcosa di strano al centro del campo: un oggetto allungato avvolto in un telo di tela.
Ma cosè questo?! si chiede, e allimprovviso dei fari da diversi proiettori si accendono, illuminando il prato e le persone che emergono da dietro la casa. Sono i suoi figli con le mogli, i nipoti e vari parenti. Accanto a lui cè la figlia Ginevra, accompagnata da un uomo alto con gli occhiali spessi.
Tutti tengono palloncini, soffiano attraverso cannucce e premendo bottoni di pistole ad aria compressa fanno un frastuono. Gridano, agitano le mani e lo abbracciano:
Buon compleanno, papà!
Dimentica il misterioso oggetto; i figli non lo lasciano rientrare in casa, dove le mogli stanno già apparecchiando la tavola.
Fermati, papà, fermati dice Ginevra. Posso bendarti gli occhi?
Va bene risponde lui.
Lei gli avvolge una tela fitta sulla nuca, lo gira più volte e lo conduce verso un angolo.
Che avete combinato? chiede lui.
È un regalo per te risponde Luca.
Spero non sia caro si preoccupa Giovanni. Non mi serve nulla.
Stai tranquillo, papà interviene Marco. È solo una piccola cosa, segno di affetto.
Lo conducono davanti a qualcosa coperto da un altro telo. Ginevra toglie la benda e parte una musica forte dagli altoparlanti, il ritmo di una batteria. I ragazzi, da tre lati, strappano il telo. Sotto i fari, brilla una Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio!
Giovanni rimane senza parole, quasi svenuto per la sorpresa, quasi cade a terra, ma lo sorreggono e lo siedono su una sedia. Ripete ununica frase:
Oh Signore, Signore, Signore
Calma, papà gli spruzza dellacqua Ginevra. Hai sognato questauto per tutta la vita.
Ma è così costosa balbetta luomo.
Non costa più dellamore commenta Luca.
Andiamo prosegue Ginevra. Siediti, vogliamo fare una foto.
Apre la portiera, ma trova una scatola di cartone.
Cosè? chiede.
Apri risponde la figlia.
Tira fuori la scatola; dal fondo gli osservano due occhi. Rimuove un cucciolo di gatto peloso e lo stringe al petto.
Un vero gattino siamese! Come quello che avevamo con Marta. Ricordi? Bombo. Quando eravate piccoli lo amavate tantissimo
Certo, papà rispondono i figli.
Non si siede nellauto. Salta di nuovo al piano di sopra, alla sua stanza, e mostra alla foto di Marta il gattino. Le lacrime gli scivolano sulle guance.
Vedi, Marta, vedi? parla al ritratto. Ce lho fatta. Non ti ho dimenticata Vedi?
I bambini non gli permettono di restare solo a lungo. Il tavolo è imbandito, iniziano i brindisi. Ginevra gli sussurra allorecchio che è al suo quarto mese di gravidanza e che il suo fidanzato, Lorenzo, è venuto a trovarla. Resterà a vivere qui, perché il suo nuovo libro può essere scritto ovunque, e Lorenzo tornerà presto in Inghilterra per una visita ai genitori; tra due settimane celebreranno il matrimonio nella chiesa del paese.
Non ti dispiace, vero papà? domanda la figlia.
È un sogno magico risponde Giovanni, baciandola sulla fronte.
La giornata trascorre tra chiacchiere, spuntini, bicchieri e ricordi. La sera si reca sulla tomba di Marta, si siede a lungo a parlare con lei. La vita assume un nuovo significato, soprattutto grazie a quellauto. Deve comprare vestiti depoca, mettersi alla guida e fare un giro verso la grande città di Milano.
Sul letto dorme il piccolo gattino siamese.
Tommaso dice luomo, ripetendo: Tommaso.
Tommaso ronfa e si distende, ancora piccolo. Giovanni lo accarezza, chiude gli occhi e si addormenta.
Al mattino deve alzarsi presto: nutrire i maiali, curare il orto, andare a pesca. Nella stanza di sotto dormono Ginevra e Lorenzo. I ragazzi con le famiglie partono, lasciandolo in silenzio. Tommaso segue il passo del suo padrone, cade nella mangiatoia dei maiali e si impiglia nelle reti della barca, poi prova a rosicchiare lesca per i pesci. Giovanni ride, chiacchierando con il birichino:
Come se la giovinezza fosse tornata gli dice, accarezzandogli la schiena.
Tommaso miagola, afferra con le zampette la mano di Giovanni, mordicchiandola.
Ah, furbetto! esclama luomo, ridendo.
Questa storia non serve a nulla se non a ricordare a chi può ancora tornare dai propri genitori: non aspettate domani, partite subito!






