Elena non aveva mai pensato di proporre a Sergio di trasferirsi da lei. Uscire insieme è una cosa, convivere è tutta unaltra. Sabato, Elena aspettava Sergio per la consueta passeggiata pomeridiana. Aprì la porta e, quasi senza accorgersene, lo trovò lì con due valigie enormi.
Elena era seduta nella sua poltrona, a scorrere le foto sul cellulare. Ecco loro due al Parco Sempione a dare da mangiare ai paperi, qui in giro per le vie del centro, e questa è la foto del loro pomeriggio di raccolta funghi nel bosco di Brunate. Sei mesi di conoscenza sono volati via come una brezza di primavera.
Si erano incontrati su un sito di incontri. Lei ha sessantuno anni, lui sessantatré. Entrambi divorziati, figli adulti, abitano in appartamenti diversi.
Sergio le è piaciuto subito: colto, ben letto, con lumorismo di chi ha sopportato le sitcom degli anni 80. Non cercava una mamma per i suoi figli né una governante per la casa; voleva solo una buona compagnia.
Si vedevano duetre volte a settimana: a teatro, a mostre, a caffè, passeggiate per i Navigli o gite al villaggio della cara amica di Elena. A Elena piaceva quel tipo di rapporto, senza impegni ma con una certa intimità emotiva.
Elena, raccontami un po della tua vita chiese Sergio dopo lultima uscirata, ancora al principio del loro corteggiamento.
Bene, tranquilla, serena. Vivo da sola da cinque anni, ormai mi sono abituata.
E non ti annoia?
A volte, ma ho amiche, le mie figlie mi fanno visita e ora cè anche te.
Che bello sentirlo.
Dopo il divorzio, Sergio aveva affittato un monolocale in un palazzo depoca di Milano. Si lamentava di una padrona di casa capricciosa, che non fa mai le riparazioni e alza il canone ogni mese.
Che ci posso fare sospirava , è lunico appartamento che mi è rimasto. Dopo il divorzio ho dovuto cedere tutto alla ex. I suoi genitori le avevano comprato limmobile e le ristrutturazioni che ho fatto di tasca mia non contano a nessuno.
Hai pensato di comprare qualcosa per te?
Ma dove trovo i soldi per un appartamento a Milano?
Elena capiva bene. Lei possedeva un trilocale in una zona benestante di Porta Venezia, guadagnato con anni di lavoro. Le figlie vivevano già lontane, così cera ampio spazio.
Ma Elena non aveva mai pensato di proporre a Sergio di trasferirsi da lei. Uscire è una cosa, convivere è tutta unaltra.
Sabato, Elena aspettava Sergio per la solita passeggiata. Quando aprì la porta, lo vide con le due valigie giganti.
Sergio, che succede? chiese.
Elena, posso entrare? Ti spiego subito.
Andarono nella stanza. Sergio posò le valigie nel corridoio e si lasciò cadere sul divano.
Vedi, la proprietaria del mio monolocale ha deciso di venderlo. Mi ha chiesto di liberarlo entro una settimana.
E adesso?
Ora non ho più dove stare. Non è facile trovare subito un altro appartamento, e i soldi sono un miraggio.
Elena cominciò a capire dove voleva andare a parare Sergio.
Elena, ho pensato disse , noi due siamo una coppia seria. Da sei mesi ci frequentiamo, ci conosciamo. Che ne dici di provare a vivere insieme?
Insieme? chiese, sorpresa.
Sì, la tua casa è grande, cè spazio in abbondanza. Io non sono un lodare aggiunse lavoro ancora, quindi contribuisco spese e spesa.
Sergio, ma non ne avevamo mai parlato.
E perché dovremmo parlarne in anticipo? La vita ci ha già dato il suggerimento.
Elena si sentì scombussolata. Non era pronta a una svolta così repentina.
Devo pensarci.
E a cosa devo pensare? Ci vogliamo bene, no?
Amarsi e convivere non è la stessa cosa.
Perché no? A questetà è ora di decidere.
Decidere cosa?
Nelle relazioni. Se ci frequentiamo, perché non stare insieme?
Elena fissò le valigie nel corridoio. Era evidente che Sergio aveva già preso una decisione, portando le sue cose senza chiedere permesso.
E se fossi contraria?
Contraria a cosa? Alla felicità?
A qualcuno che arriva a casa mia con le sue valigie senza nemmeno chiedere.
Elena, non voglio essere sgarbato. È solo che le cose si sono sistemate così.
Le cose non si sistemano da sole. Le creano le persone.
Cosa intendi?
Che avresti dovuto parlare prima con me, poi portare le valigie.
Sergio tacque, riflettendo.
Va bene, allora ne parliamo adesso. Ti propongo di vivere insieme.
Io dico di no.
Perché?
Perché mi piace vivere da sola. Mi piace il nostro modo di frequentarci, ma non voglio condividere il tetto.
Ma perché? Ci completiamo.
Ci completiamo per gli appuntamenti, le passeggiate, i momenti di svago. Non per la convivenza quotidiana.
E la differenza?
La vita di tutti i giorni: abitudini, ordine, compromessi.
E allora?
Non voglio adattarmi. Sono felice così comè.
Sergio sembrava deluso.
Elena, se ti propongo di sposarci?
Perché?
Perché così sarebbe tutto in regola, da gente buona.
Sergio, il matrimonio non cambierebbe nulla. Non voglio comunque vivere insieme.
Allora a che servono i nostri rapporti?
Alla stessa cosa di prima: ci vediamo, chiacchieriamo, passiamo il tempo insieme.
E dopo?
Dopo continuiamo a incontrarci.
Ma non è serio!
Perché non dovrebbe esserlo? Questo tipo di relazione mi va bene.
A me no. Voglio stabilità.
Che tipo di stabilità ti serve? domandò Elena, sedendosi di fronte a lui.
Una vita di coppia: colazione insieme, progetti comuni.
Io non voglio fare colazione con qualcuno tutti i giorni. Non voglio adeguarmi ai piani di un altro.
Ma sei sola!
Non sono sola. Ho le figlie, le amiche, cè anche te. Solitudine e vita da sola sono due cose diverse.
Non capisco la differenza.
La differenza è che ora scelgo quando e con chi parlare. Se vivessimo insieme, non avrei più scelta.
Elena, a sessant’anni è il momento di pensare a chi sarà accanto nella vecchiaia.
Ci penso. Ma non deve per forza essere un uomo.
Allora chi?
Figlie, badante, servizi sociali. Ci sono opzioni.
Ma non è quello che voglio!
Forse non è quello che ti piace, ma per me è normale.
Sergio si alzò e si aggirò per la stanza.
Quindi mi proponi di continuare a vivere in affitto e incontrarti nei weekend?
Ti offro di vivere come preferisci. E di vederci quando entrambi lo vogliamo.
E se non riesco ad affittare un appartamento?
Sono i tuoi problemi, non i miei.
È crudele, Elena.
È onesto. Non devo risolvere i tuoi problemi di alloggio.
Ma noi ci vediamo!
Ci vediamo. E questo non mi rende responsabile della tua vita.
Sergio si risistemò sul divano, pensieroso.
Elena, se trovassi un appartamento, continuiamo a frequentarci?
Certo, se lo vogliamo entrambi.
E intanto, posso stare da te per un po?
No.
Per niente?
Per niente.
Sergio colse che Elena era davvero seria. Prese le valigie e si diresse verso la porta.
Allora dovrò cercare sia un tetto che una nuova relazione.
Forse.
Elena, non ti pentirai?
No.
Sergio se ne andò. Non lo si rivedé più. Elena tornò alla sua vita tranquilla, senza un uomo. A sessant’anni valorizzava più la serenità che le relazioni, e la libertà più di qualsiasi compagnia
E voi, che fareste in questa situazione? Scrivetelo nei commenti, fateci sapere la vostra opinione e mettete like!






