Nella classe Business regnava un’atmosfera tesa; i passeggeri lanciavano sguardi ostili all’anziana signora non appena si sedeva, ma il capitano dell’aereo le rivolse comunque la parola verso la fine del volo.

A bordo del volo NapoliRoma aleggiava unatmosfera tesa. I passeggeri lanciavano occhiate ostili verso la signora anziana non appena si era accomodata al suo posto, ma il capitano dellaereo le rivolse comunque un sorriso prima dellatterraggio.

Alessandra, gli occhi pieni di curiosità, prese subito posto sulla sedia. In un attimo scoppió una discussione…

Non voglio sedermi accanto a lei! sbottò a gran voce un uomo di circa quarantanni, scrutando la semplice veste della signora con occhi critici e rivolgendosi al personale di cabina.

Luomo si chiamava Vincenzo Moretti. Non nascondeva il suo disprezzo né la sua arroganza.

Mi scusi, signore, ma il passeggero ha esattamente quel posto prenotato. Non possiamo spostare nessuno rispose serenamente lassistente di volo, mentre Moretti continuava a fissare Alessandra con sguardo aguzzo.

Quei posti sono troppo cari per gente come lei glissò sarcastico, girandosi attorno come se cercasse un complice.

Alessandra rimase in silenzio, ma dentro di sé il suo cuore si stringeva. Indossava il suo miglior abito semplice ma curato lunico adatto a quelloccasione importante.

Alcuni passeggeri si scambiarono sguardi, altri annuirono al signor Moretti.

Allora la nonna, con voce flebile, alzò la mano e, non potendo più trattenersi, parlò:

Va bene Se cè posto in classe economy, mi sposterò lì. Ho risparmiato tutta la vita per questo volo e non voglio intralciare nessuno

Alessandra aveva ottantacinque anni e quello era il suo primo volo. Il viaggio da Napoli a Roma era stato una vera maratona: corridoi lunghi come autostrade, terminal che sembravano un labirinto, attese interminabili. Un impiegato dellaeroporto la accompagnò per assicurarsi che non si perdesse.

Ora, a poche ore dal compimento del suo sogno, doveva affrontare lumiliazione.

Ma lassistente di volo rimase ferma:

Mi scusi, signora, ma ha pagato il suo biglietto e ha tutto il diritto di stare qui. Non lasci che nessuno le tolga questo posto.

Guardò severamente il signor Moretti e, con tono gelido, aggiunse:

Se non smette, chiamo la sicurezza.

Lui rimase in silenzio, imbarazzato.

Laereo decollò. Alessandra, presa dallemozione, lasciò cadere la borsa; a quel punto Vincenzo, senza dire nulla, la aiutò a raccogliere gli oggetti sparsi.

Quando le restituì la borsa, il suo sguardo si fermò su un medaglione ornato da una pietra rosso rubino.

Che bel medaglione commentò. Per caso è un rubino vero? Ne so qualcosa di antiquariato, non è certo a buon mercato.

Alessandra sorrise.

Non ne so il valore È un regalo di mio padre a mia madre, prima di andare alla guerra. Non è mai tornato. Poi la madre lo affidò a me quando compresi dieci anni.

Aprì il coperchio e vi trovò due vecchie fotografie: una mostrava una giovane coppia, laltra un bambino sorridente.

Sono i miei genitori disse a bassa voce. E qui cè mio figlio.

Vola verso di lui? chiese timidamente Vincenzo.

No rispose Alessandra, abbassando lo sguardo. Lho affidato a un orfanotrofio quando era appena nato, perché allora non avevo né marito né lavoro. Non potevo offrirgli una vita normale. Ho scoperto la sua identità con un test del DNA, gli ho scritto una lettera ma mi ha risposto che non vuole conoscermi. Oggi è il suo compleanno e volevo solo stare accanto a lui, anche per un minuto.

Vincenzo rimase estasiato.

Allora perché vola?

La vecchia signora sorrise debolmente, con una punta di amarezza negli occhi:

È il comandante del volo. È lunico modo per avvicinarmi a lui, anche solo per uno sguardo.

Vincenzo abbassò lo sguardo, coperto da una vergogna che non sapeva più come nascondere.

Lassistente di volo, dopo aver ascoltato tutto, si ritirò silenziosa nella cabina del pilota.

Pochi minuti dopo, la voce del comandante risuonò nella cabina:

Cari passeggeri, tra poco inizieremo la discesa allaeroporto di Venezia. Prima però devo rivolgere un appello a una signora speciale a bordo. Mamma per favore, resti con noi dopo latterraggio. Vorrei rivederla.

Alessandra rimase immobile, le lacrime le scivolavano sul volto. Un silenzio calò sulla cabina, poi qualcuno iniziò a battere le mani, altri sorridendo tra le lacrime.

Quando laereo atterrò, il comandante infranse le regole: uscì di corsa dalla cabina di pilotaggio, gli occhi lucidi, e corse verso Alessandra. La strinse così forte da quasi restituirle gli anni rubati.

Grazie, mamma, per tutto quello che hai fatto per me sussurrò, stringendola a sé.

Alessandra, tra singhiozzi, rispose:

Non cè nulla da perdonare. Ti ho sempre amato

Vincenzo si spostò di lato, chinando il capo. Capì, finalmente, che dietro il vestito semplice e le rughe si nascondeva una storia di sacrificio e amore immenso.

Non era solo un volo. Era lincontro di due cuori separati dal tempo, ma che, contro ogni probabilità, erano riusciti a ritrovarsi.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

13 − 1 =

Nella classe Business regnava un’atmosfera tesa; i passeggeri lanciavano sguardi ostili all’anziana signora non appena si sedeva, ma il capitano dell’aereo le rivolse comunque la parola verso la fine del volo.