Quando Paolo portò a casa la ragazza, suo padre rimase sbalordito, e il suo volto si coprì di sudore.

Il primo tradimento di Paolo: una lezione che non ha più dimenticato
Fin da piccolo mi sentivo insicuro per la mia bassa statura. Allasilo di via Napoli ero il più piccolo di tutti persino le bambine sembravano più alte di me. Non avevo amici e passavo il tempo a giocare da solo; quando gli altri bambini mi strappavano i giocattoli rimanevo in silenzio, senza mai lamentarmi con i genitori.

A scuola nulla è cambiato. Mi chiamavano ciccino, mi prendevano in giro e io stringevo i pugni più forte ancora. Quando le prese in giro divennero insopportabili, ho chiesto a mamma e papà di iscrivermi a una squadra sportiva.

Dopo qualche anno non mi riconoscevano più. Sono cresciuto, ho messo su muscoli e il mio corpo è diventato tonico. Già al terzo anno di scuola media le ragazze hanno iniziato a notare il mio aspetto, ma io portavo con me tutte le ferite dellinfanzia e non volevo far entrare nessuno troppo vicino.

Il primo amore e la prima delusione
Quando sono entrato alluniversità la vita ha preso una svolta. Ho trovato più fiducia in me stesso, riuscivo a parlare con chiunque e le ragazze mi guardavano con simpatia.

Così ho conosciuto Alessia, una studentessa che viveva in un bilocale in via Tiburtina. Allinizio la accompagnavo solo fino al portone, ma un giorno mi ha invitato a casa sua. Da lì è nato un rapporto intimo.

Nonostante tutto, non provavo una felicità vera. Un pomeriggio, seguendo il cuore, le ho proposto:

Sposiamoci.

Alessia è scoppiata a ridere:

Paolo, hai tutta la vita davanti! Sei attraente, sportivo, e credimi, avrai ancora tante ragazze. Puoi uscire con chi vuoi e poi scegliere la migliore.

Veramente? la mia voce si è fatta gelida.

Certo! ha scrollato le spalle. Ho un fidanzato. È il più bello e ricco del quartiere, mi manda regolarmente dei soldi, così non devo vivere al dormitorio. Ci vediamo solo durante le vacanze, ma con te passo le notti.

Quelle parole mi hanno trafitto al cuore.

Quindi sono solo unopzione temporanea? ho chiesto, amaro.

Paolo, mi piaci davvero! Ma sai bene come funzionano le cose

Mi sono alzato e ho iniziato a raccogliere le mie cose.

Ti ho ferito? ha sorriso Alessia, guardandomi andare via. È un bene che ora tu sappia la verità. Non fidarti subito delle ragazze; conoscile meglio prima di aprire il cuore.

Sono uscito, sentendomi usato.

Il rifugio domestico al posto delle illusioni infrante
Tornato a casa ho buttato la valigia sul corridoio.

Figlio, cosè successo? si è preoccupata la madre. Non ci sarà il matrimonio?

Che sfortuna, ho risposto brevemente, tirando fuori un anello dalla tasca. Tienilo. Ti servirà più di me.

Mia madre mi ha guardato con tristezza.

Che bel anello, lo indosserò io stessa, ha sospirato. Vai in cucina, ho preparato i tuoi croissant preferiti e ho fatto il tè alla menta. Sediamoci, parliamo.

Il calore e la cura di quel momento mi hanno riscaldato come non avveniva da giorni.

Un altro colpo allautostima
Alluniversità evitavo di incrociare Alessia, ma lei si comportava come se nulla fosse accaduto. Dopo le lezioni passeggiava mano nella mano con Costantino, bisbigliava con lui, poi scompariva in una direzione sconosciuta.

Ho capito che le sue parole non erano solo scuse: ero per lei un divertimento passeggero, una tappa fino al prossimo candidato.

Questa consapevolezza ha lasciato un retrogusto amaro nella mia anima.

E, pochi giorni dopo, è arrivata unaltra prova.

Paolo, vieni al mio compleanno! mi ha detto improvvisamente Tamara, una delle studentesse più belle del nostro corso.

Ma era davvero una possibilità di qualcosa di serio o solo unaltra trappola?

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Quando Paolo portò a casa la ragazza, suo padre rimase sbalordito, e il suo volto si coprì di sudore.