Lei non era una persona vendicativa. Anche quando soffriva, cercava sempre una spiegazione, un motivo, qualcosa che rendesse il dolore più sopportabile

Lei non era una persona vendicativa.

Nemmeno quando il dolore bussava forte.

Cercava sempre una spiegazione.

Un motivo che rendesse tutto più sopportabile.

Aveva dato tanto, in quella storia.

Tempo, ascolto, presenza vera.

Piccole attenzioni, quasi invisibili.

Si notano solo quando svaniscono.

E quando tutto finì, non ci fu un grande litigio.

Nessuna scena, nessun urlo.

Solo distanza, giorno dopo giorno.

Silenzi che si allungavano senza fine.

Messaggi scritti e mai inviati.

«Forse domani gli scrivo», pensava.

Ma il domani restava sempre vuoto.

All’inizio cercava risposte, ovunque.

Si chiedeva: «Cosa ho fatto di sbagliato?»

Poi capì una cosa amara.

Certe persone non sanno spiegare ciò che rompono.

Non per crudeltà, ma per vuoto.

Una notte rimase sveglia fino all’alba.

Guardava la luce cambiare piano nella stanza.

Le ombre si muovevano sul muro.

Il silenzio della casa pesava addosso.

E insieme alla notte, cambiò anche lei.

Qualcosa dentro si posò, piano.

Non sentiva più rabbia, quella notte.

Solo una calma strana, malinconica.

«Non ti auguro il male», pensò piano.

«Ti auguro solo di capire, un giorno.»

«Di ricevere tre volte tanto.»

«Ciò che hai lasciato nel mio cuore.»

Non lo disse mai ad alta voce.

Lo tenne per sé, come un segreto.

Perché la vita non punisce gridando.

Insegna piano, con l’assenza.

Insegna con gli incontri sbagliati.

Con la nostalgia di ciò che si perde.

Si perde senza capirne il vero valore.

«Forse tornerà, forse capirà», si chiedeva ancora.

Ma poi si fermava, e respirava.

«E se non tornasse mai?», si domandò.

«Potrei vivere comunque bene?»

La risposta arrivò lenta, ma chiara.

Sì, poteva vivere bene.

Anche senza quelle risposte mai arrivate.

Anche senza quella persona accanto.

Capì allora una verità semplice.

Andare via non significa sempre perdere.

A volte significa soltanto salvarsi.

Lei si era salvata, in silenzio.

E quel silenzio, ora, le bastava.

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Lei non era una persona vendicativa. Anche quando soffriva, cercava sempre una spiegazione, un motivo, qualcosa che rendesse il dolore più sopportabile