Ho 55 anni, e finalmente vivo per me stessa. Senza sensi di colpa, senza il timore di non essere come si deve o di piacere a qualcuno. Nel mio piccolo universo regna una quiete soffice, quasi silenziosa, come un velo di nebbia che avvolge le strade di una Venezia senza gondole. Non ci sono più emozioni estranee che un tempo mi prosciugavano fino allorlo. Nessuno mi indica come vivere, cosa indossare o su cosa sognare. Sono di nuovo pienamente mia.
Le mie mattine si snodano senza fretta. Quando lo desidero, accendo una melodia di Pino Daniele che fluttua come uneco tra i vicoli di Napoli; quando preferisco, mi limito ad ascoltare il silenzio e laroma di un caffè appena estratto, il vapore che sale a spirale come nuvole di zucchero filato. Guardo fuori dalla finestra, osservo il mondo che si sveglia, i lampioni che si accendono timidamente, e mi sento in armonia con me stessa. Nessuno mi rimprovera per aver letto troppi capitoli di un romanzo o per aver lasciato la cena di un risotto non pronta al volo. Il silenzio non è più spavento: è diventato il mio compagno più fedele.
Un tempo credevo che una vita senza una metà fosse incompleta. Così ci insegnano fin da piccoli: la donna deve stare accanto a qualcuno, curare, dissolversi, proteggere il fuoco del focolare. Ho vissuto così per anni, dimenticandomi di me stessa, cercando di essere comoda, premurosa, giusta. Con il tempo però ho capito che lamore non è sacrificio; è rispetto, serenità e accettazione. E la prima persona da amare sono io.
A volte mi sfiora il pensiero: E se aprissi di nuovo le porte a una relazione? ma basta ricordare quante forze e nervi hanno assorbito gli umori altrui, le attente, le offese, e mi torna a desiderare di abbracciare la mia libertà. È leggera come il vento mattutino che accarezza le colline della Tuscia. Non chiede spiegazioni. Con essa sto bene.
Ora posso fare tutto quello che voglio, quando voglio e con chi voglio. Se mi va, vado a passeggiare nel Parco Sempione, se preferisco resto a casa, mi avvolgo in una coperta e rivivo vecchi film in bianconero. Posso tacere per unintera giornata, o altrimenti chiamare allimprovviso la cara amica Loredana e ridere fino alle lacrime. Nessuno controlla, nessuno è geloso, nessuno richiede resoconti. È una sensazione strana, quasi magica: essere libera non solo fuori, ma anche dentro.
Mi piace il ritmo di una vita fatta di attimi dolci: ci incontriamo, sorridiamo, condividiamo una serata piacevole e poi ognuno ritorna al proprio nido, dove regna il tepore, la calma e nessuno aspetta spiegazioni. Senza drammi, senza chiarimenti di cuori, senza altalene emotive. Solo calore umano, leggerezza e rispetto reciproco.
Scelgo la leggerezza. Scelgo me stessa. Ho capito finalmente che la felicità non arriva con qualcun altro nasce dentro, come una piccola luce che si accende nel cuore di un borgo romano. Per percepirla basta permettersi di essere autentici, senza maschere, senza ruoli, senza il timore di restare sole. La solitudine non è punizione; è un lusso, quando impari a bastarti da sola.
Ho 55 anni. Non cerco, non fuggo. Vivo semplicemente. E ogni giorno è unaltra possibilità di ringraziare la vita per la quiete, per lesperienza, per la libertà, e per il fatto che, finalmente, io sono al centro del mio piccolo universo.






