A 62 anni ho incontrato un uomo e siamo stati felici finché non ho ascoltato la sua conversazione con la sorella

Non avrei mai creduto che a 62 anni potessi innamorarmi di nuovo così profondamente, proprio come una ragazzina. Le mie amiche ridevano, ma io camminavo sulle nuvole. Lui si chiama Carlo, un po più grande di me, e che persona deliziosa!

Ci siamo conosciuti per caso a un concerto di musica classica al Teatro La Fenice di Venezia. Durante lintervallo, abbiamo iniziato a chiacchierare e abbiamo scoperto di avere tante passioni in comune. Quella sera piovigginava, laria era fresca e si sentiva ancora il profumo dellasfalto riscaldato dal sole e della pioggia che portava una ventata di vita nuova. Mi sono sentita subito più giovane, con il cuore aperto e leggero.

Carlo era galante, premuroso, con unironia sottile che mi faceva ridere ogni volta che raccontava un aneddoto divertente dei suoi anni passati. Stando con lui, mi sembrava di riscoprire tutte le piccole gioie della vita che avevo messo da parte negli anni. Quellinizio estate mi portò una felicità che non provavo da una vita, ma non potevo sapere che poco dopo avrebbe lasciato spazio a una realtà difficile da digerire.

Col passare dei giorni, ci vedevamo sempre di più: una volta andavamo al cinema, unaltra volta ci prendevamo un caffè in piazza San Marco, oppure ci perdevamo a parlare di libri e di quanto la solitudine ci avesse segnato. Un giorno mi invitò nel suo casolare sul Lago di Garda. Un posto incantato, col profumo dei pini e la luce dorata del tramonto che si specchiava nellacqua.

Quella sera rimasi da lui a dormire. A un certo punto, Carlo disse che doveva uscire per sbrigare una commissione in centro. Mentre stava fuori, il suo telefono squillò. Sul display vidi il nome Francesca. Non risposi, certo, non mi sembrava il caso ma dentro di me qualcosa si agitò. Chi sarà questa Francesca? Quando tornò, mi disse che era sua sorella e che non stava bene di salute. Gli credetti, il suo tono era sincero, e mi tranquillizzai.

Ma nei giorni seguenti, Carlo cominciò ad assentarsi spesso e le telefonate da Francesca si facevano sempre più frequenti. Dentro di me sentivo che qualcosa non quadrava. Eravamo così vicini, ma allimprovviso sembrava che ci fosse una barriera invisibile tra noi.

Una notte, mi svegliai e mi accorsi che non era a letto. Attraverso le porte sottili, sentii la sua voce bassa e nervosa al telefono:

Francesca, ti prego, aspetta ancora No, lei non sa nulla Sì, lo so Ho solo bisogno di altro tempo

Mi tremavano le mani: Lei non sa nulla era evidente che parlava di me. Tornai a letto e finsi di dormire quando rientrò in camera, ma nella testa avevo mille domande. Cosa sta nascondendo Carlo? Cosa non vuole che io scopra?

Al mattino, gli dissi che volevo uscire a comprare della frutta fresca al mercato, ma in realtà cercai un angolo silenzioso nel giardino. Presi il telefono e chiamai la mia amica Lucia.

Lucia, non so che fare. Sento che tra Carlo e sua sorella cè qualcosa di grosso. Forse dei debiti, o chissà cosa altro Avevo appena iniziato a fidarmi di lui.

Dallaltra parte Lucia sospirò:

Devi parlarci, altrimenti ti logori da sola con i sospetti.

Quella sera, non riuscii più a tenermi tutto dentro. Quando Carlo rientrò dopo una delle sue sparizioni, gli chiesi a bruciapelo, con la voce che mi tremava:

Carlo, per caso, ho sentito la tua telefonata con Francesca. Hai detto che io non so ancora nulla. Mi vuoi spiegare?

Carlo impallidì, abbassò lo sguardo e si prese un momento:

Mi dispiace tanto Stavo cercando il momento giusto di dirtelo. Sì, Francesca è mia sorella, ma sta attraversando un periodo terribile: ha accumulato debiti enormi e rischia di perdere la casa qui a Verona. Mi ha chiesto aiuto e io ho praticamente usato tutti i miei risparmi. Temevo che, se lavessi scoperto, mi avresti considerato poco affidabile, poco stabile per una relazione seria. Ho provato a risolvere tutto da solo, prima di raccontarti, volevo chiudere col banco e aiutarla a rialzarsi.

Ma perché hai detto che io non so nulla?

Perché ho paura che se scopri tutto adesso te ne vai. Abbiamo appena iniziato qualcosa di speciale. Non volevo metterti sulle spalle i miei problemi.

Mi è venuto un nodo in gola, ma dentro di me ho sentito anche sollievo. Non cera una doppia vita, né unaltra donna, né nessuna fregatura: soltanto la paura di perdermi e il suo cuore grande.

Mi sono commossa. In quel momento, in mezzo ai miei pensieri, mi sono ricordata quanti anni avevo passato da sola, e non volevo più lasciar scappare qualcuno che amavo per un malinteso.

Gli ho preso la mano:

Carlo, ho 62 anni e voglio essere felice. Se ci sono dei problemi, li affrontiamo insieme.

Carlo ha tirato un sospiro profondo e mi ha abbracciata forte. Alla luce della luna, ho visto che aveva le lacrime agli occhi, stavolta di sollievo. Intorno a noi, i grilli continuavano a cantare, e laria profumava ancora di pineta e di estate, come a voler cullare i nostri sogni con dolcezza.

La mattina dopo, ho chiamato direttamente Francesca e mi sono offerta di darle una mano con la banca in fondo, ho sempre avuto il pallino dellorganizzazione, e qualche contatto utile tra gli amici non mi manca.

Mentre parlavamo, ho avuto dentro una sensazione di famiglia che mi mancava da tempo: non solo un uomo da amare, ma anche nuove parentele a cui donare affetto e sostegno.

Ripensando a tutte le paure e i dubbi, mi sono resa conto che nella vita non bisogna scappare dagli ostacoli, ma affrontarli insieme, mano nella mano. Sì, magari 62 anni non è proprio letà più romantica per iniziare una storia nuova, ma la vita riesce ancora a sorprenderti e a regalarti qualcosa di magnifico, se solo hai il coraggio e il cuore aperto per accoglierlo.

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