Una settimana prima della Festa della Donna, sono appena uscita dal tribunale, quasi accecata dalle lacrime. Non riuscivo a scăpa din cap acea frase: Non siete più marito e moglie. Ma perché mi ha fatto questo? Cosa ho fatto di così grave da meritare una sofferenza così?
Io e Marco ci siamo sposati quando avevo solo diciotto anni. È stato subito un amore travolgente, quelle notti senza dormire, quel senso che non camminavo più sulla terra, ma volavo. Abbiamo vissuto cinque anni bellissimi, pieni damore. Io cercavo di renderlo felice in ogni modo: gli portavo la colazione a letto, cucinavo solo i suoi piatti preferiti pasta alla carbonara, lasagne e la casa era sempre in ordine.
Purtroppo, i genitori di Marco non mi hanno mai accettata davvero. Dicevano continuamente che non ero all’altezza di loro figlio e che gli avrebbero trovato una moglie migliore. È stato evidente che questo ha influenzato Marco. Ho visto come il suo atteggiamento verso di me è cambiato, diventando sempre più freddo e critico.
Nostro figlio, Matteo, aveva cinque anni. Allinizio Marco era innamorato pazzo di lui e lo viziava ogni volta che poteva, ma col tempo è cambiato. Credo siano stati i miei suoceri a fare il guaio, convincendo Marco che Matteo potrebbe non essere suo, nonostante somigliasse tanto a lui. Marco ha iniziato a passare sempre più tempo dai suoi genitori, praticamente si era trasferito lì. Quando tornava a casa, era sempre nervoso, insoddisfatto, urlava contro di me. Io cercavo di mantenere la calma, curare la mia persona, la casa, tutto.
Un giorno Marco era così arrabbiato che mi ha anche picchiata. Non riesco nemmeno a crederci mentre lo racconto. Speravo ancora che potesse tornare tutto come prima. Invece, dopo qualche giorno mi ha detto che non mi sopportava più e che se ne sarebbe andato. Mi ha lasciata, così, insieme a Matteo. Io gli ho implorato di ripensarci, di non buttare via la nostra famiglia, ma non cè stato verso.
Lo amo ancora, non riesco a immaginare la mia vita senza di lui, anche ora che siamo divorziati. Marco versa una piccola somma di mantenimento ogni mese, pochi euro, ma pretende le ricevute di qualsiasi cosa spenda. Anche se compro solo il pane, devo fotografare lo scontrino e mandarglielo. È umiliante chiedere soldi a chi non vuole neanche prendersi cura di suo figlio.
Viene a vedere Matteo molto raramente, e praticamente mai lo porta a casa sua. Nostro figlio percepisce tutta la freddezza del padre e ormai non vuole nemmeno più vederlo. Marco si arrabbia, pensa che sia io a metterlo contro di lui. Io invece vivo con la sofferenza della separazione, piango ancora ogni giorno. Da quando ci siamo lasciati sono dimagrita e ho una tristezza che non mi lascia. Spesso mi capita di sfogare la rabbia con Matteo e poi mi sento in colpa, so che non dovrei.
Non so davvero come andare avanti, con il cuore a pezzi così. Ogni giorno controllo i profili social di Marco, guardo cosa fa. Così ho scoperto che si sposerà di nuovo. Non ti dico quanto ci sono rimasta male. Ora capisco perché non viene più e perché nemmeno Matteo vuole stare con lui. La mia testa sa che è finita, ma il cuore non ne vuole sapere. Sinceramente non so come superare tutto questo.





