Abbiamo deciso di vendere l’appartamento di mio nonno, ma non avremmo mai immaginato che il suo spirito reagisse in questo modo!

Sarebbe davvero difficile credere a quello che è successo alla mia famiglia se non lo avessimo vissuto con i nostri stessi occhi. Tutto è iniziato sei mesi fa, quando il mio adorato nonno è venuto a mancare, lasciandoci un elegante appartamento proprio nel cuore di Firenze. Dopo circa un mese dal suo funerale, io e la mia famiglia ci siamo messi daccordo per pulire lappartamento e prepararlo per la vendita. Durante la giornata, abbiamo riempito grandi sacchi con tutte le sue cose, mentre la zia continuava a lamentarsi che buttare i vecchi libri è un sacrilegio!tipico.

La sera, tutti noi siamo tornati a casa tranne mio fratello, Gabriele. Lui invece ha voluto passare la notte in quellappartamento, probabilmente nella speranza di trovare qualche ricordo nascosto, o forse solo per sentirsi vicino al nonno. Verso le sei del mattino, mi chiama, la voce che sembrava uscita da un film horror: Vieni subito! Ti prego! Naturalmente, sono corsa, senza nemmeno pensare al caffè.

Appena entrata, ho visto Gabriele pallido come la mozzarella, lo sguardo terrorizzato. Ho sentito un rumore di passi provenire dal corridoio, ma la casa era vuota. Latmosfera era degna di una scena di Dario Argento. Abbiamo avuto entrambi la pelle doca, e siamo scappati fuori più veloci che mai, dimenticando persino le chiavi.

Dopo una buona mezzora di auto-convincimento sotto casa (e qualche battuta ironica della mamma: Siete sicuri che non serva un esorcista?), siamo tornati su. Con nostra sorpresa, tutto nellappartamento era ordinato, gli oggetti del nonno sistemati con cura nei loro posti, come se si fosse appena svegliato da un pisolino. Un misto di sollievo e brividi ci ha invaso.

Da quel giorno, abbiamo deciso di affidarci allagenzia immobiliare per venderlo, senza mettere più piede lì dentro. Per fortuna, i nuovi inquilini non hanno avuto nessuna visita notturna del genere e vivono felici e contenti. Tuttavia, ogni volta che ripenso a quella notte fiorentina, un piccolo brivido corre ancora lungo la schiena e sì, la mamma continua a suggerire il numero di un buon prete.

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