Io e mio marito stavamo programmando le ferie al mare. Da qualche anno ormai ci spostiamo verso la costa con i nostri amici, ognuno con la propria macchina. Siamo un po selvaggi, sai comè. Scegliamo un tratto tranquillo di spiaggia, montiamo le tende e via. Durante il giorno stiamo a mollo in mare, prendiamo il sole e ci occupiamo delle piccole faccende. Poi la sera, quando cala il buio, ci sediamo intorno al fuoco, si suona la chitarra e ci si gusta un bicchiere di buon vino rosso, chiacchierando e cantando insieme.
Questanno si è aggiunta anche mia cognata, Caterina, con il suo bambino di due anni e mezzo. Si sono sistemati da noi, insieme anche a mia suocera una situazione bella o così o niente, insomma.
Alla fine ci siamo convinti, anche se ti dico subito che non è stato il bimbo a crearci problemi, anzi, ma proprio Caterina. I grattacapi sono iniziati già durante il viaggio. Caterina voleva fermarsi ogni ora. Diceva che era stanca e aveva bisogno di stendersi. Così, ovviamente, quando siamo finalmente arrivati, i nostri amici avevano già piazzato tutto e si erano pure fatti un bagno!
Vabbè, arriviamo. Ma lì parte il secondo round: Caterina fa una scenata Io qui non ci resto! ci dice. Allora le spiego: Guarda che ti avevo avvisato che il nostro era un viaggio da veri selvaggi!. Lei risponde: Pensavo che selvaggi volesse dire solo cercarci da soli il posto dove stare, non dover prenotare una stanza dalbergo tramite qualcuno. Mio marito, già esasperato, le fa: E secondo te perché ci siamo portati sacchi a pelo e tende?. Pensavo che avreste almeno preso un bungalow, sviene lei.
Alla fine ci siamo dovuti arrangiare e affittarle una stanza. Poi mio fratello ha fatto avanti e indietro per portarla e riportarla, oltre che accompagnarla ogni volta che aveva fame al bar o doveva andare in pescheria a comprare qualcosa. E dovevamo pure badare al bimbo mentre Caterina si riposava da tutta questa fatica.
Guarda, il bambino è stato adorabile; giocava tranquillo, faceva il bagno, mangiava tutto e dormiva nel sacco a pelo come un angioletto. Mai sentito un lamento, altro che la madre! Lanno prossimo Caterina con noi non la portiamo di sicuro, ma magari il nostro nipotino lo prendiamo volentieri se ce lo chiedono i suoi. Lui sì che è speciale…





