Adesso qui abiterà Diana,” ha dichiarato il marito al suo ritorno dalla vacanza.

Ciao, ascoltami, è stato un giorno davvero particolare.

Andrea Rossi tornava da una vacanza di due settimane a Rimini, per staccare un po la spina, come ha detto lui. Dalla routine, dalla città, e forse anche da Marina non si è offesa, è stanca, meritava una pausa.

Lei è rimasta a casa a sistemare tutto: ha pulito le finestre, riordinato gli armadi, anche il balcone lha spazzato. Voleva che, al suo ritorno, trovasse lappartamento accogliente e caldo.

La porta si è chiusa di botto.

Andrea? ha sbirciato Marina dalla cucina, asciugandosi le mani sul grembiule.

Lui era in ingresso, abbronzato, rilassato, con una valigia e una borsa piena di souvenir. Sorrideva, ma cera qualcosa di strano.

Ciao ha detto, sfilando le scarpe da ginnastica.

Come è andata? ha chiesto Marina, avvicinandosi. Ha provato ad abbracciarlo, ma lui è già passato in camera.

Benissimo, ha risposto dalla porta. Mare, sole. Ho incontrato gente interessante.

Marina ha spento il fornello e lha chiamato a cena.

Lui si è seduto, ha mangiato in silenzio senza alzare gli occhi.

Che succede? lha chiesta Marina con cautela. È successa qualcosa?

Andrea ha posato la forchetta, lha guardata e ha detto:

Marina, da ora in poi qui vivrà Fabiola.

Marina è rimasta senza parole.

Cosa?

Fabiola. Lho conosciuta a Rimini. Ha una situazione difficile, è senza tetto. Lho invitata a stare con noi, temporaneamente.

Hai invitato una donna straniera a vivere nel nostro appartamento? balbettava Marina.

Non è una straniera, ha replicato Andrea, calmo. Siamo amici. È una brava persona. Capirai quando la conoscerai.

Devo capire?!

Dai, non complicare. È solo per qualche settimana, al massimo un mese, finché non trova lavoro e una casa.

Marina lo guardava, non riconosceva più luomo con cui aveva condiviso sette anni, quello che le aveva promesso di stare sempre al suo fianco. E ora le diceva che avrebbe portato una sconosciuta sotto lo stesso tetto. E doveva capire.

Quando arriva? ha chiesto a voce bassa.

Domani mattina ha risposto Andrea.

Marina ha alzato le mani, ha lavato i piatti, le sue mani tremavano. Dentro di lei si alzava unondata fredda, scura, spaventosa.

Fabiola è arrivata alle dieci di mattina, con due valigie e una grande borsa a tracolla. Era luminosa, curata: pelle abbronzata, capelli lucenti fino alle spalle, sorriso smagliante. Jeans attillati, una catena doro al collo.

Marina lha osservata mentre Andrea la aiutava a togliere il cappotto, a sistemare le cose, a sorridere.

Entra, accomodati ha detto Andrea. Marina, ti presento Fabiola.

Ciao! ha stretto la mano di Fabiola. Una stretta sicura. Grazie per avermi accolta. Non starò a lungo, davvero!

Marina ha annuito in silenzio. Nessuno le aveva chiesto il permesso.

La tua stanza è qui ha aperto Andrea una porta a una piccola camera accanto al salotto. Il divano si apre, la biancheria è pulita. Se ti serve qualcosa, dimmi.

Perfetto! ha detto Fabiola entrando e osservando lambiente. Potrei appendere il mio quadro più tardi? Per dare un po di atmosfera.

Marina sentiva qualcosa stringersi dentro.

Certo, ha risposto Andrea. Sentiti a casa.

E così è iniziato tutto.

Fabiola ha cominciato a comportarsi come se fosse già a casa, dal primo giorno. Si alzava prima di Marina, usciva in pantaloncini corti e top, preparava un caffè, si sedeva al tavolo di fronte ad Andrea. Chiacchieravano, ridevano, parlavano di niente di importante.

Marina entrava, la conversazione si calmava.

Buongiorno diceva Fabiola con un sorriso. Posso usare la tua caffettiera? Il tuo caffè è divino!

Marina annuiva, usciva per andare al lavoro.

Tornava la sera e Fabiola era già sul divano, gli occhi sulla TV, le gambe sopra il divano.

Marina, puoi lavare questa maglietta per me? chiedeva.

Marina le indicava la lavatrice.

È lì, la usi tu stessa.

Fabiola ha sorriso, ma la sua espressione è diventata un po più fredda.

Va bene, scusa.

Poi, ancora di più.

Fabiola ha iniziato a cucinare in cucina, ha sparso i suoi ingredienti su tutti gli scaffali, ha occupato pentole e fornelli.

Andrea, assaggia! la chiamava. Ho fatto una pasta alla carbonara, come in casa!

Marina stareva sulla soglia, guardava Andrea mangiare e lodare, senza nemmeno rivolgerle uno sguardo.

Marina, ti serve? le chiedeva Fabiola, porgendole un cucchiaio.

No, grazie. rispondeva Marina, uscendo verso la camera da letto.

Dopo una settimana e mezza, la vicina di piano, zia Lidia, lha fermata davanti al portone:

Ma che storia è questa? Una nuova ospite? Giovane e bella. È arrivata dal viaggio di tuo marito?

Marina ha inghiottito.

È qui solo per un po, una amica.

Amica, eh, ha detto zia Lidia, strizzando gli occhi. Vedi, le amiche possono essere di tutto.

Marina sentiva tutti sussurrare, ma nessuno ne parlava apertamente. Al negozio vedeva occhi di compassione, al lavoro i colleghi chiedevano: Come vanno le cose a casa? con un tono che la faceva vuole affondare nel pavimento.

A casa, Andrea trascorreva sempre più tempo con Fabiola: cinema insieme, serate in cucina fino a tardi, chiacchiere infinite.

Marina provava a parlare:

Andrea, non è forse il momento? Dicevi che era solo temporaneo. Sono passate tre settimane.

Marina, dargli più tempo. Sta cercando lavoro, una casa. Non possiamo certo spingerla fuori per strada!

E me?

Andrea lha guardata, sorpreso.

Di che parli? Che centri tu?

Che questo è il mio appartamento! Non ho dato il mio consenso!

Sei troppo gelosa lha interrotta Andrea. Fabiola è solo unamica. Tu complichi tutto.

Marina ha capito: lui non vedeva il problema, o non voleva vederlo.

Una sera, Marina è tornata prima del solito, ha aperto la porta piano, è scesa in cucina. Andrea e Fabiola erano alla finestra, vicini, troppo vicini. Lui le parlava sottovoce, rideva. Poi Andrea ha messo la mano sulla spalla di Fabiola.

Marina si è bloccata.

Che sta succedendo? ha chiesto.

Si sono girati.

Oh, Marina! ha tirato indietro Andrea. Sei arrivata presto.

Che succede? ha insistito.

Niente, stavamo solo chiacchierando ha risposto, irritato.

Fabiola è rimasta in silenzio, guardando il pavimento.

Marina è scappata nella camera da letto, non poteva più sopportare.

Quella notte non ha dormito; è rimasta a fissare il soffitto, a sentire Andrea muoversi in bagno, poi andare in camera, sdraiarsi accanto a lei senza neanche abbracciarla, girandosi di lato.

Al mattino ha deciso.

Andrea, lha interrotta mentre preparava il caffè. Dobbiamo parlare, tutti e tre.

Lui ha alzato gli occhi.

Di che?

Di tutto. Stasera. E dillo anche a Fabiola.

Marina.

Non fare discussioni, falla.

La sera, seduti a tavola, i tre.

Marina ha tirato fuori il piatto.

Grazie per linvito ha detto Fabiola, sorridendo timidamente. Non me lo aspettavo.

Nemmeno io, ha risposto Marina. Ma ora parliamo chiaro.

Ha guardato Andrea, poi Fabiola.

Voglio una domanda. Diretta. E voglio una risposta senza giri di parole.

Marina, ma perché? ha iniziato Andrea.

Zitta. Ha detto Marina, voce calma ma ferma. Fabiola, tu che ruolo hai qui? Sei una inquilina, una parente, o la sua seconda moglie?

Silenzio.

Fabiola è pallida. Andrea è fermo con il bicchiere in mano.

Io ha iniziato Fabiola.

Rispondi onestamente ha insistito Marina. Sono stanca di fingere. Basta chiacchiere dietro le quinte. Prepari colazioni per lui, usi le mie cose, la mia cucina, la mia casa, come se fossi la padrona di casa!

Marina, calmati ha provato a intervenire Andrea.

No! ha sbattuto Marina sul tavolo. I bicchieri hanno tintinnato. Un mese intero a sopportare questo!

Fabiola ha abbassato lo sguardo.

Non volevo

Non volevo cosa? ha chiesto Marina, avvicinandosi. Non volevo vivere qui? Non volevo occupare il mio posto?!

Non occupo il tuo posto.

Lo fai!

Allora Fabiola ha alzato lo sguardo, fissato Marina negli occhi e ha detto:

Vuoi la verità? Eccola. Io e Andrea abbiamo una storia. Da Rimini. Non è solo unamica, è la sua amante. Lha chiamata qui perché mi ama.

Le parole hanno sospeso laria. Marina ha sentito il mondo crollare dentro di sé.

Si è girata lentamente verso Andrea:

È vero?

Andrea è rimasto in silenzio, fissando il piatto.

Sì ha finalmente esalato. È vero.

Marina si è ricaduta sullo schienale della sedia, le mani tremanti, il cuore a mille.

Quindi tutto questo mese mi hai mentito? Hai detto che era solo unamica? Che io complichi tutto?

Non volevo farti soffrire.

Non volevi?! ha riso amaramente. Hai portato la tua amante nella nostra casa! Mi hai costretto a vivere sotto lo stesso tetto! E poi non volevo farti male?!

Marina, perdona

Taci. Ha alzato la voce. Basta, taci.

Fabiola si è alzata anche lei:

Marina, capisco quanto sia difficile

Non capisci nulla! ha urlato. Sei entrata nella mia casa, hai dormito qui, hai usato i miei piatti! Hai fatto la vittima, ma

Non ha finito. Si è voltata e ha corso in camera.

Andrea lha seguita:

Marina, parliamone con calma.

Parlarne? ha aperto larmadio, tirando fuori i suoi vestiti. Adesso parliamo. Prendi le tue cose. E anche le sue. Andate via, entrambi. Ora.

Marina, non puoi

Posso! ha lanciato la sua camicia a terra. È il mio appartamento! Lho comprato! Decido chi ci vive!

Ma

Niente ma! ha fissato Andrea con odio, dolore e disprezzo. Mi hai tradita. Adesso vattene.

Andrea è rimasto lì, perso, senza parole.

Marina

Ho detto di andare via!

Ha iniziato a raccogliere le sue cose. Fabiola era sulla porta, a guardare in silenzio.

Dopo mezzora se ne sono andati, valigie, sacchi, il quadro che Fabiola non era riuscita nemmeno a appendere.

La prima settimana Marina è rimasta quasi chiusa in casa, a letto, a fissare il soffitto, a piangere. Poi ha smesso di piangere e si è limitata a stare lì, con un vuoto così pesante da farle difficoltà a respirare.

Andrea lha chiamata, ha scritto messaggi, lei non rispondeva. Anche Fabiola ha provato a contattarla, a chiedere scusa; Marina ha bloccato il suo numero.

Una mattina, si è guardata allo specchio: pallida, occhiaie, capelli arruffati.

E ha pensato: basta.

Basta di vivere nel dolore. Basta di cedere il controllo a chi ti tradisce.

Ha fatto una doccia, si è cambiata, ha preparato un caffè, ha aperto le finestre, ha fatto entrare laria fresca.

E ha iniziato una nuova vita.

Un mese dopo le hanno recapitato i documenti del divorzio; li ha firmati senza rimpianti. Lappartamento è rimasto suo, perché laveva comprato prima del matrimonio; Andrea non aveva alcun diritto.

Lui ha provato a incontrarla, a parlare; lei ha rifiutato.

Non abbiamo più nulla da dire, le ha scritto. Hai fatto la tua scelta. Ora vivi con lui.

Più tardi ha scoperto che Andrea e Fabiola hanno vissuto insieme in un appartamento, ma la felicità non è durata: dopo sei mesi si sono lasciati, Fabiola è andata via in unaltra città e Andrea è rimasto solo.

Marina, invece, ha ricominciato a vivere per sé. Ha viaggiato, per la prima volta da anni ha sentito che la vita le apparteneva.

È stato spaventoso restare sola? Sì.

Ma non si è pentita.

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