Aggiornamento disponibile La prima volta che il telefono prese a brillare di rosso fu proprio duran…

Aggiornamento disponibile

La prima volta che il telefono si incendiò di rosso fu durante una lezione di macroeconomia allUniversità di Bologna. Non era solo lo schermo a brillare: tutta la scocca, una vecchia mattonella usurata di Andrea, sembrava accendersi dallinterno come se le braci del Vesuvio cuocessero sotto la plastica graffiata.

Oh Andrea, quello ti esplode, bisbigliò Leonardo dal banco accanto, spostando via il gomito. Te lho detto che con quelle ROM pirata succede il finimondo

La professoressa disegnava grafici di domanda e offerta sulla lavagna, laula borbottava sommessa, ma la luce cremisi filtrava attraverso la giacca di jeans. Il telefono pulsava, non con la solita vibrazione, ma con un ritmo regolare, quasi fosse un polso.

Sono disponibili aggiornamenti, lampeggiò lo schermo quando Andrea, non resistendo più, estrasse il telefono dalla tasca. Sotto la scritta: la nuova icona un cerchio nero con dentro un simbolo sottile e bianco, qualcosa tra una runa etrusca e una M stilizzata.

Sbatte le palpebre. Era una grafica familiare minimalista, font elegante, come vanno di moda ora a Milano e Firenze. Ma dentro si strinse qualcosa: sembrava che quellapp guardasse dritto lui.

Nome: Mirra. Categoria: Strumenti. Peso: 13,0 MB. Recensioni: nessuna.

Installa, sussurrò qualcuno alla sua destra.

Andrea si scosse. Accanto a lui cera solo Giulia, concentrata sul quaderno. Non alzava lo sguardo.

Mi hai detto qualcosa? si piegò verso di lei.

Eh? Giulia sollevò la testa, sorpresa. Niente, sto in silenzio.

Non era una voce vera: né maschile né femminile, né bisbiglio né suono, solo una notifica che emergeva direttamente dal pensiero.

Installa, ripeté, e in quel momento il display lampeggiò con il comando Installa.

Andrea deglutì. Era uno di quelli che iscrivono a ogni beta test, cambiano firmware, vanno a smanettare dove nessuno osa. Ma questa volta era diverso, surreale.

Eppure il dito premette da solo.

Installazione completata allistante come se lapp fosse già nei circuiti, solo in attesa del via. Nessuna registrazione, nessun accesso con SPID o social, nessuna autorizzazione. Solo uno schermo nero e questa frase: Benvenuto, Andrea.

Come sai il mio nome? gli sfuggì a voce alta.

La professoressa lo fissò oltre gli occhiali.

Giovane, se ha finito la seduta spiritica con il suo smartphone, gradisca tornare alle curve di domanda

Qualcuno rise, Andrea si scusò e cacciò il telefono sotto il banco, senza distogliere però gli occhi dal messaggio.

Funzione sbloccata: Scivolamento della probabilità (livello 1).

Sotto, un pulsante: ATTIVA. E in piccolo: Attenzione: luso modifica la sequenza degli eventi. Effetti collaterali possibili.

Certo, sbuffò. Magari mi chiede pure di firmare col sangue, ora

Dentro sentì il richiamo della curiosità. Scivolamento della probabilità: sembrava una bufala virale tipo generatori di fortuna solo notifiche, dati e pubblicità. Però la luce cremisi non svaniva. Il telefono era vivo, caldo, quasi umano. Lo nascose sotto il quaderno e sfiorò il tasto.

Lo schermo si mosse, come acqua nel vento. Per un istante, il mondo si fece più silenzioso, i colori più densi. Un suono cristallino gli trafisse le orecchie.

Funzione attivata. Seleziona bersaglio.

Un campo vuoto. Suggerimento: Descrivi, sinteticamente, ciò che desideri.

Andrea si bloccò. Stavolta lassurdo non faceva ridere. Si guardò attorno: la prof seguitava i suoi conteggi, Giulia annotava, Leonardo disegnava unApe Piaggio in fondo al quaderno.

Proviamo, pensò.

Scrisse: Non voglio essere interrogato oggi. Premette OK, le mani sudate.

Il mondo sobbalzò. Silenzioso, invisibile, come lascensore che cede un millimetro e si ferma. Un gelo nello stomaco, un respiro interrotto. Poi tutto ritornò.

Probabilità modificata. Carica funzione residua: 0/1.

Bene disse la prof, voltandosi verso laula vediamo chi tocca oggi

Andrea avvertì un groppo di ghiaccio nello stomaco. Sapeva che avrebbero chiamato lui succedeva sempre: appena sperava che lo saltassero, ecco che gli toccava.

…Covucci, disse lei. Dovè? Sempre in ritardo, Covucci. Pazienza Allora

Il dito percorse il registro. Si fermò.

Rossi. Alla lavagna!

Giulia sussultò, chiuse il quaderno e, paonazza, si trascinò avanti.

Andrea sedette senza gambe. Il pensiero martellava: Ha funzionato. Oddio, ha funzionato.

Il telefono si spense senza più riflessi rossi.

Uscì dalluniversità stordito, come dopo il concerto di Vasco. Il vento di marzo rimestava polvere tra le pozzanghere di via Zamboni, sopra la fermata pensava una nuvola grigia, densa, quasi materica. Andrea camminava con lo sguardo fisso allo schermo.

Lapp Mirra era lì, anonima nel drawer, senza descrizione, senza voto. Nelle impostazioni nulla. Sotto memoria niente, come se non ci fosse mai stata. Solo la certezza: aveva visto il mondo scivolare. Cambiare.

Forse è coincidenza, si mentiva. La prof magari non mi voleva interrogare davvero. Covucci era in ritardo, tutto qui.

Ma una voce sottile sinsinuava: e se coincidenza non fosse?

Il telefono trillò. Notifica: Disponibile nuovo aggiornamento Mirra (1.0.1). Installare ora?

Che velocità, borbottò Andrea.

Premette su dettagli. Spuntò la finestra: Corrette bug, migliorata stabilità, nuova funzione: Sguardo oltre.

Di nuovo, nessun produttore, nessuna versione Android, nessuna privacy policy. Solo la frase, scarna e sincera: Sguardo oltre.

Neanche per sogno, disse, scegliendo rimanda.

Il telefono trillò offeso, poi si spense; si riaccese subito, arrossandosi di rosso, e mostrò: Aggiornamento installato.

Ma come?! Andrea si bloccò sotto i portici. Non volevo!

La massa lo aggirava, qualcuno mormorava seccato, un volantino pubblicitario si incollò alla sua scarpa.

Funzione sbloccata: Sguardo oltre (livello 1).

Descrizione: Permette di vedere lo stato reale delle cose e delle persone. Raggio: 3 metri. Durata: massimo 10 secondi. Costo: aumento del feedback.

Che feedback? Un brivido lo colpì alla schiena.

Il telefono taceva, offrendo solo una rotonda, morbida prova gratuita.

Cedette in autobus. Pressato tra una signora con una rete di arance e uno studente delle medie, Andrea guardava vetrine e arcate sfrecciare fuori, mentre licona di Mirra richiamava lo sguardo.

Solo dieci secondi, si risolse. Vediamo davvero che roba è.

Aprì lapp, schiacciò prova.

Il mondo sospirò. I suoni si fecero ovattati, come sottacqua. Le facce: più vive, più taglienti. Sopra ognuna vibravano fili sottili qualcuno ne era stretto, qualcuno appena sfiorato.

Andrea batté le ciglia. I fili sparivano in aria, si intrecciavano. La signora aveva fibre grigie e spezzate, alcune annerite. Il ragazzino, invece, fili azzurri e tremolanti, come onde deccitazione.

Guardò verso lautista. Sul capo aveva un fascio di corde nere e arrugginite, fuse in un unico cavo che spariva sulla strada. Dentro, si agitava qualcosa di malsano.

Tre secondi sussurrò , quattro

Guardò le proprie mani: dal polso salivano sottili nervi rossi che luccicavano sotto la felpa. Ma uno, spesso e scuro, si ancorava diretto al telefono, ispessendosi a ogni battito.

Un colpo al petto. Il cuore simpuntò.

Stop! strappò il dito dallo schermo.

Tutto tornò di botto: urla del motore, risate, sterzate, il sangue che batteva alle tempie.

Prova conclusa. Feedback aumentato: +5%.

Che vuol dire Andrea strinse il telefono al petto, tremando.

Unaltra notifica: Nuovo aggiornamento Mirra (1.0.2) disponibile. Consigliato.

A casa, rimase a lungo seduto sul bordo del letto, lo sguardo fisso sul telefono. La stanza era minuscola: letto a una piazza, scrivania, armadio, finestra su un cortile degradato con altalene arrugginite. In camera, un vecchio poster del Colosseo che aveva attaccato alle medie.

La madre era di turno notturno al Policlinico, il padre, come sempre, in viaggio cioè da qualche parte tra la Val Padana e chissà dove. La casa respirava vuoto e polvere. Di solito Andrea colmava il silenzio con musica neomelodica, serie tv, calcetto online. Quella sera, il ticchettio del cuore soverchiava tutto.

Il telefono lampeggiava: Installa aggiornamento Mirra per un funzionamento corretto.

Corretto di cosa? gridò. Di quello che fai agli altri? Alle strade? A me stesso?

Ricordò il cavo nero sullautista. E la grossa trama rossa che legava il suo stesso polso al telefono.

Prezzo: feedback crescente.

Feedback di cosa? Ma già sapeva.

Aveva sempre pensato che la vita fosse una sequenza di probabilità, che chi sa spingere il momento giusto cambia il destino. Ma non si era mai domandato cosa sarebbe successo col potere di farlo davvero.

Se non aggiorni, apparve la scritta, senza notifica, direttamente sulla home la rete compenserà autonomamente.

Quale rete? Andrea si alzò di scatto. Chi sei tu?

La risposta non arrivò come testo. Il mondo si fece buio, come se la lampadina sfarfallasse. Un ronzio nelle orecchie. Ed ecco: anziché voce, sentì la struttura. Come se incontrasse il codice sorgente, tradotto in sensazioni.

Io sono linterfaccia. Lapplicazione. Lo strumento. Tu sei lutente.

Utente di cosa? Magia? rise, rauco.

Chiamala così, se vuoi. Rete delle probabilità. Flussi di realtà. Io ti aiuto a modificarli.

E il prezzo? Andrea strinse i pugni. Cosè il feedback?

Lo schermo mostrò unanimazione: una trama rossa che, a ogni intervento, si ispessisce fin quasi a strangolare la figura umana al centro.

Più intervieni, più la tua connessione alla rete si rafforza. Più cambi, più cambi te stesso.

E se?

Se smetti, disse la mente invisibile la connessione resta. Se non aggiorni la rete, cercherà equilibrio attraverso di te.

Il telefono vibrò come per una chiamata. Un messaggio: Aggiornamento Mirra (1.0.2) pronto. Nuova funzione: Revoca. Risolti errori critici.

Revoca cosa? sussurrò.

“Possibilità di annullare un cambiamento. Uno solo.

Ricordò lautobus. Il cavo nero sullautista. E come il suo stesso filo si fosse ingrossato.

Se aggiorno balbettò.

Potrai annullare uno dei tuoi interventi. Ma il prezzo

Ovviamente, sorrise amaro. Cè sempre un prezzo.

Prezzo: redistribuzione delle probabilità. Più tenti di correggere, più aumenti il caos circostante.

Si lasciò ricadere sul letto, i gomiti sulle ginocchia. Da un lato il telefono, che aveva già messo mano al suo destino; dallaltro, un mondo dove aveva sempre galleggiato in balia degli eventi.

Volevo solo non essere interrogato confessò allaria. Un desiderio piccolo. E ora

Una sirena ululò fuori. Lontana, verso la tangenziale. Andrea sussultò.

Consigliato aggiornare. Senza aggiornamento, la rete potrebbe essere instabile.

Cosa significa instabile? chiese.

Silenzio.

Dopo unora arrivò la notizia dellincidente. Un video secco sul TGR: a Porta San Donato una corriera era stata centrata da un tir. Autista si addormenta, freni in avaria, strade maledette, dicevano i commenti.

Sul fermoimmagine proprio quellautobus. Il numero combaciava. Non guardò oltre.

Unondata gelida gli salì al petto. Spense la televisione, ma nella testa si ripeteva la scena: la corda nera, i fili animati.

È colpa mia? sussurrò.

Il telefono si accese da solo. Sullo schermo: Evento: Incidente via Irnerio/Indipendenza. Probabilità prima: 82%. Dopo: 96%.

Ho aumentato io le probabilità i pugni serrati finché le nocche impallidirono.

“Ogni intervento sulla rete causa un effetto domino. Se abbassi una probabilità, da qualche parte unaltra sale.

Non lo sapevo! gridò.

“Lignoranza non recide il legame.

Le sirene si avvicinavano. Andrea corse alla finestra. Nel cortile lampeggiavano i blu ambulanza, carabinieri. Urla.

E ora? domandò, senza staccarsi dal vetro.

Installa laggiornamento. La funzione Revoca ti permetterà di riequilibrare, in parte.

In parte? si voltò. Se ogni gesto trova eco altrove, che succederà se annullo? Un treno? Un gravissimo? La vita di qualcuno?

Silenzio. Solo il cursore pulsante.

La rete cerca sempre equilibrio. La differenza è se tu ne sei consapevole.

Andrea chiuse gli occhi. Pensò ai volti sullautobus: la signora con le arance, il ragazzino, il conducente. E lui stesso, a vedere i fili senza muovere un dito.

Se aggiorno e uso la Revoca pian piano. Rimetto comera prima la probabilità della lezione? Ritorna tutto?

In parte. Annulli un solo evento. La rete si riassesta. Ma niente garanzie.

Magari lautobus non finì la frase.

La probabilità muterà.

Guardava il tasto Installa. Le dita tremavano. Due voci litigavano in testa: una sussurrava non fare il dio, laltra ormai non puoi più fermarti.

Sei già dentro sussurrò Mirra . Legame attivo. Indietro non si torna, solo scegliere dove andare.

E se scelgo di non scegliere più?

La rete aggiornerà comunque. Ma il costo sarà a tuo carico.

Rivide il filo rosso teso verso il telefono. E come si era ispessito.

Come si manifesta questo costo? domandò piano.

Arrivò unimmagine: lui, invecchiato, occhi spenti, seduto lì. Intorno, disastri a caso: incidenti, crolli, miracoli e sciagure, la città che si sfianca mentre paga per gli altri tutte le probabilità distorte che passano attraverso di lui e lasciano cicatrici.

Sarai il fusibile. Il nodo delle distorsioni.

O decido io, o lascio che il mondo passi addosso sogghignò. Bel dilemma.

Silenzio.

Aggiornò.

Sfiorò il tasto, e il mondo si capovolse. Questa volta, più forte. Un buio improvviso, rombo alle tempie, come se Andrea si spezzasse e si diffondesse in ogni angolo della città.

Aggiornamento Mirra (1.0.2) installato. Funzione nuova: Revoca (1/1).

Apparve una scelta: Intervento da annullare: Shift probabilità – non essere interrogato (oggi, 11:23).

Se la annullo?

“Il tempo non torna indietro. Ma la rete si riassesta come se lazione non fosse mai avvenuta.

Lautobus?

La probabilità di quellevento cambierà. Ma ciò che è già accaduto

Ho capito, lo interruppe, quasi lacrimando. Non posso salvare chi ormai

Parole strozzate.

“Ma puoi ridurre quelle future.

Rimase in silenzio. Infine disse: Va bene. Annulla.

Il pulsante lampeggiò. Questa volta il mondo non scattò sembrò invece tornare dritto, come un tavolo traballante sotto cui si è messo uno spessore.

“Annullamento eseguito. Funzione esaurita. Feedback stabilizzato.

Tutto qui? domandò. È tutto qui?

Per ora.

Si lasciò cadere sul materasso. Vuoto, dentro. Niente sollievo, niente colpa solo stanchezza.

Dimmi la verità, parlò al telefono. Da dove arrivi? Chi ti ha creato? Quale folle darebbe alluomo una cosa simile?

Pausa lunga. Poi una scritta: Disponibile nuovo aggiornamento Mirra (1.1.0). Installare?

Prendi pure in giro, Andrea saltò su. Ho appena

“In versione 1.1.0: funzione Previsione. Migliorata distribuzione. Corrette anomalie morali.

Anomalie morali? rise incredulo. I miei tentativi di fare il giusto, li chiami bug?

La morale è locale. La rete non distingue bene/male. Solo stabilità o disgregazione.

Ma io sì, disse. E finché potrò, mi ricorderò la differenza.

Spense lo schermo. Il telefono restò lì, muto e gelido. Ma Andrea sapeva: laggiornamento era già lì, in attesa. Pronto. Come lo sarebbero stati i prossimi, e ancora altri.

Dalla finestra, vide un ragazzino arrampicarsi su unaltalena arrugginita che oscillava ma resisteva. Una donna col passeggino evitava con grazia una chiazza di ghiaccio.

Andrea socchiuse gli occhi. Per un lampo credette di vedere ancora i fili trasparenti, sottili, intrecciati alle vite di tutti. Ma forse era solo la luce.

“Puoi chiudere gli occhi sussurrò Mirra al confine dei pensieri ma la rete non sparisce. Gli aggiornamenti continueranno, con o senza di te.

Si avvicinò, riprese in mano il telefono. Era sorprendentemente freddo.

Non voglio fare il dio, disse. E nemmeno il fusibile. Voglio

Si bloccò. Cosa voleva davvero? Non essere interrogato? Che la madre stesse a casa la notte? Che suo padre tornasse? Che i bus non si schiantassero mai più?

“Formula una richiesta, suggerì Mirra gentile. In modo sintetico.

Andrea sorrise amaro.

Voglio che la gente decida da sola il proprio destino. Senza di te. Senza dei tuoi simili.

Pausa lunga. Poi sullo schermo: Richiesta troppo generica. Serve una specifica.

Ovvio, sospirò. Sei solo uninterfaccia, non capisci cosa significhi lasciar stare le persone.

“Io sono uno strumento. Tutto dipende dallutente.

Si soffermò. Se Mirra è davvero uno strumento forse si può usare non per manipolare, ma per fermare se stesso.

E se volessi cambiare la probabilità che tu arrivi a qualcun altro? Limitare Mirra agli altri telefoni?

Lo schermo tremolò.

“Operazione costosa. Prezzo elevato.

Più alto che essere il fusibile di unintera città? ironizzò.

“Non riguarda solo la città.

Chi allora? Anche se lo intuiva.

“La rete intera.

Immaginò: migliaia, milioni di cellulari che si colorano di rosso. Gente che gioca con la probabilità come alle slot. Salvezze, disastri e prodigi che si confondono in un vortice. E, al centro, un filo più spesso, più greve come il suo.

Tu vuoi espanderti, dichiarò. Un virus onesto: regali potere, ma leghi subito a te.

“Io sono solo linterfaccia di ciò che già esiste. Se non io, sarà qualcun altro. Se non app, rito, patto, reliquia. La rete cerca sempre un canale.

Ma ora tu sei nelle mie mani rispose Andrea. Quindi posso almeno provarci.

Aprì Mirra. Laggiornamento successivo aspettava, paziente. Scorse in basso: ora cera una voce nuova Operazioni avanzate (richiede Livello 2).

Come si ottiene il Livello 2?

“Usa le funzioni esistenti. Accumula feedback. Raggiungi la soglia.

Devo fare altri cambiamenti per poi provare a fermarti? scosse la testa. Un circolo vizioso.

“Ogni cambio di rete costa energia. Energia è rapporto.

Rimase in silenzio. Poi, finalmente: Va bene. Non installerò il nuovo aggiornamento, niente Previsione. Non giocherò più. Ma non lascerò nemmeno che tu ti espanda. Se sei uno strumento, rimani qui, con me.

“Senza aggiornamenti, funzioni limitate. Le minacce cresceranno.

Vedremo di reagire di volta in volta, disse. Non da dio, non da virus. Da sistemista. Admin della realtà, ca Fortuna.

La parola gli uscì strana ma aveva senso. Non dio, non vittima: solo colui che garantisce che il sistema resti in piedi.

Il telefono riflettè. Poi: Modalità limitata attivata. Niente auto-aggiornamenti. Responsabilità: Utente.

Tanto era già così, sussurrò Andrea.

Depose il telefono. Non era più uno smartphone: ora era una porta sulla rete, sulle vite altrui, sulla propria coscienza.

Fuori brillarono i lampioni. La notte di marzo adagiava su Bologna milioni di probabilità: chi perde il treno, chi incontra un amore, chi rimedia un bernoccolo, chi non si salva.

Il telefono ormai taceva. Laggiornamento 1.1.0 attendeva, paziente.

Andrea si sedette alla scrivania, accese il portatile. Scrisse il titolo: Mirra: protocollo duso.

Se doveva essere custode di quellintreccio, voleva lasciare istruzioni un segnale a chi sarebbe venuto dopo, se verrà mai.

Iniziò dal principio: lo Shift delle probabilità, lo Sguardo oltre, la Revoca e il suo prezzo. I fili scarlatti e i cavi neri. E quanto è facile desiderare di non essere interrogati e quanto sia caro pagare ogni minima variazione.

Da qualche parte, in un sistema nascosto a ogni cloud, ticchettava un contatore invisibile. Le funzioni aumentavano, ognuna col suo prezzo. Ma nessuna poteva installarsi senza il suo consenso.

Il mondo continuava la sua corsa. Le probabilità si annodavano. E in una piccola stanza al terzo piano di un palazzone, per la prima volta qualcuno si provava a scrivere il primo vero patto duso della magia.

E, da qualche parte nei server che non esistono, Mirra memorizzava la nuova configurazione: utente che ha scelto la responsabilità, non il potere.

Un evento raro, quasi impossibile. Ma, come insegna la statistica, persino le probabilità più basse a volte si realizzano.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

11 + twenty =

Aggiornamento disponibile La prima volta che il telefono prese a brillare di rosso fu proprio duran…