Ehi, senti questa storia che mi è capitata al mercato di San Lorenzo laltro sabato, ti racconto come se fossi lì accanto a me.
Il mercato pullulava come ogni sabato: banchi carichi, venditori che correvano di qua e di là, gente che si fermava ad ogni bancarella per curiosare, confrontare, assaggiare. In un angolino più modesto, cera Zia Lina, una vecchietta di campagna con le mani ruvide dal lavoro, il foulard verde annodato stretto sotto il mento e quel sorriso caldo che solo le persone sincere sanno regalare.
Portava qualche rotella di pecorino bianco, fatta con fatica dal latte della sua vecchia capra, e una fetta più piccola, tagliata apposta per assaggiare, così il cliente prova e poi decide, diceva lei. Ogni passante veniva accolto con lo stesso sorriso dolce:
Prendi un morso, cara, e dimmi tu se è buona.
Alcuni si fermavano, altri passavano in fretta. Così succede al mercato: non tutti hanno tempo, non tutti hanno gli occhi per scorgere lanima dietro un prodotto semplice.
Quella mattina, tra la gente comune, è comparsa una donna conosciuta in città: alta, elegante, avvolta in una costosa pelliccia, con grandi occhiali neri che le coprivano lo sguardo. Si parlava molto di lei: aveva soldi, aziende, tutto quello che qualcuno potrebbe desiderare.
Ma non aveva tranquillità.
È passata prima tra le bancarelle grandi dei produttori più famosi. Ha assaggiato, ha annusato, ha chiesto e ad ogni prova ha fatto una smorfia.
Troppo salato
Troppo morbido
Non è quello che cercavo
La gente si faceva da parte. Il suo portamento tagliava laria, uneleganza gelida. Ma dietro quella sicurezza si nascondeva una stanchezza invisibile, una tristezza che non combinava per niente con i suoi vestiti di lusso.
Quando è arrivata al piccolo banco di Zia Lina, tutte le altre venditrici hanno girato la testa curiose: «Vediamo come la ignorerà! Che cosa vorrà assaggiare da una povera di campagna?»
Zia Lina, però, non vedeva differenze. Non sapeva vedere altro se non il cuore della gente. Così ha sorriso alla donna con la stessa dolcezza con cui accoglie tutti:
Prendi un morso, cara, e dimmi tu se è buona.
La signora si è fermata. Non capiva il perché. Forse cera qualcosa nella voce della vecchietta, una calda carezza che non provava da anni.
Zia Lina le ha spezzato un pezzetto, come per qualcuno a cui vuole bene:
È fatta con queste mani vecchie ma con il cuore giovane, cara. Assaggia e dimmi tu.
La donna ha portato il pezzo di pecorino alla bocca. Un aroma semplice, puro, le ha riempito improvvisamente il petto di un sentimento dimenticato. Ha chiuso gli occhi.
Ed è stato allora che ha sentito.
Ha sentito linfanzia.
Allimprovviso, nel frastuono del mercato, si è trovata in una cucina piccola, con il pavimento di terra, una tavola di legno grezzo. Lì vedeva la nonna, la donna che laveva cresciuta con tanto affetto mentre i genitori lavoravano allestero per tirare avanti.
La nonna, con il grembiule fiorito, le strappava sempre un pezzetto di pecorino fresco e le diceva:
Prendi un morso e dimmi se è buona. Tu sei la mia bocca.
Un nodo le è salito in gola.
Quel pecorino semplice era esattamente lo stesso. Stessa consistenza. Stesso sapore. Stessa memoria.
Gli occhi le si sono riempiti di lacrime, ma le ha nascosto dietro gli occhiali grandi. Voleva dire qualcosa, ma la voce le tremava.
Io non so cosa dire è è perfetto.
Zia Lina le ha accarezzato la mano, come sanno fare solo le nonne:
Cara, non mi serve molto. Se tu dici che è buona, a me basta.
Come come lo fate? ha chiesto la signora con voce sottile.
Con il lavoro, cara e con lamore. Altrimenti non viene. E con la nostalgia nostalgia di gente buona, come te, che sa ancora assaggiare con il cuore.
La donna si è tolta gli occhiali. Nei suoi occhi cerano lacrime, ma anche una luce che non vedeva da tempo.
Mi avete ricordato la mia nonna ha detto, la voce rotta.
Allora Zia Lina ha sorriso largo, con le guance scavata dalle fossette.
È bello, cara. Vuol dire che non è lontano. Finché ti ricordi, la tua nonna vive dentro di te.
Prendo tutto il pecorino, ha risposto la donna decisa. Tutto. E voglio aiutarvi, comprarmi qualcosa. Cè qualcosa di cui avete bisogno?
Zia Lina ha scosso leggermente la testa.
Non sono povera, cara. Ho le mani. Finché ho le mani, ho il pecorino. E se sei passata da tutti quei banchi e sei arrivata qui vuol dire che cè ancora spazio per gente con il cuore. Questa è la mia ricchezza.
La donna ha inspirato a fondo, si è asciugata gli occhi. Per la prima volta dopo tanto tempo ha sentito qualcosa di semplice: il calore di un ricordo.
Grazie, Zia Lina grazie per avermi fatto riscoprire chi sono.
La vecchietta le ha stretto la mano delicatamente.
Prendi un morso, cara, e dimmi tu se è buona. È così il pecorino, è così la vita solo chi assaggia con lanima lo sente.
Se questa storia ti ha fatto tornare un ricordo, non tenerlo solo per te. Scrivi nei commenti chi ti è venuto in mente, quale sapore, quale momento dellinfanzia




