Alessio, ma sei impazzito? Cosa vuol dire “me ne vado”? – Ho da tempo un’amante, Valeria, più giovan…

Giovanni, ma io proprio non ti capisco. Hai perso il senno? Che significa me ne vado?

-Proprio così. È da un pezzo che ho lamante! È più giovane di me di 16 anni! E ho deciso che con lei sto meglio!

-Potrebbe essere tua figlia!

-Ma dai, non esagerare! Ha già 20 anni.

Giovanni le si avvicinò.

-In realtà, il padre di Beatrice è ricchissimo. Finalmente potrò vivere come ho sempre sognato! Hai capito? E poi lei mi darà finalmente un figlio, mica come te!

Ogni parola di Giovanni era una pugnalata per Caterina. Lo sapeva, in fondo, che prima o poi sarebbe successo: non avevano figli.

Però mai avrebbe pensato che sarebbe successo in modo tanto umiliante.

Avevano passato insieme quasi quindici anni. Ne avevano viste di tutti i colori, come tutte le coppie. Ma Caterina era convinta che il rispetto fosse la base di ogni famiglia. Senza quello, dove vai?

-Caterina, almeno fai finta di piangere, così mi sentirei meno a disagio.

La donna tirò su il mento con fierezza.

-E perché dovrei piangere? Sono contenta per te! Davvero! Almeno uno di noi realizza i suoi sogni.

Giovanni fece una smorfia.

-E basta sempre a menare con questi tuoi pennelli! Quello non è nemmeno un lavoro, non è proprio nulla!

-Va bene, è solo un hobby. Però, se avessi lavorato un po meno e tu avessi guadagnato un po di più, magari avrei potuto anchio seguirlo davvero.

-Oi, non esagerare. E poi, che dovresti fare? Mica puoi avere figli. Lavora e basta, su.

Caterina guardò Giovanni mentre lottava con la valigia.

-Giovanni, ma la tua nuova passione? Non si metterà mica a lavorare, vero? Come pensate di vivere? Anche tu non è che ami sudare

-Eh, questa non è una cosa che ti riguarda più! Però sono di buon umore, quindi ti racconto: ci arrangeremo coi nostri soldi ancora per poco.

Quando Beatrice mi darà un figlio il padre ci sommergerà di euro! E nel frattempo, vedrai che ce la caviamo!

Giovanni chiuse (finalmente!) la valigia e uscì dallappartamento, sbattendo la porta che pareva volesse buttarla giù. Caterina fece una smorfia: i rumori forti li ha sempre odiati. Tornò alla finestra.

Proprio davanti al portone, si fermò una fiammante macchina rossa. Ne uscì una ragazza piena di vita, saltò al collo di Giovanni.

E ovviamente tutte le vecchiette del cortile a fissare la scena. Ma non poteva sparire senza umiliarmi un po, no?

Stranamente, Caterina sentì un sollievo. Ormai la loro vita era diventata una sceneggiata continua.

Giovanni non dormiva quasi più a casa. Lei aveva capito tutto, ma non trovava mai il coraggio di sbrogliare questo nodo chiamato matrimonio.

Prese il telefono.

-Anna, ciao. Che programmi per stasera?

Lamica si stupì.

-Come? Sei riemersa dalla tua depressione?

-Ma figurati. Che depressione! Al massimo un po di malinconia. Vuoi uscire stasera? Magari beviamo qualcosa, che cè pure loccasione.

Al telefono silenzio, poi Anna chiese, sospettosa:

-Tutto ok, Cate? Che pasticche hai preso oggi? Mal di testa? Febbre? Parlando di febbre, ce lhai?

-Anna, piantala.

-Dai, se fai sul serio, io ci sto! Basta vedere la tua faccia triste! Però

-Che cè? Non puoi?

-Non è quello, ma e il tuo caro Giannino, ti lascerà uscire? Chi gli porta da mangiare sul divano? E chi gli asciuga il naso?

-Anna, alle sette da Diamante, non farti desiderare!

Caterina chiuse. Prima o poi la uccide, questamica. Forse anche presto.

Caterina sorrise tra sé. In fondo ha sempre voluto farle qualcosa, sin da quando si sono conosciute.

Non ha mai cambiato nulla nella loro amicizia. Caterina prese la borsa e si fiondò fuori casa. Era già pomeriggio e aveva una lista infinita di cose da fare.

Anna guardava impaziente lorologio. Cate non era mai in ritardo, ma erano già cinque minuti.

Caterina sbucò nel ristorante. Anna rimase a bocca aperta, come del resto mezzo locale.

Caterina portava sempre i capelli lunghi, raccolti in uno chignon. Ora aveva un bob corto, biondo e modernissimo.

Caterina non usava mai il make up, appena un po di mascara e crema dopo la doccia. Stavolta invece sviluppava un trucco perfetto, davvero impeccabile.

Da sempre preferiva i pantaloni, ma era arrivata con un vestito ampio che svelava molto più di qualsiasi jeans attillato.

-Cate, ma Ma sei tu?

Caterina lasciò la borsa sulla sedia e si sedette, trionfante.

-Ti piace?

-Eh, se mi piace! Sembri ringiovanita di dieci anni. Non dirmi che hai cacciato Giannino!

-Non te lo dico! È stato lui a sparire.

Le amiche si guardarono, poi scoppiarono a ridere.

Dopo mezzora, ricevettero dei drink da un signore seduto poco lontano. Sarà stato sì e no cinque anni più grande di loro.

Anna lanciò ad Anna uno sguardo furbetto:

-Ecco, già arrivano gli ammiratori

Caterina sorrise e chiamò luomo al loro tavolo. Anna sgranò gli occhi:

-Oggi mi piaci proprio!

Rimasero lì fino a tardi. Luomo si chiamava Marco, era brillante, simpatico, socievole e pure affascinante.

Dopo aver fatto salire Anna sul taxi, Marco si offrì di accompagnare Caterina.

-Sono disposto a farmi tutto il quartiere a piedi! Ho la macchina, ma dopo qualche bicchiere non guido.

-Per fortuna non serve attraversare la città! Abito a due incroci da qui.

Arrivarono sotto casa che quasi faceva giorno. Hanno camminato, chiacchierato, riso.

-Caterina, non ho capito, stavate festeggiando qualcosa? È per caso il tuo compleanno? Devo pensare a un regalo!

-No Beh, dipende dai punti di vista. Ieri mio marito mi ha lasciata.

E le regalò il sorriso più bello del suo repertorio. Marco la guardò stralunato.

-Complimenti, Caterina Tu sì che sai sorprendere.

Tre settimane dopo, Anna e Caterina erano in un bar.

-Cate, come va con Marco?

Lei sorrise.

-Anna, non sono mai stata così bene. Non gli nascondo nulla, e lui riesce a gestire tutte le mie ansie con un colpo solo.

-Ma qualcosa che ti preoccupa cè?

-Beh Giovanni non si calma. Non so perché, ma mi ha invitata al suo matrimonio.

-Davvero? Che vuole, vedere lex moglie piangente per la disperazione? O farsi vedere dalla moglie nuova?

-Che idiota Cate, vacci con Marco. Entrate, fate gli auguri e via. Importante è fargli vedere che stai meglio!

Giovanni osservava Beatrice.

-Sei bellissima oggi

-Lo so! Ma secondo te mio padre verrà?

-Come potrebbe non venire, sei sua figlia

-Figlia È un anno che nemmeno un euro, cerca di insegnarmi a lavorare. Che padre, eh.

Giovanni la strinse.

-Vedrai che verrà. Sei pur sempre la figlia che si sposa!

Il matrimonio lavevano fatto a rate, tanto erano convinti che papà Beatrice avrebbe aperto di nuovo il rubinetto dei soldi.

-Giovanni?

-Sì, la tua verrà?

-Pare di sì! Mi ha chiamato ieri.

-Incredibile!

-Scommetto che viene a supplicarmi di tornare insieme

-Può darsi. Adoro queste scene!

Quando Caterina spiegò il piano a Marco, lui rimase sconcertato.

-A che ora è questo matrimonio?

-Alle due. Hai impegni?

-E il tuo ex come si chiama?

-Giovanni. Perché?

-Mamma mia, Cate, che coincidenza Vengo con te, certo.

Gli spiegò tutto solo mentre erano in strada verso il matrimonio. Lei era talmente sconvolta che non pensò nemmeno di cambiare idea.

Arrivarono mano nella mano, Caterina con la testa alta.

Giovanni e Beatrice sembravano tuttaltro che raggianti. Li raggiunsero.

-Papà? sussurrò Beatrice.

E Giovanni riuscì solo a balbettare:

-Caterina?

Non laveva riconosciuta subito. Nemmeno immaginava che la sua ex potesse essere così.

Marco consegnò i fiori e la busta a Beatrice.

-Sono felice per te, ora che sei indipendente. Così io e Caterina possiamo cominciare a girare il mondo.

Poi si rivolse a Giovanni:

-Capirai anche tu: anche la futura suocera ogni tanto deve rilassarsi, vero? Ti lascio la figlia in mani fidate. Chiedo scusa, ma dobbiamo proprio andare.

Uscirono dal ristorante. Caterina avrebbe voluto ridere a crepapelle, ma aveva paura che Marco fraintendesse. Lui però si voltò e disse:

-Adesso non hai scelta: devi sposarmi.

Caterina ci pensò un attimo e rispose seria:

-Se devo, devo

Si abbracciarono, avviandosi verso lauto, mentre Marco già prenotava al telefono i biglietti per qualche posto dove ci fosse il mare, il sole e zero drammi.

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