Alessio, ma sei impazzito? Stai davvero lasciandomi per una ventenne? La mia nuova vita dopo quindic…

Luca, io davvero non ti capisco. Sei impazzito? Cosa vuol dire me ne vado?

-Vuol dire proprio quello che ho detto. Ho da tempo unamante! È più giovane di me di sedici anni! E ho deciso che con lei starò meglio!

-Potrebbe essere tua figlia!

-Mica vero! Lucia ha già ventanni.

Alessio si avvicinò a lei.

-E poi, il padre di Lucia è ricchissimo. Finalmente potrò vivere come ho sempre sognato. Hai capito? E presto mi darà un figlio, cosa che tu non sei mai riuscita a fare!

Ogni sua parola colpiva Giulia come uno schiaffo. Sapeva che prima o poi sarebbe successo qualcosa, visto che non avevano mai avuto figli.

Non avrebbe mai pensato, però, che accadesse in modo tanto umiliante.

Avevano vissuto insieme quasi quindici anni. Cerano stati alti e bassi come in tutte le coppie, ma per Giulia la cosa più importante era stata sempre il rispetto reciproco: senza rispetto, una famiglia non può durare.

-Giulia, piangi almeno un po, così per decenza, perché mi sento un po a disagio.

Lei sollevò la testa con dignità.

-Perché dovrei piangere? Sono davvero felice per te, Luca! Davvero! Almeno uno di noi realizzerà i propri sogni.

Luca fece una smorfia.

-Sempre con questa tua pittura… Quelle non sono nemmeno un lavoro, sono nulla!

-Lo so, è un hobby. Ma, se lavorassi un po meno e tu guadagnassi un po di più, anche io potrei dedicarmi a ciò che amo.

-Su, lasciamo perdere. Tanto non hai altro da fare. Di figli non ne puoi avere, quindi lavora e basta.

Giulia si voltò verso Luca che cercava di chiudere la valigia.

-E Lucia, la tua nuova fiamma? Non lavorerà, come vivrai? Nemmeno tu sei un gran lavoratore…

-Non è affar tuo! Ma oggi sono di buon umore, quindi te lo dico: dovremo mantenere noi stessi solo per poco. Poi, quando Lucia sarà in attesa di nostro figlio, suo padre ci coprirà doro! E anche adesso, non ti preoccupare, i soldi non mancheranno.

Finalmente Luca chiuse la valigia e uscì dallappartamento, sbattendo volutamente la porta. Giulia trasalì: non aveva mai sopportato i rumori troppo forti. Si accostò di nuovo alla finestra.

Fuori, una fiammante auto rossa si fermò davanti al portone. Ne scese una ragazza che subito saltò al collo di Luca.

Le nonne del cortile guardarono la scena con occhi sbarrati. Poteva almeno evitare di metterla tanto in pubblico, pensa Giulia.

Eppure, improvvisamente, sentì un grande sollievo. Negli ultimi tempi la loro vita era diventata solo una farsa. Luca quasi non dormiva più a casa. Lei capiva tutto, ma non era mai riuscita a mettere fine a quella relazione che ormai era una prigione.

Prese il telefono.

-Rita, ciao! Hai piani per stasera?

Lamica rimase stupita.

-Non ho capito, ti sei svegliata dalla tua depressione?

-Ma quale depressione! Solo un po di malinconia. Dai, usciamo? Un brindisi, due chiacchiere E poi ho un motivo per festeggiare!

Silenzio dallaltra parte, poi Rita chiese cautamente:

-Giulia, stai bene? Hai preso delle pastiglie oggi? Per la testa, per la febbre? Hai la febbre?

-Rita, ma piantala!

-Se fai sul serio, sono daccordissimo. Basta guardarti con quella faccia mesta! Ma

-Che cè? Non puoi venire?

-Non è quello Ma Luca, come farà senza di te? Chi gli porterà la cena sul divano, chi gli pulirà il moccio?

-Rita, alle sette, al Diamante!

Giulia chiuse la chiamata. Prima o poi, avrebbe strozzato la sua amica. Ormai era un pensiero fisso da quando si erano conosciute. Ma non era mai stato un problema, per il loro affetto.

Si guardò allo specchio, sorrise. Sì, oggi aveva una gran voglia di cambiare qualcosa.

Le ore passarono in fretta. Giulia arrivò con qualche minuto di ritardo, fatto raro per lei. Quando entrò nel ristorante, Rita rimase senza parole. Così come tutti gli altri presenti.

Giulia aveva sempre portato i capelli lunghi, raccolti in uno chignon. Ora, li aveva tagliati in un caschetto biondo.

Praticamente mai si era truccata, ma adesso sfoggiava un make-up impeccabile.

Amava vestirsi con i pantaloni, invece quella sera indossava un abito morbido e leggero, che la valorizzava più di qualsiasi jeans attillato.

-Giulia, ma sei irriconoscibile

Giulia posò la borsa trionfante sulla sedia e si sedette.

-Ti piace?

-Altroché! Sembri ringiovanita di dieci anni! Ma non dirmi che sei stata tu a cacciare Luca!

-Infatti! È stato lui ad andarsene.

Le due amiche si guardarono un attimo, poi scoppiarono a ridere.

Dopo una mezzora, il cameriere portò loro due drink offerti da un uomo seduto poco lontano. Più grande di loro di qualche anno, elegante.

Rita sorrise:

-Ecco, vedi? Già hai spasimanti!

Giulia fece un cenno invitandolo al loro tavolo. Rita sbarrò gli occhi:

-Oggi mi piaci da morire!

Passarono la serata a ridere e a chiacchierare. Luomo si chiamava Marco: era simpatico, intelligente, premuroso e pure affascinante.

Quando venne il momento di andare, Marco si offrì di accompagnare Giulia a casa.

-Sono pronto a camminare a piedi dalla parte opposta della città! Ho la macchina, ma in queste condizioni non guido.

-Non serve: abito due isolati da qui!

Si incamminarono e chiacchierarono tutta la notte, arrivando a casa di Giulia che ormai era lalba.

-Giulia, non ti ho chiesto: che stavate festeggiando? È forse il tuo compleanno? Dovrei farti un regalo!

-Non proprio anche se, in un certo senso, sì: ieri mio marito mi ha lasciata.

E Giulia sorrise di quel sorriso che solo lei sapeva fare. Marco la guardò, stupefatto.

-Sei veramente unica, Giulia.

Dopo tre settimane, Giulia e Rita sedevano al bar come sempre.

-Allora, Giulia, come va con Marco?

Lei sorrise beata.

-Rita penso di non essere mai stata così felice. Con lui non devo nascondere nulla. È incredibile come sia rassicurante ed empatico.

-Ma cè ancora qualcosa che ti preoccupa

-Sì Luca ancora non si è dato pace. Non so perché, ma mi ha invitata al suo matrimonio.

-Addirittura Che cosa vorrà?

-Probabilmente spera di vedermi affranta, o di fare bella figura con la nuova moglie.

-Guarda che faccia tosta Giulia, portati Marco! Fate un salto, vi congratulate e poi andate via. Così gli fai vedere che sei rinata!

Luca fissava Lucia.

-Sei bellissima

-Lo so. Secondo te, papà verrà?

-Ma certo che viene. Sei sua figlia

-Figlia È un anno che non mi dà una lira. Vuole solo farmi lavorare!

Luca la abbracciò.

-Non ti preoccupare, è il giorno del tuo matrimonio, non mancherà!

Avevano organizzato il matrimonio tutto a debito, sicuri che il padre di Lucia alla fine avrebbe ceduto e aperto il portafogli.

-Lucio, pensi che la tua ex verrà?

-Sai che ieri mi ha chiamato? Verrà, secondo me spera ancora che torni indietro.

-Dai, adoro questi drammi!

Quando Giulia spiegò a Marco quello che voleva fare, lui sorrise sorpreso.

-A che ora è la cerimonia?

-Alle due. Sei occupato?

-Come si chiama il tuo ex, dici?

-Luca.

-Allora certo che vengo. Poi ti racconto una cosa.

Lo scoprì solo durante il tragitto: Marco era il padre di Lucia. Giulia rimase senza parole e non tentò nemmeno di cambiar programma.

Percorsero la passerella del ristorante, Giulia fieramente sottobraccio a Marco, entrambi sorridenti.

Luca e Lucia li videro arrivare: non sembravano affatto felici.

Lucia sussurrò:

-Papà?

E Luca balbettò:

-Giulia?

Non laveva nemmeno riconosciuta, era così diversa e luminosa.

Marco porse a Lucia un mazzo di fiori e una busta:

-È un bene che tu ti sia sposata e sia diventata indipendente. Ora io e Giulia andiamo a viaggiare un po per il mondo.

Poi, rivolto a Luca:

-Saprà prendersi cura bene di te, mia figlia. Scusatemi ragazzi, dobbiamo andare.

Uscirono dal ristorante insieme. Giulia avrebbe voluto ridere, ma non sapeva se Marco avrebbe apprezzato. Ma lui, sorridendo, si voltò:

-Lo sai che ormai non ti resta che sposarmi?

Giulia ci pensò un attimo e poi, seria, rispose:

-Se bisogna, bisogna

Si avviarono verso la macchina, stretti in un abbraccio. E Marco già prenotava dal telefono due biglietti per un posto caldo e col mare.

Nella vita, a volte sembra che tutto crolli, ma la forza di ricominciare e il coraggio di essere felici sono le vere vittorie: solo chi sa rialzarsi può gustare appieno la bellezza che il destino può offrire.

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