Alessio, ma ti sei bevuto il cervello? Che vuol dire: me ne vado? -Sì, proprio così. È da un po’ che ho un’amante! È più giovane di me di 16 anni! E ho deciso che con lei starò meglio! -Potrebbe essere tua figlia! -Nemmeno per sogno! Ha già 20 anni. Alessio si avvicinò a lei. -E poi il papà di Valeria è ricchissimo. Finalmente potrò vivere come ho sempre sognato! Hai capito? E poi mi darà anche un figlio, cosa che tu non hai fatto! Ogni sua parola era una pugnalata per Tania. Lei sapeva che, prima o poi, sarebbe successo: non avevano figli. Ma non avrebbe mai pensato che sarebbe avvenuto in modo così umiliante. Quindici anni di matrimonio buttati così. Tania pensava che in una famiglia il rispetto venisse prima di tutto. -Tania, almeno una lacrima potresti versarla, per decenza. Mi fai sentire in colpa, così impassibile. La donna sollevò fiera il mento. -Perché dovrei piangere? Sono contenta per te! Seriamente! Almeno uno di noi realizzerà i propri sogni. Alessio smorfeggiò. -Perché mi parli sempre dei tuoi pennelli? Non è neanche un lavoro quello, è niente! -Sarà pure solo un hobby. Però, se io lavorassi di meno e tu guadagnassi qualcosa in più, potrei dedicarmi a ciò che amo. -Per favore. Cos’altro dovresti fare? Comunque i figli non me li puoi dare. Lavora e basta! Si voltò verso Alessio, che provava a chiudere la valigia. -E la tua nuova… Passione? Non lavorerà, come vivrai? Neanche tu sei uno stakanovista. -Questi non sono affari tuoi! Ma siccome oggi sono di buon umore, te lo dico: dovremo arrangiarci con i nostri soldi solo per un po’. Quando Valeria sarà incinta, suo padre ci riempirà di soldi! Anche prima ci basterà, non preoccuparti! Valigia chiusa. Alessio sbatté la porta e uscì di casa. Tania, da sempre insofferente ai rumori forti, si irrigidì. Tornò verso la finestra. Sotto casa era parcheggiata una fiammante auto rossa. Da lì corse fuori una ragazza che si gettò tra le braccia di Alessio. Ovviamente, tutte le nonnine del palazzo fissarono la scena. Bel modo di andarsene, davvero: anche la figuraccia mi doveva risparmiare. Eppure, in quel momento, Tania sentì un insolito sollievo. La loro vita era ormai una farsa. Alessio ormai dormiva quasi sempre fuori. Tania aveva capito, ma non riusciva a rompere quel groviglio che chiamavano famiglia. Prese il telefono. -Rita, ciao. Progetti per stasera? L’amica rimase sorpresa. -Tania! Ma che, sei uscita dalla tua depressione? -Ma dai! Nessuna depressione, solo un po’ di malinconia. Vuoi venire fuori stasera? Beviamo qualcosa, chiacchieriamo: c’è un motivo per festeggiare. Un attimo di silenzio. -Tania, tutto bene? Che pasticche hai preso oggi? Per caso hai la febbre o mal di testa? -Rita, basta! -Se sei seria, io vengo volentieri! Sono stanca di vederti col muso lungo. Ma… -Che c’è? Non puoi venire? -Non è quello. Ma Alessio ti lascia uscire? E chi gli porta la cena sul divano? Chi gli soffierà il naso? -Rita, alle sette, al “Diamante”! Tania chiuse la chiamata. Un giorno finirà per strozzare Rita. E quel giorno, è vicino. Rise tra sé. Ha questa sensazione fin dal primo incontro, ma la loro amicizia non ne ha mai risentito. Afferra la borsa ed esce di corsa. E dire che era già mezzogiorno e le restava un sacco da fare. Rita guardava l’orologio, impaziente. Tania non era mai in ritardo, e ora erano già cinque minuti… Quando entrò in sala, Rita restò a bocca aperta. Così come molti altri clienti. Tania aveva sempre portato i capelli lunghi raccolti in uno chignon. Ora sfoggiava un caschetto chiaro, corto. Tania non si truccava mai, massimo un po’ di mascara. Ma ora aveva un trucco spettacolare, perfetto. In più, niente pantaloni: indossava un abito svolazzante molto più rivelatore di qualsiasi jeans aderente. -Tania, ma… sei una nuova persona! Trionfante, Tania si sedette. -Ti piace? -Altroché! Sembri più giovane di dieci anni. Dimmi che hai cacciato Alessio! -Non posso dirtelo: è stato lui ad andarsene. Si guardarono… e scoppiarono a ridere. Dopo mezz’ora un cameriere portò loro da bere, offerti da un signore più grande di qualche anno. Rita lanciò a Tania un’occhiata furba. -Vedi? Ci sono subito i corteggiatori! Tania fece cenno e invitò l’uomo al tavolo. Rita era scioccata. -Sei davvero irresistibile stasera! Si fermarono fino a tardi. Si chiamava Igor, era simpatico, intelligente, brillante, e parecchio affascinante. Accompagnata Rita al taxi, Igor si offrì di portare a casa Tania. -Seguirei te a piedi da una parte all’altra della città! Avrei anche la macchina, ma stasera meglio di no. -Non serve, abito a due isolati da qui. Arrivarono che albeggiava, dopo una passeggiata e mille chiacchiere. -Tania, posso chiederti per cosa stavate festeggiando? È il tuo compleanno? Così ti faccio un regalo! -No… Forse sì, in un certo senso. Mio marito mi ha appena lasciata, ieri. Sorrise con il suo miglior sorriso. Igor la guardò stupito. -Tania… sei incredibile. Dopo tre settimane le due amiche erano di nuovo al bar. -Tania, come va con Igor? Lei sorrise radiosa. -Rita, credo non sia mai stata così felice. Gli dico tutto senza problemi. E le mie preoccupazioni non lo spaventano affatto. -Ma… c’è qualcosa che non va? -Niente di che… Alessio non si rassegna: mi ha mandato l’invito al suo matrimonio. -Ah… perché mai? -Secondo me vuole vedermi distrutta, piangente. O per vantarsi con la nuova moglie. -Che idiota… Portati Igor. Salutate, vi fate vedere e ve ne andate. L’importante è farlo rosicare! …Alessio guardava Valeria. -Sei bellissima… -Lo so. Ma secondo te papà ci sarà? -Come può perdersi il matrimonio di sua figlia? -Già, la figlia… Solo che da un anno non mi dà una lira! Dice che devo imparare a lavorare. Bel padre… Lui la tranquillizzò. -Non preoccuparti, verrà. Alla fine sei sua figlia! Hanno fatto il matrimonio a rate. Alessio e Valeria erano sicuri che il padre l’avrebbe perdonata e riaperto il portafoglio. -Ascolta, ma secondo te la tua ex verrà? -Ci credi che sì! Mi ha chiamato ieri. -Non ci posso credere! -Giuro! Secondo me chiederà di tornare insieme. -Speriamo! Adoro questi drammi! Quando Tania spiegò a Igor che cosa voleva da lui per la cerimonia, lui rise sorpreso. -A che ora sarebbe il matrimonio? -Alle due. Hai altri impegni? -E come si chiama il tuo ex? -Alessio. Perché? -Mamma mia, il mondo è piccolo. Certo che ci vengo! Gli svelò tutto solo lungo la strada. Tania era talmente sorpresa che non provò nemmeno a cambiare programma. Arrivarono insieme davanti al tavolo degli sposi, Tania a braccetto con Igor e un bel sorriso sulle labbra. Alessio e Valeria sembravano tutto meno che felici. Si avvicinarono. Valeria sussurrò: -Papà? Alessio balbettò: -Tania? Faticava a riconoscerla: mai avrebbe creduto che sua moglie potesse brillare così. Igor regalò un mazzo di fiori alla sposa e disse: -È bello vederti finalmente sistemata. Tanto io e Tania partiamo presto per il nostro viaggio intorno al mondo. Poi si rivolse ad Alessio: -Sai, anche tua suocera si merita un po’ di riposo! Quindi ti lascio mia figlia in custodia. Scusa, ma dobbiamo scappare. Uscirono. Tania voleva ridere, ma temeva la reazione di Igor. Ma lui si voltò verso di lei. -Ora non puoi più scappare: dovrai sposarmi! Tania si mise a pensare, poi con tono serio: -Se bisogna, bisogna… Si abbracciarono e si avviarono verso la macchina. Igor era già al telefono per prenotare due biglietti per una meta calda, con il mare.

Matteo, io proprio non ti capisco. Sei impazzito? Che cosa vuol dire me ne vado?

-Vuol dire che me ne vado e basta. È già da un po che ho unamante! Ha sedici anni meno di me! E ho deciso che con lei starò meglio!

-Quella ragazza potrebbe essere tua figlia!

-Non esagerare! Ha già ventanni.

Matteo si avvicina a lei.

-E poi, Giulia ha un padre ricchissimo. Finalmente potrò vivere come ho sempre sognato! Hai capito? E poi mi darà un figlio, mica come te!

Ogni parola di Matteo era una pugnalata per Caterina. In fondo sentiva che prima o poi sarebbe successo, dato che non avevano avuto figli.

Ma non avrebbe mai immaginato che tutto avrebbe preso una piega così umiliante.

Sono stati sposati quasi quindici anni. Come in tutte le famiglie, hanno avuto i loro alti e bassi. Ma Caterina pensava che in una famiglia il rispetto fosse tutto, senza rispetto non si va da nessuna parte.

-Caterina, potresti almeno piangere per formalità, così mi sentirei meno a disagio.

La donna solleva orgogliosa la testa.

-E perché dovrei piangere? Sono felice per te, davvero! Che almeno uno di noi realizzi i suoi sogni.

Matteo fa una smorfia.

-Perché continui a nominare i tuoi pennelli? Non è nemmeno un lavoro il tuo, non è niente!

-Certo, è solo un hobby. Ma se avessi lavorato un po di meno e tu avessi guadagnato un po di più, avrei dedicato più tempo alle mie passioni, senza farne una colpa a nessuno.

-Ti prego… e cosa dovresti fare? Tanto non puoi avere figli. Lavora e basta.

Lei si rivolge a Matteo, intento a chiudere la valigia.

-Matteo, e la tua nuova… passione. Non lavorerà nemmeno lei, come farete a vivere? Anche tu non sei mai stato un gran lavoratore.

-Non sono affari tuoi! Ma oggi sono di buon umore, quindi te lo spiego. Dovremo arrangiarci ancora per poco con i nostri soldi.

Poi, quando Giulia sarà incinta, suo padre ci sommergerà di soldi! Anzi, anche così staremo benissimo, non ti preoccupare!

Infine Matteo chiude la valigia ed esce di casa, sbattendo forte la porta. Caterina si rabbuia, odiava i rumori forti. Torna a guardare fuori dalla finestra.

Quasi davanti al portone si ferma una fiammante auto rossa. Una ragazza giovane balza fuori, corre verso Matteo e si getta tra le sue braccia.

Naturalmente tutte le vecchiette del palazzo fissano la scena. Che schifo, non poteva almeno evitare di umiliarmi così?

Eppure Caterina adesso si sente sollevata. Da tempo la loro vita era diventata una farsa.

Matteo ormai non dormiva quasi più a casa. Lei aveva capito, ma non riusciva a trovare il coraggio di spezzare quel nodo chiamato famiglia.

Prende il telefono.

-Anna, ciao. Cosa fai stasera?

Lamica resta sorpresa.

-Che succede, ti sei svegliata dalla depressione?

-Non esagerare. Nessuna depressione, era solo un po di malinconia. Ti va di uscire questa sera? Beviamo qualcosa, chiacchieriamo, e poi ho anche una buona ragione.

Per un secondo sullaltra linea cala il silenzio, poi Anna chiede cauta:

-Caterina, ma stai bene? Hai preso qualche medicina oggi? Un po di tachipirina magari? Hai la febbre?

-Anna, smettila!

-Se fai sul serio, io sono più che daccordo. Non ne posso più di vederti sempre triste! Però…

-Cosa? Hai altri impegni?

-No, non è quello. Ma tuo adorato Matteino ti lascerà uscire? Chi gli porta la cena sul divano e chi gli passa la tovaglietta?

-Anna, alle sette, al Diamante!

Caterina riaggancia. Un giorno la ammazzerà quella sua amica. Magari anche presto.

Caterina sorride tra sé. Vorrebbe farlo dal giorno in cui si sono conosciute.

Comunque, non ha mai rovinato la loro amicizia. Prende la borsetta ed esce di corsa. È già mezzogiorno, e ha tanto da fare.

Anna guarda lorologio con impazienza. Caterina non fa mai tardi, ma oggi ha già dieci minuti di ritardo.

Ed ecco che lamica entra nel ristorante, lasciando Anna a bocca aperta. A dirla tutta, anche gli altri si girano a guardare.

Caterina ha sempre portato i capelli lunghi, raccolti in uno chignon. Ora ha un caschetto corto, di una bella tonalità chiara.

Di solito Caterina non si truccava quasi mai, solo un po di mascara e una crema dopo la doccia. Ma oggi sembra uscita da una rivista: trucco perfetto e luminoso.

Era affezionata ai pantaloni, invece oggi indossa un abito morbido che valorizza incredibilmente il suo fisico.

-Caterina, che cambiamento…

Caterina posa la borsa e si siede con un sorriso trionfante.

-Ti piace?

-E come no! Sembri dieci anni più giovane. Non dirmi che hai cacciato tu quel Matteo!

-Non lo dico! È stato lui ad andarsene.

Per un attimo si guardano e poi scoppiano a ridere.

Dopo mezzora arriva al tavolo un aperitivo mandato da un uomo seduto poco distante, di qualche anno più grande delle donne.

Anna lancia unocchiata furba a Caterina:

-Ecco, arrivano già i corteggiatori.

Caterina saluta il tipo con la mano, invitandolo a unirsi a loro. Anna sgrana gli occhi:

-Oggi proprio mi piaci!

Restano al ristorante fino a tardi. Lui si chiama Giorgio, è brillante, intelligente, simpatico e anche parecchio affascinante.

Accompagna Anna al taxi e poi si offre di raggiungere Caterina a piedi.

-Sono disposto a camminare dallaltra parte di Milano! Avrei la macchina, ma meglio lasciarla andare stasera…

-Figurati! Io vivo qui dietro, a due isolati.

Arrivano davanti al portone di Caterina che ormai è già mattina. Hanno camminato e parlato per ore.

-Caterina, non ho nemmeno chiesto cosa stavate festeggiando ieri. Era il tuo compleanno, per caso? Così almeno ti devo portare un regalo!

-No… anche se, dipende dai punti di vista. Ieri mio marito mi ha lasciata.

E Caterina sfodera il suo sorriso più irresistibile. Giorgio la guarda stupito.

-Beh, Caterina… sai proprio sorprendere.

Tre settimane dopo Caterina e Anna sono di nuovo sedute in un bar.

-Caterina, allora? Comè con Giorgio?

Lei sorride.

-Anna, credo di non essere mai stata così felice in vita mia. Davvero, gli racconto tutto, non gli nascondo niente. E lui riesce a sciogliere ogni mia ansia con una battuta.

-Ma… hai qualche pensiero?

-Sì…, Matteo non riesce a smettere. Non so perché, ma mi ha invitata al suo matrimonio.

-Che storia… perché, secondo te?

-Forse vuole vedermi disperata, tutta in lacrime. O magari vuole mostrarlo alla sua nuova moglie.

-Che tipo… Caterina, va con Giorgio. Entrate, fate i complimenti e andatevene. Ma almeno gli fai vedere che te la passi meglio di lui!…

…Matteo si guarda nello specchio accanto a Giulia.

-Sei davvero bella…

-Lo so. Ma secondo te mio padre verrà?

-Suvvia, è tuo padre, non può mancare…

-Mio padre… Da un anno non mi dà un euro, vuole che impari a lavorare. Bel genitore davvero.

Matteo la abbraccia.

-Tranquilla, vedrai che non resisterà, alla fine. Sua figlia si sposa!

Il matrimonio lhanno organizzato tutto a debito. Sia Matteo che Giulia sono convinti che il padre finirà per perdonare tutto e riaprire il rubinetto dei soldi.

-Matteo?

-E tua ex moglie? Verrà?

-Pensa, sì! Mi ha chiamato ieri.

-Non ci credo!

-Sì! Secondo me vorrà chiedermi di tornare insieme.

-Eh, sì, adoro drammi del genere!

Quando Caterina spiega a Giorgio cosa vuole da lui per quel giorno, lui rimane perplesso.

-A che ora è il matrimonio, dici?

-Alle due. Hai degli impegni?

-E come si chiama il tuo ex?

-Matteo. Perché?

-Oh, Caterina, cose da non crederci! Ci sarò sicuramente.

Lungo la strada verso la cerimonia Giorgio le racconta tutto. Caterina è così sorpresa che non tenta nemmeno di cambiare il programma.

Vanno verso il tavolo degli sposi, Caterina al braccio di Giorgio, fiera e sorridente.

Ma Matteo e Giulia sembrano tuttaltro che felici. Si avvicinano.

Giulia sussurra:

-Papà?

E Matteo riesce solo a dire:

-Caterina?

Allinizio nemmeno la riconosce. Non avrebbe mai immaginato che la sua ex potesse essere così bella.

Giorgio porge i fiori alla sposa, le dà una busta e dice:

-È davvero una buona cosa che ti sia sposata e sia diventata indipendente. Daltra parte anche noi con Caterina stiamo pensando di viaggiare un po per il mondo.

Si gira verso Matteo:

-Capirai che anche la tua vecchia suocera merita una vacanza, no? Quindi ti affido mia figlia, mi raccomando. Chiedo scusa ma dobbiamo andare.

Escono dal ristorante. Caterina vorrebbe scoppiare a ridere, ma si trattiene non sapendo come reagirà Giorgio. Lui invece si volta:

-Adesso lo sai che sei costretta a sposarmi, vero?

Caterina finge di pensarci su. Poi risponde seria:

-Se bisogna, bisogna…

Si allontanano abbracciati verso lauto. E Giorgio, intanto, sta già prenotando due biglietti per un posto dove ci sia il sole e il mare.

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eighteen − six =

Alessio, ma ti sei bevuto il cervello? Che vuol dire: me ne vado? -Sì, proprio così. È da un po’ che ho un’amante! È più giovane di me di 16 anni! E ho deciso che con lei starò meglio! -Potrebbe essere tua figlia! -Nemmeno per sogno! Ha già 20 anni. Alessio si avvicinò a lei. -E poi il papà di Valeria è ricchissimo. Finalmente potrò vivere come ho sempre sognato! Hai capito? E poi mi darà anche un figlio, cosa che tu non hai fatto! Ogni sua parola era una pugnalata per Tania. Lei sapeva che, prima o poi, sarebbe successo: non avevano figli. Ma non avrebbe mai pensato che sarebbe avvenuto in modo così umiliante. Quindici anni di matrimonio buttati così. Tania pensava che in una famiglia il rispetto venisse prima di tutto. -Tania, almeno una lacrima potresti versarla, per decenza. Mi fai sentire in colpa, così impassibile. La donna sollevò fiera il mento. -Perché dovrei piangere? Sono contenta per te! Seriamente! Almeno uno di noi realizzerà i propri sogni. Alessio smorfeggiò. -Perché mi parli sempre dei tuoi pennelli? Non è neanche un lavoro quello, è niente! -Sarà pure solo un hobby. Però, se io lavorassi di meno e tu guadagnassi qualcosa in più, potrei dedicarmi a ciò che amo. -Per favore. Cos’altro dovresti fare? Comunque i figli non me li puoi dare. Lavora e basta! Si voltò verso Alessio, che provava a chiudere la valigia. -E la tua nuova… Passione? Non lavorerà, come vivrai? Neanche tu sei uno stakanovista. -Questi non sono affari tuoi! Ma siccome oggi sono di buon umore, te lo dico: dovremo arrangiarci con i nostri soldi solo per un po’. Quando Valeria sarà incinta, suo padre ci riempirà di soldi! Anche prima ci basterà, non preoccuparti! Valigia chiusa. Alessio sbatté la porta e uscì di casa. Tania, da sempre insofferente ai rumori forti, si irrigidì. Tornò verso la finestra. Sotto casa era parcheggiata una fiammante auto rossa. Da lì corse fuori una ragazza che si gettò tra le braccia di Alessio. Ovviamente, tutte le nonnine del palazzo fissarono la scena. Bel modo di andarsene, davvero: anche la figuraccia mi doveva risparmiare. Eppure, in quel momento, Tania sentì un insolito sollievo. La loro vita era ormai una farsa. Alessio ormai dormiva quasi sempre fuori. Tania aveva capito, ma non riusciva a rompere quel groviglio che chiamavano famiglia. Prese il telefono. -Rita, ciao. Progetti per stasera? L’amica rimase sorpresa. -Tania! Ma che, sei uscita dalla tua depressione? -Ma dai! Nessuna depressione, solo un po’ di malinconia. Vuoi venire fuori stasera? Beviamo qualcosa, chiacchieriamo: c’è un motivo per festeggiare. Un attimo di silenzio. -Tania, tutto bene? Che pasticche hai preso oggi? Per caso hai la febbre o mal di testa? -Rita, basta! -Se sei seria, io vengo volentieri! Sono stanca di vederti col muso lungo. Ma… -Che c’è? Non puoi venire? -Non è quello. Ma Alessio ti lascia uscire? E chi gli porta la cena sul divano? Chi gli soffierà il naso? -Rita, alle sette, al “Diamante”! Tania chiuse la chiamata. Un giorno finirà per strozzare Rita. E quel giorno, è vicino. Rise tra sé. Ha questa sensazione fin dal primo incontro, ma la loro amicizia non ne ha mai risentito. Afferra la borsa ed esce di corsa. E dire che era già mezzogiorno e le restava un sacco da fare. Rita guardava l’orologio, impaziente. Tania non era mai in ritardo, e ora erano già cinque minuti… Quando entrò in sala, Rita restò a bocca aperta. Così come molti altri clienti. Tania aveva sempre portato i capelli lunghi raccolti in uno chignon. Ora sfoggiava un caschetto chiaro, corto. Tania non si truccava mai, massimo un po’ di mascara. Ma ora aveva un trucco spettacolare, perfetto. In più, niente pantaloni: indossava un abito svolazzante molto più rivelatore di qualsiasi jeans aderente. -Tania, ma… sei una nuova persona! Trionfante, Tania si sedette. -Ti piace? -Altroché! Sembri più giovane di dieci anni. Dimmi che hai cacciato Alessio! -Non posso dirtelo: è stato lui ad andarsene. Si guardarono… e scoppiarono a ridere. Dopo mezz’ora un cameriere portò loro da bere, offerti da un signore più grande di qualche anno. Rita lanciò a Tania un’occhiata furba. -Vedi? Ci sono subito i corteggiatori! Tania fece cenno e invitò l’uomo al tavolo. Rita era scioccata. -Sei davvero irresistibile stasera! Si fermarono fino a tardi. Si chiamava Igor, era simpatico, intelligente, brillante, e parecchio affascinante. Accompagnata Rita al taxi, Igor si offrì di portare a casa Tania. -Seguirei te a piedi da una parte all’altra della città! Avrei anche la macchina, ma stasera meglio di no. -Non serve, abito a due isolati da qui. Arrivarono che albeggiava, dopo una passeggiata e mille chiacchiere. -Tania, posso chiederti per cosa stavate festeggiando? È il tuo compleanno? Così ti faccio un regalo! -No… Forse sì, in un certo senso. Mio marito mi ha appena lasciata, ieri. Sorrise con il suo miglior sorriso. Igor la guardò stupito. -Tania… sei incredibile. Dopo tre settimane le due amiche erano di nuovo al bar. -Tania, come va con Igor? Lei sorrise radiosa. -Rita, credo non sia mai stata così felice. Gli dico tutto senza problemi. E le mie preoccupazioni non lo spaventano affatto. -Ma… c’è qualcosa che non va? -Niente di che… Alessio non si rassegna: mi ha mandato l’invito al suo matrimonio. -Ah… perché mai? -Secondo me vuole vedermi distrutta, piangente. O per vantarsi con la nuova moglie. -Che idiota… Portati Igor. Salutate, vi fate vedere e ve ne andate. L’importante è farlo rosicare! …Alessio guardava Valeria. -Sei bellissima… -Lo so. Ma secondo te papà ci sarà? -Come può perdersi il matrimonio di sua figlia? -Già, la figlia… Solo che da un anno non mi dà una lira! Dice che devo imparare a lavorare. Bel padre… Lui la tranquillizzò. -Non preoccuparti, verrà. Alla fine sei sua figlia! Hanno fatto il matrimonio a rate. Alessio e Valeria erano sicuri che il padre l’avrebbe perdonata e riaperto il portafoglio. -Ascolta, ma secondo te la tua ex verrà? -Ci credi che sì! Mi ha chiamato ieri. -Non ci posso credere! -Giuro! Secondo me chiederà di tornare insieme. -Speriamo! Adoro questi drammi! Quando Tania spiegò a Igor che cosa voleva da lui per la cerimonia, lui rise sorpreso. -A che ora sarebbe il matrimonio? -Alle due. Hai altri impegni? -E come si chiama il tuo ex? -Alessio. Perché? -Mamma mia, il mondo è piccolo. Certo che ci vengo! Gli svelò tutto solo lungo la strada. Tania era talmente sorpresa che non provò nemmeno a cambiare programma. Arrivarono insieme davanti al tavolo degli sposi, Tania a braccetto con Igor e un bel sorriso sulle labbra. Alessio e Valeria sembravano tutto meno che felici. Si avvicinarono. Valeria sussurrò: -Papà? Alessio balbettò: -Tania? Faticava a riconoscerla: mai avrebbe creduto che sua moglie potesse brillare così. Igor regalò un mazzo di fiori alla sposa e disse: -È bello vederti finalmente sistemata. Tanto io e Tania partiamo presto per il nostro viaggio intorno al mondo. Poi si rivolse ad Alessio: -Sai, anche tua suocera si merita un po’ di riposo! Quindi ti lascio mia figlia in custodia. Scusa, ma dobbiamo scappare. Uscirono. Tania voleva ridere, ma temeva la reazione di Igor. Ma lui si voltò verso di lei. -Ora non puoi più scappare: dovrai sposarmi! Tania si mise a pensare, poi con tono serio: -Se bisogna, bisogna… Si abbracciarono e si avviarono verso la macchina. Igor era già al telefono per prenotare due biglietti per una meta calda, con il mare.