Matteo, io proprio non ti capisco. Sei impazzito? Che cosa vuol dire me ne vado?
-Vuol dire che me ne vado e basta. È già da un po che ho unamante! Ha sedici anni meno di me! E ho deciso che con lei starò meglio!
-Quella ragazza potrebbe essere tua figlia!
-Non esagerare! Ha già ventanni.
Matteo si avvicina a lei.
-E poi, Giulia ha un padre ricchissimo. Finalmente potrò vivere come ho sempre sognato! Hai capito? E poi mi darà un figlio, mica come te!
Ogni parola di Matteo era una pugnalata per Caterina. In fondo sentiva che prima o poi sarebbe successo, dato che non avevano avuto figli.
Ma non avrebbe mai immaginato che tutto avrebbe preso una piega così umiliante.
Sono stati sposati quasi quindici anni. Come in tutte le famiglie, hanno avuto i loro alti e bassi. Ma Caterina pensava che in una famiglia il rispetto fosse tutto, senza rispetto non si va da nessuna parte.
-Caterina, potresti almeno piangere per formalità, così mi sentirei meno a disagio.
La donna solleva orgogliosa la testa.
-E perché dovrei piangere? Sono felice per te, davvero! Che almeno uno di noi realizzi i suoi sogni.
Matteo fa una smorfia.
-Perché continui a nominare i tuoi pennelli? Non è nemmeno un lavoro il tuo, non è niente!
-Certo, è solo un hobby. Ma se avessi lavorato un po di meno e tu avessi guadagnato un po di più, avrei dedicato più tempo alle mie passioni, senza farne una colpa a nessuno.
-Ti prego… e cosa dovresti fare? Tanto non puoi avere figli. Lavora e basta.
Lei si rivolge a Matteo, intento a chiudere la valigia.
-Matteo, e la tua nuova… passione. Non lavorerà nemmeno lei, come farete a vivere? Anche tu non sei mai stato un gran lavoratore.
-Non sono affari tuoi! Ma oggi sono di buon umore, quindi te lo spiego. Dovremo arrangiarci ancora per poco con i nostri soldi.
Poi, quando Giulia sarà incinta, suo padre ci sommergerà di soldi! Anzi, anche così staremo benissimo, non ti preoccupare!
Infine Matteo chiude la valigia ed esce di casa, sbattendo forte la porta. Caterina si rabbuia, odiava i rumori forti. Torna a guardare fuori dalla finestra.
Quasi davanti al portone si ferma una fiammante auto rossa. Una ragazza giovane balza fuori, corre verso Matteo e si getta tra le sue braccia.
Naturalmente tutte le vecchiette del palazzo fissano la scena. Che schifo, non poteva almeno evitare di umiliarmi così?
Eppure Caterina adesso si sente sollevata. Da tempo la loro vita era diventata una farsa.
Matteo ormai non dormiva quasi più a casa. Lei aveva capito, ma non riusciva a trovare il coraggio di spezzare quel nodo chiamato famiglia.
Prende il telefono.
-Anna, ciao. Cosa fai stasera?
Lamica resta sorpresa.
-Che succede, ti sei svegliata dalla depressione?
-Non esagerare. Nessuna depressione, era solo un po di malinconia. Ti va di uscire questa sera? Beviamo qualcosa, chiacchieriamo, e poi ho anche una buona ragione.
Per un secondo sullaltra linea cala il silenzio, poi Anna chiede cauta:
-Caterina, ma stai bene? Hai preso qualche medicina oggi? Un po di tachipirina magari? Hai la febbre?
-Anna, smettila!
-Se fai sul serio, io sono più che daccordo. Non ne posso più di vederti sempre triste! Però…
-Cosa? Hai altri impegni?
-No, non è quello. Ma tuo adorato Matteino ti lascerà uscire? Chi gli porta la cena sul divano e chi gli passa la tovaglietta?
-Anna, alle sette, al Diamante!
Caterina riaggancia. Un giorno la ammazzerà quella sua amica. Magari anche presto.
Caterina sorride tra sé. Vorrebbe farlo dal giorno in cui si sono conosciute.
Comunque, non ha mai rovinato la loro amicizia. Prende la borsetta ed esce di corsa. È già mezzogiorno, e ha tanto da fare.
Anna guarda lorologio con impazienza. Caterina non fa mai tardi, ma oggi ha già dieci minuti di ritardo.
Ed ecco che lamica entra nel ristorante, lasciando Anna a bocca aperta. A dirla tutta, anche gli altri si girano a guardare.
Caterina ha sempre portato i capelli lunghi, raccolti in uno chignon. Ora ha un caschetto corto, di una bella tonalità chiara.
Di solito Caterina non si truccava quasi mai, solo un po di mascara e una crema dopo la doccia. Ma oggi sembra uscita da una rivista: trucco perfetto e luminoso.
Era affezionata ai pantaloni, invece oggi indossa un abito morbido che valorizza incredibilmente il suo fisico.
-Caterina, che cambiamento…
Caterina posa la borsa e si siede con un sorriso trionfante.
-Ti piace?
-E come no! Sembri dieci anni più giovane. Non dirmi che hai cacciato tu quel Matteo!
-Non lo dico! È stato lui ad andarsene.
Per un attimo si guardano e poi scoppiano a ridere.
Dopo mezzora arriva al tavolo un aperitivo mandato da un uomo seduto poco distante, di qualche anno più grande delle donne.
Anna lancia unocchiata furba a Caterina:
-Ecco, arrivano già i corteggiatori.
Caterina saluta il tipo con la mano, invitandolo a unirsi a loro. Anna sgrana gli occhi:
-Oggi proprio mi piaci!
Restano al ristorante fino a tardi. Lui si chiama Giorgio, è brillante, intelligente, simpatico e anche parecchio affascinante.
Accompagna Anna al taxi e poi si offre di raggiungere Caterina a piedi.
-Sono disposto a camminare dallaltra parte di Milano! Avrei la macchina, ma meglio lasciarla andare stasera…
-Figurati! Io vivo qui dietro, a due isolati.
Arrivano davanti al portone di Caterina che ormai è già mattina. Hanno camminato e parlato per ore.
-Caterina, non ho nemmeno chiesto cosa stavate festeggiando ieri. Era il tuo compleanno, per caso? Così almeno ti devo portare un regalo!
-No… anche se, dipende dai punti di vista. Ieri mio marito mi ha lasciata.
E Caterina sfodera il suo sorriso più irresistibile. Giorgio la guarda stupito.
-Beh, Caterina… sai proprio sorprendere.
Tre settimane dopo Caterina e Anna sono di nuovo sedute in un bar.
-Caterina, allora? Comè con Giorgio?
Lei sorride.
-Anna, credo di non essere mai stata così felice in vita mia. Davvero, gli racconto tutto, non gli nascondo niente. E lui riesce a sciogliere ogni mia ansia con una battuta.
-Ma… hai qualche pensiero?
-Sì…, Matteo non riesce a smettere. Non so perché, ma mi ha invitata al suo matrimonio.
-Che storia… perché, secondo te?
-Forse vuole vedermi disperata, tutta in lacrime. O magari vuole mostrarlo alla sua nuova moglie.
-Che tipo… Caterina, va con Giorgio. Entrate, fate i complimenti e andatevene. Ma almeno gli fai vedere che te la passi meglio di lui!…
…Matteo si guarda nello specchio accanto a Giulia.
-Sei davvero bella…
-Lo so. Ma secondo te mio padre verrà?
-Suvvia, è tuo padre, non può mancare…
-Mio padre… Da un anno non mi dà un euro, vuole che impari a lavorare. Bel genitore davvero.
Matteo la abbraccia.
-Tranquilla, vedrai che non resisterà, alla fine. Sua figlia si sposa!
Il matrimonio lhanno organizzato tutto a debito. Sia Matteo che Giulia sono convinti che il padre finirà per perdonare tutto e riaprire il rubinetto dei soldi.
-Matteo?
-E tua ex moglie? Verrà?
-Pensa, sì! Mi ha chiamato ieri.
-Non ci credo!
-Sì! Secondo me vorrà chiedermi di tornare insieme.
-Eh, sì, adoro drammi del genere!
Quando Caterina spiega a Giorgio cosa vuole da lui per quel giorno, lui rimane perplesso.
-A che ora è il matrimonio, dici?
-Alle due. Hai degli impegni?
-E come si chiama il tuo ex?
-Matteo. Perché?
-Oh, Caterina, cose da non crederci! Ci sarò sicuramente.
Lungo la strada verso la cerimonia Giorgio le racconta tutto. Caterina è così sorpresa che non tenta nemmeno di cambiare il programma.
Vanno verso il tavolo degli sposi, Caterina al braccio di Giorgio, fiera e sorridente.
Ma Matteo e Giulia sembrano tuttaltro che felici. Si avvicinano.
Giulia sussurra:
-Papà?
E Matteo riesce solo a dire:
-Caterina?
Allinizio nemmeno la riconosce. Non avrebbe mai immaginato che la sua ex potesse essere così bella.
Giorgio porge i fiori alla sposa, le dà una busta e dice:
-È davvero una buona cosa che ti sia sposata e sia diventata indipendente. Daltra parte anche noi con Caterina stiamo pensando di viaggiare un po per il mondo.
Si gira verso Matteo:
-Capirai che anche la tua vecchia suocera merita una vacanza, no? Quindi ti affido mia figlia, mi raccomando. Chiedo scusa ma dobbiamo andare.
Escono dal ristorante. Caterina vorrebbe scoppiare a ridere, ma si trattiene non sapendo come reagirà Giorgio. Lui invece si volta:
-Adesso lo sai che sei costretta a sposarmi, vero?
Caterina finge di pensarci su. Poi risponde seria:
-Se bisogna, bisogna…
Si allontanano abbracciati verso lauto. E Giorgio, intanto, sta già prenotando due biglietti per un posto dove ci sia il sole e il mare.






