Alla Ricerca dell’Amante — Varie, ma che combini? — sbottò il marito, vedendo la moglie porgergli shorts e maglietta. — Nulla. Mentre tu qui dormi, tutte le amanti se le portano via! — la moglie strappò via la coperta, costringendo Romolo, indifeso e assalito dai brividi, ad alzarsi. — Ma di cosa stai parlando? — Dopo che ieri hai detto che ormai era questione di tempo prima che ti prendessi un’amante, ho preso una decisione. È giunta l’ora, Romolo. Sono le cinque e mezza: è tempo di alzarsi e andare in battaglia sul fronte dell’infedeltà. — Ma dai, non ero serio. Stavamo litigando, ricordi? Scusa, ho sbagliato. — No-no-no, in realtà avevi ragione tu. Sono io quella che ha sbagliato. Ho trascurato la nostra fiamma della passione. Ho sprecato tutta la benzina solo per me. Ormai lì c’è solo cenere, dove non si può bruciare nemmeno una patata. Sto rimediando. Alzati. — Mi stai buttando fuori di casa? — Ti sto mandando a farti un po’ di movimento. Da oggi si fa esercizio tutti i giorni, finché non ti togli di dosso quel grasso. Un’amante non è una moglie, non starà lì ad accettarti come mascotte della Michelin. Su, in piedi! Capendo che la moglie non avrebbe mollato, Romolo scivolò fuori dal letto e, per espiare i peccati con la ginnastica, a fatica infilò i pantaloncini sopra i boxer. — Ricordami che dobbiamo comprarti un costume. Con queste mutande a paracadute, temo che dal letto dell’amore ti porti via il vento. Dopo dieci minuti di corsa intorno alla casa sotto l’occhio vigile dell’“allenatrice”, Romolo, mezzo morto, tornò a casa, crollò e, aggrappandosi al pavimento con i denti, cercò disperatamente di trascinarsi a letto. — Dove credi di andare? — lo fermò la moglie. — Voglio morire a letto, dormendo. — Morire no, stiamo cercando un’amante, non un anatomo-patologo. Vai sotto la doccia. Da oggi almeno due volte al giorno. Se non hai avuto pietà di me, abbi almeno un po’ di considerazione per una sconosciuta. E ora i denti, mattina e sera! — si sentì gridare già da dietro la porta. — Lava bene la testa, oggi andiamo in studio fotografico. — Perché? — A fare una foto decente per il sito di incontri. Io non riesco a scattartene una giusta, ormai ti vedo come un scaricatore di porto, re della birra e amante della pasta col burro — invece ci serve una foto da vero “alpha”. — Varie, forse ora basta davvero… — Basta sprecare fiato. Conservalo per le orecchie delicate delle fanciulle. Su, scegliamo la candidata. A quel punto Romolo si riprese un po’. Gli piaceva ogni tanto fantasticare innocuamente passando in rassegna i profili sui siti di incontri, e ora poteva farlo ufficialmente e senza conseguenze. Cominciò a indicare a caso. — Questa? — Ma scherzi? — Che c’è che non va? — Romolo, davanti alla tua amante mi devo vergognare di ME, non di te. Guardala! Il tuo vecchio Pandino prima di essere rottamato era più bello. Dovrebbero appenderle al collo un cartello: “Attenzione, si rischia il distacco di componenti della facciata”. — Allora questa. — Questa? Intendi QUESTO? Dio mio, Romolo, come farò poi a guardare in faccia la gente se mio marito mi tradisce con “uncasoqualunque”? Guarda qui, perfetta! — Sei matta?! Quella non mi degnerebbe mai di uno sguardo… — Mannaggia… E io cosa ho mai trovato in te, insicuro come un Pinocchio? Come hai fatto a conquistarmi che siam durati quindici anni? — Col senso dell’umorismo? — tentò Romolo. — Romolo, siamo sinceri: se ridere davvero allungasse la vita, con le tue battute mi avresti già reso vedova al viaggio di nozze. Forse basta così, andiamo a comprarti un abito nuovo e l’amante la tiriamo su all’amo vivo. — Basta, Varie, facciamo pace. — Ma dove lo vedi il litigio? Un uomo di successo DEVE avere un’amante. E la moglie di un uomo di successo pure ha il suo status. Forse una sola non basta. Al centro commerciale Varie trascinò il marito nel reparto più costoso, spogliando tutti i manichini incontrati. — Varie, questi pantaloni e giacca costano quanto un treno di gomme invernali — protestava Romolo mentre lo spingevano nel camerino. — Nessun problema, le gomme te le compro in farmacia, estive, invernali, come vuoi, ma per forza con doppia protezione. Non voglio che mi porti un bouquet di fiori altrui in casa. — Varie!!! — Che c’è?! La sicurezza prima di tutto. Stiamo scegliendo la terza gamba del nostro triangolo. Hai chiamato il capo, già? — Perché? — Ovviamente per lo stipendio! Ora ne servono due. Come pensi di mantenerci tutte? Io mi accontento di una minestra, ma l’amante no! Qui la formula è come il cemento: una cena, tre calici di vino, cinque stelle in hotel — se risparmi, il cemento viene giù subito. Romolo si vestì e aggiustò la cravatta. — Bello come il giorno del matrimonio — strinse la lacrima la moglie. — Le sta bene, — confermò una sconosciuta dal camerino accanto. — Lo vuole prendere? Sta cercando l’amante. — No grazie, ho già tre amanti — replicò lei sfacciatamente. — Romolo, questa neanche per sogno, — decise Varie, — ci serve una fedele, sicura come una carta di credito di un’altra banca, dove si possono trasferire soldi senza rischi. Adesso profumeria, due spruzzi di colonia e via, sei pronto al decollo. Restarono ancora un’ora al centro, finché Varie assentì soddisfatta. — Ecco, Romolo, ora sei pronto. Anche senza foto. Vai e ricorda tutto quello che ti ho insegnato: insisti, sii galante e sicuro di te… come quando hai venduto la Panda. Varie tornò a casa a preparare il minestrone e Romolo partì nella sua impresa di ricerca dell’amante, per cui era stato preparato con tanta fatica. Dopo un’ora, al citofono di casa risuonò la voce di uno sconosciuto: — Buongiorno, signora cara. Suo marito è in casa? La voce suadente fece arrossire Varie. Prestò il bouquet, entrò, la strinse alla vita e, nella stretta anticamera, la temperatura salì di colpo. — Stavi piangendo? — domandò lui vedendola arrossata in volto. — Un pochino. Pensavo di aver combinato un casino, ma invece ci voleva proprio per riaccendere il fuoco. — Allora non vi dispiace passare la serata con un piacevole e brillante conversatore? — negli occhi di Romolo brillava la passione e anche un mezzo bicchiere di brandy. — Vi porto al ristorante dove vi racconterò la meraviglia della vostra bellezza. Sarà prosa realistica, ma vi piacerà. — Lo voglio, — rispose Varie emozionata, — solo tolgo la minestra dal fuoco e mi rifaccio il trucco. — Intanto chiamo un taxi — disse Romolo. — Dove andiamo? — sorrise lei. — Al ristorante cinque stelle! — Qui da noi nemmeno uno! Solo la pizzeria “Cinque Formaggi”. — Allora lì! Per la mia amante solo il meglio. — E sua moglie non sarà gelosa? — Faremo di tutto perché lo diventi, — Romolo strizzò l’occhio complice.

ALLA RICERCA DELLAMANTE

Giulia, ma che stai facendo? Andrea si sgrana gli occhi osservando la moglie mentre gli porge un paio di pantaloncini e una maglietta.
Niente di che. Se resti ancora un po a dormire così, tutte le amanti se le portano via gli altri! Con un colpo secco, la moglie gli strappa di dosso la coperta, lasciando Andrea nudo ai brividi mattutini. Distinto sussulta.
Ma di che parli?
Dopo quello che hai detto ieri sera, che presto ti troverai unamante, mi sono decisa. Lora è giunta, Andrea: sono le cinque e mezza. Su, alzati che la concorrenza non aspetta.
Dai, stavo solo scherzando. Stavamo litigando, non te lo ricordi? Scusa, ero io quello esagerato.
Eh no, avevi ragione tu. Sono io che ho lasciato spegnere la passione. Tutto il petrolio lho versato sul mio fuoco personale. Adesso tra noi cè solo cenere, e pure le patate in quella brace non ci puoi più cuocere. Ma si può rimediare. Forza, su!
Mi stai mandando via di casa?
Ti ci sto praticamente spingendo. Da oggi, ogni giorno ginnastica finché non smaltisci la pancia. Lamante non è una moglie: di certo non ti vorrà come mascotte Michelin. Alzati!
Andrea capisce che la moglie non mollerà losso. Ubbidiente, rotola giù dal letto e, per espiare i peccati, si infila a fatica i pantaloncini sopra le mutande.
Ricordamelo che dobbiamo comprarti un costume decente. Con sti paracadute, rischio di vederti volare via dal letto dellamante.
Dopo dieci minuti di corsetta attorno a casa, con la coach che lo osserva severa, uno stremato Andrea rientra dentro, crolla e, strisciando, cerca di raggiungere il letto.
Dove credi di andare? lo ferma lei.
A morire nel mio letto, in pace.
Neanche pensarci! Siamo qui per cercare unamante, non un becchino. Doccia, subito! E adesso almeno due volte al giorno. Non hai avuto pietà per me, abbi almeno rispetto per una sconosciuta: i tuoi aromi naturali non devono farle svenire. E i denti li laverai mattina e sera! tuona lei da dietro la porta. Lava bene anche i capelli: oggi andiamo in uno studio fotografico.
Perché mai?
Servono foto decenti per il sito dincontri. Io non saprei fotografarti: conosco ogni piega delle tue abitudini. Attraverso lobiettivo vedrei sempre solo un ex scaricatore di porto, re della Peroni e fanatico degli spaghetti aglio e olio. Noi invece dobbiamo immortalare un vero maschio alfa.
Giuli, non ti sembra di esagerare?
Non sprecare il fiato, che ti servirà per sussurrare dolcezze a qualche ragazzina. Dai, scegliamo candidata.
Andrea si rianima: di tanto in tanto si diverte pure lui a curiosare sui siti di incontri. Stavolta, però, tutto è permesso. Inizia a indicare col dito.
Questa qui?
Ma dai!
Che cè che non va?
Andrea, a vedere con chi mi tradisci dovrei vergognarmi io di essere tua moglie, non tu di tradirmi! Guarda. Pure la tua vecchia Panda aveva un aspetto migliore prima della rottamazione. Su quella ci vorrebbe lavviso: Attenzione, può perdere i pezzi da un momento allaltro.
Allora questa.
Questa? Ma per piacere! Andrea, come faccio poi a guardare le amiche negli occhi se mio marito mi tradisce con una qualsiasitizia? Ecco, guarda questa, invece!
Sei matta? Una come quella non mi degnerebbe neanche di uno sguardo
Oddio, ma cosa ci ho trovato in te, così insicuro come un burattino di legno? Cosa mi ha fatto innamorare, visto che siamo ancora insieme dopo quindici anni?
Lumorismo?
Andrea, se davvero ridere allungasse la vita, io sarei vedova dagli scherzi della luna di miele. Meglio non sfidare il destino. Dai, meglio andarti a prendere un vestito serio e tentare la pesca al vivo allamante.
Basta Giulia, trovavamo la pace
Ma dove sarebbe la lite? Un uomo di successo DEVE avere unamante, è uno status symbol. E sua moglie è parte dello status. Forse non basterà nemmeno una sola, vedremo.
In galleria, Giulia trascina Andrea nella boutique più cara, svestendo dieci manichini in due minuti.
Giuli, questi pantaloni col blazer costano quanto il treno per il Sud
Tranquillo! Per le gomme bastano i preservativi. In farmacia trovi tutto, estate e inverno, a doppia protezione. Io non voglio sorprese in casa, eh.
Giulia!!!
Sicurezza prima di tutto. Non scegliamo un monopattino ma una ipotenusa per il nostro triangolo amoroso. Hai chiamato il capo?
Per cosa?
Per parlare di stipendio, ovvio. Come fai a mantenere due donne con quei duemila euro al mese? Io posso campare a minestrone, ma la tua amante no! Lì ci vuole la formula del cemento: una cena, tre bicchieri di vino, cinque stelle in hotel se risparmi, si sfascia tutto.
Andrea si sistema labito e la cravatta.
Bello come il giorno delle nozze, sospira Giulia, quasi commossa.
Le sta molto bene, dice una signora dal camerino accanto.
Lo prendi? Lui sta cercando unamante, rincara Giulia.
No, grazie, ho già un amante anzi, tre ride sfacciata laltra.
Andrea, una così neanche morto! ammonisce Giulia, ci vuole una seria, affidabile come una carta di credito di unaltra banca, dove puoi trasferire senza paura il capitale. Ora, via in profumeria per un po di profumo e sei pronto a decollare.
Girano per il centro ancora unora, finché Giulia finalmente annuisce.
Perfetto Andrea, ora sei a posto, pure senza foto. Vai e ricorda tutto quello che ti ho insegnato: determinazione, galanteria, sicurezza, come quando hai venduto la Panda.
Giulia torna a casa a preparare il minestrone; Andrea parte per la difficile missione della giornata: trovare lamante, come da programma.
Unora dopo, il citofono della casa di Giulia suona.
Buongiorno, signorina. Suo marito è a casa per caso? La voce allaltro capo è sconosciuta e vellutata, carica di unintensità tale da accendere fuoco anche attraverso le interferenze del citofono.
Oh! Giulia lascia cadere il mestolo dallemozione. No, è uscito è dallamante.
Potrei salire? Devo farle una proposta
Quelle parole, così pronunciate, la fanno sentire prima accaldata, poi in un brivido; quasi cerca la tachipirina, poi cambia idea e clicca tre volte sul pulsante dapertura.
Dopo tre minuti, Andrea compare sulla soglia con un mazzo di rose rosse. Spinge delicatamente Giulia per la vita: nellingresso laria si scalda dimprovviso.
Hai pianto? domanda Andrea notando gli occhi rossi di Giulia.
Un pochino pensavo di aver fatto casino, ora capisco che ci voleva, la legna per il fuoco.
Allora, signora, vi va di passare la serata con una compagnia interessante? negli occhi di Andrea brilla la passione e forse anche un paio di bicchieri di grappa. Vi porto al ristorante, ascolterete una meravigliosa storia sulla vostra bellezza. È prosa, sì, ma vi piacerà.
Si-sì balbetta Giulia, accettando il gioco, metto via il minestrone e metto un po di mascara
Intanto chiamo un taxi, annuisce Andrea.
Dove andiamo?
In un ristorante a cinque stelle!
Ma qui in città non ce ne sono al massimo la pizzeria delle Cinque Formaggi.
Allora lì! Per la mia amante, solo il meglio.
E vostra moglie non sarà gelosa?
Faremo del nostro meglio perché lo diventi conclude Andrea, strizzando locchio.

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Alla Ricerca dell’Amante — Varie, ma che combini? — sbottò il marito, vedendo la moglie porgergli shorts e maglietta. — Nulla. Mentre tu qui dormi, tutte le amanti se le portano via! — la moglie strappò via la coperta, costringendo Romolo, indifeso e assalito dai brividi, ad alzarsi. — Ma di cosa stai parlando? — Dopo che ieri hai detto che ormai era questione di tempo prima che ti prendessi un’amante, ho preso una decisione. È giunta l’ora, Romolo. Sono le cinque e mezza: è tempo di alzarsi e andare in battaglia sul fronte dell’infedeltà. — Ma dai, non ero serio. Stavamo litigando, ricordi? Scusa, ho sbagliato. — No-no-no, in realtà avevi ragione tu. Sono io quella che ha sbagliato. Ho trascurato la nostra fiamma della passione. Ho sprecato tutta la benzina solo per me. Ormai lì c’è solo cenere, dove non si può bruciare nemmeno una patata. Sto rimediando. Alzati. — Mi stai buttando fuori di casa? — Ti sto mandando a farti un po’ di movimento. Da oggi si fa esercizio tutti i giorni, finché non ti togli di dosso quel grasso. Un’amante non è una moglie, non starà lì ad accettarti come mascotte della Michelin. Su, in piedi! Capendo che la moglie non avrebbe mollato, Romolo scivolò fuori dal letto e, per espiare i peccati con la ginnastica, a fatica infilò i pantaloncini sopra i boxer. — Ricordami che dobbiamo comprarti un costume. Con queste mutande a paracadute, temo che dal letto dell’amore ti porti via il vento. Dopo dieci minuti di corsa intorno alla casa sotto l’occhio vigile dell’“allenatrice”, Romolo, mezzo morto, tornò a casa, crollò e, aggrappandosi al pavimento con i denti, cercò disperatamente di trascinarsi a letto. — Dove credi di andare? — lo fermò la moglie. — Voglio morire a letto, dormendo. — Morire no, stiamo cercando un’amante, non un anatomo-patologo. Vai sotto la doccia. Da oggi almeno due volte al giorno. Se non hai avuto pietà di me, abbi almeno un po’ di considerazione per una sconosciuta. E ora i denti, mattina e sera! — si sentì gridare già da dietro la porta. — Lava bene la testa, oggi andiamo in studio fotografico. — Perché? — A fare una foto decente per il sito di incontri. Io non riesco a scattartene una giusta, ormai ti vedo come un scaricatore di porto, re della birra e amante della pasta col burro — invece ci serve una foto da vero “alpha”. — Varie, forse ora basta davvero… — Basta sprecare fiato. Conservalo per le orecchie delicate delle fanciulle. Su, scegliamo la candidata. A quel punto Romolo si riprese un po’. Gli piaceva ogni tanto fantasticare innocuamente passando in rassegna i profili sui siti di incontri, e ora poteva farlo ufficialmente e senza conseguenze. Cominciò a indicare a caso. — Questa? — Ma scherzi? — Che c’è che non va? — Romolo, davanti alla tua amante mi devo vergognare di ME, non di te. Guardala! Il tuo vecchio Pandino prima di essere rottamato era più bello. Dovrebbero appenderle al collo un cartello: “Attenzione, si rischia il distacco di componenti della facciata”. — Allora questa. — Questa? Intendi QUESTO? Dio mio, Romolo, come farò poi a guardare in faccia la gente se mio marito mi tradisce con “uncasoqualunque”? Guarda qui, perfetta! — Sei matta?! Quella non mi degnerebbe mai di uno sguardo… — Mannaggia… E io cosa ho mai trovato in te, insicuro come un Pinocchio? Come hai fatto a conquistarmi che siam durati quindici anni? — Col senso dell’umorismo? — tentò Romolo. — Romolo, siamo sinceri: se ridere davvero allungasse la vita, con le tue battute mi avresti già reso vedova al viaggio di nozze. Forse basta così, andiamo a comprarti un abito nuovo e l’amante la tiriamo su all’amo vivo. — Basta, Varie, facciamo pace. — Ma dove lo vedi il litigio? Un uomo di successo DEVE avere un’amante. E la moglie di un uomo di successo pure ha il suo status. Forse una sola non basta. Al centro commerciale Varie trascinò il marito nel reparto più costoso, spogliando tutti i manichini incontrati. — Varie, questi pantaloni e giacca costano quanto un treno di gomme invernali — protestava Romolo mentre lo spingevano nel camerino. — Nessun problema, le gomme te le compro in farmacia, estive, invernali, come vuoi, ma per forza con doppia protezione. Non voglio che mi porti un bouquet di fiori altrui in casa. — Varie!!! — Che c’è?! La sicurezza prima di tutto. Stiamo scegliendo la terza gamba del nostro triangolo. Hai chiamato il capo, già? — Perché? — Ovviamente per lo stipendio! Ora ne servono due. Come pensi di mantenerci tutte? Io mi accontento di una minestra, ma l’amante no! Qui la formula è come il cemento: una cena, tre calici di vino, cinque stelle in hotel — se risparmi, il cemento viene giù subito. Romolo si vestì e aggiustò la cravatta. — Bello come il giorno del matrimonio — strinse la lacrima la moglie. — Le sta bene, — confermò una sconosciuta dal camerino accanto. — Lo vuole prendere? Sta cercando l’amante. — No grazie, ho già tre amanti — replicò lei sfacciatamente. — Romolo, questa neanche per sogno, — decise Varie, — ci serve una fedele, sicura come una carta di credito di un’altra banca, dove si possono trasferire soldi senza rischi. Adesso profumeria, due spruzzi di colonia e via, sei pronto al decollo. Restarono ancora un’ora al centro, finché Varie assentì soddisfatta. — Ecco, Romolo, ora sei pronto. Anche senza foto. Vai e ricorda tutto quello che ti ho insegnato: insisti, sii galante e sicuro di te… come quando hai venduto la Panda. Varie tornò a casa a preparare il minestrone e Romolo partì nella sua impresa di ricerca dell’amante, per cui era stato preparato con tanta fatica. Dopo un’ora, al citofono di casa risuonò la voce di uno sconosciuto: — Buongiorno, signora cara. Suo marito è in casa? La voce suadente fece arrossire Varie. Prestò il bouquet, entrò, la strinse alla vita e, nella stretta anticamera, la temperatura salì di colpo. — Stavi piangendo? — domandò lui vedendola arrossata in volto. — Un pochino. Pensavo di aver combinato un casino, ma invece ci voleva proprio per riaccendere il fuoco. — Allora non vi dispiace passare la serata con un piacevole e brillante conversatore? — negli occhi di Romolo brillava la passione e anche un mezzo bicchiere di brandy. — Vi porto al ristorante dove vi racconterò la meraviglia della vostra bellezza. Sarà prosa realistica, ma vi piacerà. — Lo voglio, — rispose Varie emozionata, — solo tolgo la minestra dal fuoco e mi rifaccio il trucco. — Intanto chiamo un taxi — disse Romolo. — Dove andiamo? — sorrise lei. — Al ristorante cinque stelle! — Qui da noi nemmeno uno! Solo la pizzeria “Cinque Formaggi”. — Allora lì! Per la mia amante solo il meglio. — E sua moglie non sarà gelosa? — Faremo di tutto perché lo diventi, — Romolo strizzò l’occhio complice.