Allora, il certificato di matrimonio è davvero più solido della convivenza? – Gli uomini scherzavano su Nadia

Allora, immagina: Ma insomma, il certificato di matrimonio è davvero più forte della semplice convivenza? ridevano gli uomini quando si parlava di Giulia.
Io alla rimpatriata dei trentanni dal diploma non ci vado proprio.
Dopo mi viene una tristezza che dura settimane!
Che ci vadano quelli che ci vanno sempre, così manco si accorgono di quanto sono cambiati, urlava Giulia al telefono, rispondendo alla chiamata dellunica vera amica, Caterina.
Ma scusa, come sei messa?
Cinque anni fa ci siamo viste e stavi benissimo, sembravi sempre tu.
Sei ingrassata di brutto, che storia? domandava Caterina, sinceramente stupita.
Ma cosa centra, è che non mi va e basta, non insistere Cate!
Giulia stava per chiudere la chiamata, sperando che Caterina capisse lantifona e si dedicasse a chiamare gli altri dellelenco.
Ma stavolta la sua amica non mollava il colpo.
Giulia, siamo rimasti già in pochi
Che è, qualcuno ci ha lasciati? Giulia ebbe un brivido.
Non si sentiva certo più giovanissima, ma non le pareva dessere così in là da vedere i coetanei già dallaltra parte.
No va be, esagerata!
Alcuni sono semplicemente emigrati.
Di morti abbiamo avuto solo Riccardo Bassi, venticinque anni fa, ti avevo già raccontato
Allora nemmeno far storie, ci saranno i nostri ex compagni di tutte quattro le sezioni, parliamo di una trentina in tutto.
E tuo figlio finalmente si è sposato, no?
Allora ti puoi pure concedere una serata libera!
Caterina continuava a parlare, ma intanto Giulia pensava proprio a Riccardo Bassi.
Aveva sempre quelle occhiaie pesanti, quello sguardo serio che lo rendeva un po cupo.
I ragazzi lo prendevano in giro, sembrava un debole.
Ma alla fine aveva il cuore fragile, il povero Riccardo.
Studiava bene e il suo sogno era progettare un grande ponte sospeso nel suo paese in Toscana, ma non ne ha avuto il tempo.
E lei?
Cosa aveva vito davvero, Giulia?
Si era innamorata di Marco, un capocantiere di Firenze dove anche lei aveva trovato lavoro dopo la laurea.
Lui faceva turni lunghi, poi tornava a casa sua, lontano.
Erano stati insieme tanto Marco davanti a tutti la chiamava mia moglie, giurava che la convivenza era segno di vero amore: La gente che sta insieme solo perché cè un pezzo di carta Macchè!
Il vero amore non ha bisogno di certificati
Quando poi Giulia scopre di aspettare un bambino, succede che Marco non si presenta più al cantiere.
Scopre così che lui aveva già tre figli, la moglie malata.
Marco si licenzia per questioni personali senza dirle nulla.
Giulia capisce subito che non può pretendere nulla: che mai avrebbe potuto chiedere a un uomo con tre figli e la moglie in ospedale?
Così anche lei lascia il lavoro, prima che capissero la situazione.
E le ultime battute dei colleghi risuonavano come schiaffi: Hai visto che il certificato di matrimonio è più forte della convivenza?
A Giulia però non importava più nulla, trova impiego come cassiera in un alimentari vicino casa, grazie a una vicina.
Si mettono daccordo: anche con il bambino, Giulia lavorerà due giorni a settimana.
Sua madre, che la rinfacciava amaramente per aver lasciato un lavoro così bello, si offre di badare al piccolo Matteo.
Tu stessa mi hai insegnato a essere fatta così! urla Giulia, quando la madre le butta addosso tutta la sua delusione.
Speravo che almeno tu fossi una persona seria, ti ho mantenuta agli studi, Giulia, e tu niente, zero! le risponde la madre, furibonda.
Chi semina vento, raccoglie tempesta. sbotta Giulia, e subito si pente.
Si abbracciano, piangono insieme, ma che senso ha Dove può più andare?
Per questo, quando Caterina la chiama, a ogni rimpatriata decide di non andare.
Quelli lì parleranno di famiglie, di carriere, si scambieranno foto E Giulia, che lava i pavimenti nelle scale dei palazzi, a scuola e allasilo, cosa dovrebbe raccontare?
O meglio, cosa mai potrebbero raccontarle loro?
Lunica consolazione era il suo Matteo: per lui, Giulia avrebbe scalato il Monte Bianco.
E quando Matteo entra allasilo, la madre di Giulia decide di andare in campagna, dalla sorella, che in città non respira e ha bisogno daria buona.
Così Giulia, nel giro di qualche anno, ha un colpo di fortuna: la assumono finalmente come geometra, anche se part-time.
Matteo entra in prima elementare, lei si organizza, riesce persino a passare a prenderlo subito dopo il doposcuola, e tutte le mamme la invidiavano per quello.
Poi un collega cerca di corteggiarla, ma Giulia tronca subito: Ho mio figlio, non ha bisogno di un padre improvvisato. E basta, nessun pensiero di sostituire il padre a casa.
Sul lavoro, Giulia si fa valere, lavora bene, col tempo ottiene pure il tempo pieno da progettista.
I soldi non mancano più come prima, ma si sente sempre un po in colpa, quasi inadatta.
Scelta sobria nei vestiti, i capelli mai tinti.
Oramai sui quarantanni, la ricrescita grigia comincia a notarsi.
E in cuor suo si ripete che non ha diritto di essere felice, dopo quello che aveva combinato con Marco, e il rischio di strappare il padre a quei tre ragazzi.
Non può farsi notare, essere troppo in vista, truccarsi, altrimenti chissà, qualcuno magari ricomincia a fare commenti.
Ormai non credeva più nei lieti fine.
Tanto intorno era pieno di separate, e lei non era di certo messa meglio, forse peggio.
Eppure Matteo cresceva sereno, e grato.
Non era stato rovinato dai sacrifici della mamma, anzi.
Passava lestate dalla nonna Ilaria e dalla prozia Elisa, in campagna.
Aiutava a coltivare lorto, piantava patate, barbabietole e carote, annaffiava e diserbava, poi a settembre aiutava a raccogliere le mele, trovava il tempo per chiudere i barattoli di marmellata con le nonne.
Fin da piccolo era robusto, spaccava la legna per linverno ed era laiutante preferito della nonna.
Pure la madre di Giulia ammetteva che la fortuna, almeno, le aveva portato un figlio meraviglioso, e a lei e sua sorella Elisa un nipote adorato.
E insomma, col tempo quale rimpatriata o quale bar con gli ex compagni di corso poteva ormai desiderare Giulia?
Tutte queste cose le sono passate in testa in pochissimi secondi, e allora sente la voce insistente di Caterina:
Hai preso nota?
Il caffè è di fronte allex collegio, venerdì prossimo alle tre.
Vieni per favore, almeno ci facciamo due chiacchiere!
Allimprovviso la voce di Cate si fa tremolante e Giulia, senza sapere perché, accetta:
Sì, vengo
Posa il telefono e già si pente.
Si guarda allo specchio, pensa quasi di richiamare Caterina per annullare tutto.
Ma il telefono del rappresentante di classe è sempre occupato.
Le viene il magone
Sul tardi, va in camera, tira fuori il vestito blu che le aveva regalato Matteo per il suo matrimonio.
Matteo e la nuora Natalia lavevano quasi costretta ad andare per negozi.
Alla fine quel vestito blu era piaciuto a tutti, persino a lei.
Scelsero anche le scarpe.
Poi la nuora la accompagnò pure dal parrucchiere, le fecero il colore e lacconciatura.
Era passato appena un anno, Matteo e Natalia ora vivevano per conto loro, felici.
E per Giulia era strano abbellirsi: non cera nessuno per cui farlo ormai.
Però si mise il vestito, si fece i capelli, accennò un po di rossetto, subito dopo ripulito con un fazzoletto: Troppo appariscente
Quando entra nel caffè, cè tanta confusione, ma Caterina la nota subito: Giulia, sei meravigliosa!
Non immagini quanto sono contenta di vederti!
Caterina è pure un po ingrassata, ma sembra solo più giovane, sta bene così.
Si mettono a chiacchierare, poi Caterina viene distratta da qualcuno, e Giulia resta da sola a bere il succo, guarda intorno e ascolta la musica.
Qualcuno aveva messo i grandi successi degli anni in cui erano studenti: altra vita, altri sogni, altre speranze.
Ti va di ballare? sente improvvisamente una voce, sovrastando la musica.
Alza gli occhi, e riconosce subito Enrico Serra, della sezione parallela.
Si era sposato al terzo anno, e Giulia ne era rimasta colpita perché, allepoca, le piaceva davvero tanto.
Giulia, guarda che bella che sei!
Io a questi incontri non ero mai venuto, non conosco più nessuno però te, appena ti ho vista, ti ho riconosciuto subito!
Enrico le porge la mano, Giulia non rifiuta, si alzano e ballano, prendendo al volo lo sguardo incredulo ma divertito di Caterina che si gira verso di loro.
Ballo dopo ballo, stanno silenziosi.
Poi, alla fine, Enrico le dice: Posso accompagnarti a casa?
Sono divorziato da anni, ma se a casa ti aspetta qualcuno, ti accompagno e basta che si è fatto tardi.
Enrico la accompagna davvero, ma già dal giorno dopo si rivedono, e non si separano più.
Il vestito e le scarpe per il matrimonio glieli ha scelti Natalia, la nuora, che ormai aveva la pancia: Giulia stava per diventare nonna, le sembrava strano essere la sposa!
Ma, stavolta, si era concessa di essere felice.
Natalia, sorridendo, le ha sussurrato piano: Signora Giulia, ma lei è davvero bella!
Io e Matteo siamo tanto contenti per lei e la felicità va bene a qualsiasi età, non è mica proibita!
Verissimo, pensava Giulia, seduta al tavolo nuziale, con lo sguardo luminoso rivolto a suo marito Enrico.
Ora anchio posso, finalmente
E per una volta, Giulia si perdonò e si permise di essere felice davvero.
Dimmi, tu cosa ne pensi?
Premi mi piace se ti ritrovi anche tuUn applauso scrosciante li circondò, fragoroso, sincero.
Le voci degli amici confondevano ricordi, brindisi, strette di mano e qualche lacrima rubata.
Sullo sfondo, il sole di settembre scivolava dalle finestre, accarezzando il tavolo imbandito, i fiori freschi e i volti di chi cera stato e cera ancora.
Finalmente, ballando tra le dita di Enrico, Giulia sentì sciogliersi quellantico nodo di rimpianto.
Ogni piccola resa della sua vita stava fiorendo in qualcosa di nuovo, come quel nipotino che di lì a pochi mesi lavrebbe chiamata nonna.
E in quellabbraccio, si lasciò attraversare senza più timore: per la prima volta, era parte di una storia non scritta dagli altri, ma solo da sé stessa.
Ecco il segreto, pensò, ridendo di gusto mentre Enrico la sollevava stringendola forte, la felicità arriva quando smetti di aspettarti che sia perfetta.
Da lontano, Caterina la salutava agitando la mano, le voci di Natalia e Matteo già confondevano il rumore del giorno: Mamma!
Sorridi per la foto, dai! Giulia sorriso, con quella luminosa dolcezza che finalmente sentiva di meritare.
In quellattimo, comprese che la vita, con tutte le sue strade strette e impreviste, le aveva regalato una seconda occasione.
E lei finalmente la stava vivendo tutta.

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