Niente magia
Il Capodanno si avvicinava alla velocità di un Frecciarossa in ritardo: in fretta e senza pietà.
Elisabetta aveva il cuore in gola. Era come stare sul binario a guardare il treno della felicità partire, sapendo benissimo di non avere il biglietto. Niente gioia, niente magia delle feste, e ormai diciamocelo le speranze per lanno nuovo erano sospette come i funghi in scatola.
E chi me lo ha fatto fare di invitare amici a casa? si domandava. Chi vorrebbe mai festeggiare lanno nuovo con una sfigata?
***
Il 31 dicembre era iniziato con una catastrofe domestica: la lavatrice, dopo dieci anni di onesto servizio, aveva deciso di andare in pensione spruzzando acqua ovunque nel bagno, come una fontana di Trevi impazzita.
Trovare un idraulico alla vigilia di Capodanno? Solo Indiana Jones ci sarebbe riuscito. Dopo mille telefonate e metà sistema nervoso andato, Elisabetta ce la fece e sperò che la malasorte avesse esaurito la sua creatività.
Ma no, ovviamente.
A pranzo, il suo micione rosso Romeo, che si spacciava per chef stellato, si divorò tutta la mortadella destinata allinsalata russa, lasciando alla padrona solo qualche pisello sparuto e due cetriolini sottaceto.
Non pago dellimpresa, lindegno decise pure di cacciare un passerotto che era atterrato curioso sulla finestra aperta
Il ficus gigante rovinò dal davanzale, si agganciò al ramo dellalbero di Natale e, nel crollo generale, addio vecchia catena luminosa che tanto amava Elisabetta.
Frammenti di vaso, terra e palline vintage superstiti dellinfanzia si mescolarono nello stesso dramma decorativo.
Poco mancò che Elisabetta scoppiassi in lacrime ripulendo quel disastro artistico.
E non era finita! Ci fu anche il fiasco rotto, il pollo arrosto diventato carbone e, proprio quando gli invitati suonavano al citofono, la rivelazione: aveva dimenticato il panettone. Presa dal panico, telefonò alla sorella.
Antonella, tragedia greca! Niente dolce!
Stai serena! rispose la voce piena denergia. Sono già qui sotto casa. Scendi e sistemiamo tutto!
Ma dove sei?
Te lho detto: sotto casa!
Appena scese, Elisabetta si ritrovò davanti unopera firmata: accanto alla macchina di Antonella cerano la sua migliore amica Margherita carica di buste, e zia Giulia armata di mastello di insalata di mare.
Ma perché un mastello? sospirò Elisabetta.
Per sicurezza! fece zia con aria solenne, quella delle zie che dispensano consigli non richiesti, Vi conosco io, voi giovani! E la notte è lunga! Spero che almeno linsalata russa sia pronta?
Elisabetta alzò le spalle con la rassegnazione di chi sa già la risposta.
Mentre loro andavano a recuperare un panettone in extremis, Margherita si mise a decorare il salotto con serpentini e coriandoli, in cui Romeo, famelico e onnipresente, riuscì perfino a impigliarsi diventando una specie di mostro carnevalesco.
Il salvataggio del gatto toccò al marito di Antonella, Riccardo, appena rientrato dallufficio, con tempismo perfetto.
Romeo si lasciò liberare solo fino a quando non vide la padrona. A quel punto, le corse incontro con tale entusiasmo che lasciò sulla mano di Riccardo una traccia rossa degna di un film dazione.
Gli passarono un cerotto e Riccardo vero eroe si offrì per aiutare in cucina. In realtà, aiutò solo con discorsi filosofici tipo: Linsalata russa è uno stato mentale, non solo ingredienti, ma tanto bastava.
Ely, che scatola è quella? urlò da una stanza Margherita. Buon Capodanno cè scritto sopra. Oh, e anche: Da aprire dopo mezzanotte. Nonna Rosa.
Elisabetta corse a vedere:
Oddio lavevo dimenticata! Antonella, è il regalo della nonna! Prima di partire per Ischia mi ha detto di aprirlo la notte di Capodanno, dopo luna. Ha promesso una sorpresa!
Che ci sarà dentro? Antonella scrutava la scatola quella curiosità golosa.
Ma dai, non si può! Lei poi controlla, lo sai. Magari cè un qualche lucchetto segreto che si autodistrugge se forziamo. Facciamo come dice la nonna Abbi pazienza.
Tutti furono presi dalla suspense. Perfino zia Giulia si piazzò accanto, locchio più su quella scatola che sulla teglia.
***
Poi ascoltarono il discorso del Presidente alla TV, brindarono col prosecco, mangiarono la russa del gatto e risero più di quanto avrebbe concesso la legge. Quando arrivò lora fatidica:
Luna passata? Perfetto, è il momento! dichiarò Elisabetta solenne, sollevando la scatola. Ecco a voi il mistero by nonna Rosa!
Fu Riccardo, lunico uomo, a ricevere lonore (e lonere) dellapertura. Smangiucchiò con dita nervose il nastro, aprì. Niente soldi o vecchie foto: solo decine di bigliettini, arrotolati e legati con nastrini colorati, ognuno con una targhetta col nome.
Che roba è? titubò Riccardo.
Elisabetta prese il primo, col nome LEI. Lesse:
Ely, tesoro mio, oggi qualcosa va storto di nuovo? Lavatrice a fondo? Il gatto ha fatto fuori la cena? Non fa nulla! Ricorda: ogni problema si risolve con una pizza e una maratona Netflix. Il panettone si può comprare domani. Limportante è avere qualcuno con cui mangiarla. Ti voglio bene fino al Vesuvio e ritorno. Tua nonna.
Per dieci secondi nessuno fiata. Poi scoppiò una risata generale.
Elisabetta rise così tanto che le scesero le lacrime.
Macome ha fatto a sapere?
È magia sussurrò la zia Giulia.
Fai leggere il mio, dai! gridò Antonella allungando la mano.
Apro il suo biglietto:
Antonella cara, smettila di discutere con Riccardo per sciocchezze. Abbraccialo piuttosto. È bravo, anche se filosofeggia troppo. E se ricomincia, dagli un bacio: è larma migliore contro la logica maschile. Vi voglio bene.
Riccardo diventò più rosso di un pomodoro San Marzano e baciò Antonella, applauditissimi.
Margherita, ridacchiando, spiega il suo messaggio:
Margherita bella, cerca lamore tra gli scaffali della biblioteca o nel mercato, non nei cocktail bar. Gli uomini veri non portano pantaloni super attillati. Ah, basta capelli viola! Stai meglio naturale.
Ma come lo sa dei capelli? sbiancò Margherita. Li ho tinti due giorni fa!
Infine, la mitica zia Giulia lesse il suo biglietto, con la delicatezza di chi maneggia segreti di stato:
Giulia cara, sei la più saggia, ma ti svelo un segreto che non sai: a volte, è meglio tacere e mangiare una fetta di torta. Ti abbraccio forte.
Zia Giulia arrossì come un tramonto su Capri, prese il panettone e mangiò per la prima volta a memoria duomo, senza dare un consiglio a nessuno.
Risate e chiacchiere durarono fino al mattino.
Al risveglio, tra le battaglie con i coriandoli avanzati, Elisabetta raccolse i biglietti e li mise in un bel vaso sopra la credenza. Non erano solo auguri: era il vademecum della felicità firmato nonna Rosa. Non avere paura del casino, ridi delle sfortune, tieniti stretti gli amici, mangia quel che ti piace (con moderazione) e, soprattutto, ricordati: il regalo più bello è sapere che qualcuno, da qualche parte, ti vuole bene davvero. Sempre.






