AMARE SOPPORTANDO, SOPPORTARE AMANDO
Guarda, ti racconto questa storia incredibile come se stessi confidando qualcosa di molto personale in cucina, tra un caffè e i biscotti.
Allora: cerano Giovanni e Chiara, sposati in chiesa a Firenze. Te lo giuro, il loro matrimonio sembrava uscito da un film romantico. Però, proprio mentre il corteo nuziale stava per entrare nel Duomo, si scatena uno di quei temporali estivi toscani che non ti aspetti. Un vento tremendo arriva allimprovviso, stacca il velo dalla testa della sposa e lo manda a volare alto come un palloncino, per poi spiaccicarsi in una pozzanghera nera di fronte a tutti. Ti immagini gli oohhh degli invitati? Subito dopo, come se niente fosse, torna il sole. Giovanni corre dietro al velo, ma niente, era ormai troppo tardi.
Il velo bianco era tutto infangato. Chiara, sconvolta, urla: Giova, lascia stare! Quel velo non lo metto più!
Le vecchine che stavano sui gradini della chiesa hanno cominciato subito a sussurrare alle spalle: Eh, se il velo va così, la vita matrimoniale sarà tutta tempeste!
Chiara, ormai senza tempo, si fa improvvisare una rosa bianca finta dalledicola lì vicino e se la ferma tra i capelli. Nuovo velo? Ma quando mai, con la messa che li aspettava!
Entrano in chiesa, vestiti da sposi lei con la rosa in testa e lui tutto emozionato reggono le candele, recitano le promesse davanti al sacerdote. Una cerimonia da manuale, per Dio. Ma prima, avevano già firmato in Comune e festeggiato con una delle feste più belle mai viste in città. Per gli altri.
Dopo tre anni, ecco due bambini: Sofia la maggiore e Matteo il piccolo. Stile di vita semplice, famiglia unita, problemi zero.
Dieci anni dopo, tutto va tranquillo, finché un pomeriggio, suona alla porta una ragazza. E Chiara, che era sempre accogliente con tutti, la fa entrare. Questa giovane, bella, educata, elegante, le dice: Ciao, Chiara, io sono Mila. Sono… la futura moglie di tuo marito.
Chiara rimane di sasso: Addirittura? Da quanto sarebbe Giovanni il tuo fidanzato?
Da tanto! E dobbiamo sbrigarci, avrò un bambino da lui., ammette Mila, senza vergogna.
Una storia proprio da romanzo pensa Chiara La moglie, lamante e il figlio illegittimo… Ma tu lo sai che io e Giovanni ci siamo sposati in chiesa? E abbiamo due figli!
So tutto, ma noi ci amiamo davvero! Anche per sempre! Sai che puoi separarti? Lui ti tradisce ormai… Si può fare, ho chiesto tutto, insiste Mila.
Guarda, ti dico solo una cosa: fossi in te, mi farei i fatti miei. La nostra famiglia la sistemiamo noi, senza bisogno di estranei. E così Chiara la congeda, stufa.
Richiusa la porta alle spalle della rivale, Chiara pensa: Ha indagato su tutto… Come osa! Dimentica Giovanni!
Inizia a ricordare che già da tempo Giovanni si comportava in modo strano. Prima rimaneva più spesso al lavoro, improvvisava trasferte, pescate di tre giorni… lui che non aveva mai amato la pesca! Certe cose, noi donne le percepiamo subito; cè qualcosa nellaria che cambia.
Ma Chiara cerca di scacciare i pensieri neri: magari sta solo esagerando.
La sera stessa, Giovanni torna a casa. Lei, come al solito, lo fa sedere, lo coccola con una bella cena. Sa bene che prima si nutre bene il marito, poi si affronta ogni discorso.
Quando Giovanni la ringrazia per la cena, ecco che lei parte: Giovanni… sei innamorato?
Lui la guarda spaventato: Sì…
Oggi è venuta la tua… amante. È serio?
Chiara, sono un uomo orribile… senza Mila non vivo, ci ho provato a lasciarla, ma nulla… Lasciami libero, ti prego…
Vai pure… dice lei, senza scenate. Tanto, con queste cose, la vita decide.
Giovanni se ne va via da Mila. E Chiara prende la macchina e va in chiesa, a parlare con il prete che conosce da sempre. Il don le dice: Figlia mia, lamore sa aspettare, non finisce mai. Hai il diritto di separarti, sì, perché lui ha ceduto al peccato. Oppure puoi perdonare, pregare e sperare in un ritorno. I modi di Dio sono imperscrutabili…
Ebbene, dopo due mesi, Chiara scopre di essere incinta. Figlio di Giovanni! Per lei, è un segno: magari lui si pentirà e tornerà. Così culla quella speranza fino al parto.
Nasce un altro figlio, mamma Lucia consiglia di chiamarlo Giano. Nome antico, come Giovanni, portafortuna. Magari, chissà, la vita ti riporta Giovanni a casa…
Per fortuna, Lucia le è sempre accanto. Con tutti i bambini, una meraviglia di nonna.
Giovanni non si dimentica di Sofia e Matteo: regali, viaggi al mare, soldi portati di nascosto in una busta da cinquanta euro.
Chiara però impone ai figli di non dire nulla della nascita di Giano al padre. Ma si sa come sono i bimbi: Sofia lo racconta tutto a papà, durante una delle visite. Giovanni, convinto che sia figlio di un altro, rimane sorpreso e col cuore stretto dalla nostalgia. Ma non si immagina che il bambino sia suo.
Intanto Mila, la nuova moglie, finisce in ospedale per problemi con la gravidanza. Giovanni corre ovunque frutta, cetriolini sottaceto, pezzi di gesso per la voglia di cose strane. Ma tutto finisce male: Mila partorisce una bimba morta. E anche la sua seconda gravidanza si interrompe male.
Mila, distrutta dal dolore, decide di prendersi una pausa dai figli. Ma la vita a volte fa come le pare…
Giovanni le resta sempre accanto, si sente responsabile di tutte le disgrazie. Ognuno con il proprio peso sulle spalle.
Frattanto, Chiara riceve spesso la visita di un vecchio compagno di università: Valerio. Lui era stato un corteggiatore ai tempi della facoltà, troppo insistente per i gusti di Chiara, una vera mammone, simpatico ma invadente. Tutte le ragazze gli giravano attorno, ma Chiara no: appena conosciuto Giovanni, ha lasciato perdere.
Un giorno, durante un autunno piovoso, Chiara è sullautobus, triste. Si siede accanto a lei un uomo. Posso? Sì, prego, risponde lei, senza guardare.
Lui la riconosce subito: Chiaretta, come sei triste!
Chiara guarda: Ma guarda chi cè! Valerio! Da quanto non ci vediamo!
Ma tu, Chiara, sei felice?, le chiede piano.
Lei lo invita a casa, cena semplice. Valerio porta una bottiglia di Chianti, un po di dolci e giocattoli ai bimbi. Davanti al camino, lei gli racconta tutto, come solo con un caro amico si può fare. Alla fine, un bacio amichevole sulla guancia, simbolo di ringraziamento.
Valerio, si scopre, non si è mai sposato. Per lui, anche solo andare a trovarla ogni tanto è già una gioia. I bambini lo adorano, la casa si riempie di colori. Chiara gli mette dei limiti chiari: Puoi venire, ma io aspetto mio marito. Niente illusioni.
Per Valerio va benissimo: Ti considero come una sorella, e i bambini come nipoti. E si integra perfettamente…
Intanto, nella casa di Giovanni e Mila, finalmente un giorno sereno: Mila partorisce una bellissima bambina. La chiamano Benedetta proprio per portare benedizione e speranza nella loro famiglia. Mila si dedica anima e corpo a questa figlia tanto attesa.
Eppure, spesso ripensa a Chiara. Il rimorso le rode lanima: Non è dolce la felicità rubata! Una tristezza infinita… Solo dopo la nascita di Benedetta capisce davvero il dolore che lei e Giovanni hanno portato a Chiara. Vorrebbe solo chiederle perdono.
Giovanni impazzisce per questa figlia: la copre di giochi, la culla la notte, la coccola in tutti i modi. Mila ringrazia il cielo per un marito così.
Il tempo passa. Cinque anni volano.
Mila si ammala gravemente a trentanni appena. Giovanni si dispera tra ospedali e medici costosi, terapie, medicine da settecento euro al mese. Mila prepara la sua anima al cielo.
Quando i dottori la dimettono, ormai senza speranza, Mila chiede a Giovanni: Portami da Chiara, ti prego!
Lui non fa domande, accetta e la carica in macchina. Chiara, avvisata dalla figlia Sofia, accetta subito di riceverli. Giovanni entra in casa, porta la moglie malata tra le braccia, la adagia sul divano migliore. La famiglia intera aspetta in silenzio.
Mila allora chiede di restare sola con Chiara. Perdonami, se puoi, Chiara. Arriva sempre la giustizia divina Ti supplico: prendi Benedetta con te! Oltre a Giovanni e a te, non ho nessuno. Prometti che la crescerete insieme!
Chiara la prende dolcemente per mano: Mila, non è Dio a punirci. Siamo noi! Te lho già perdonato tanto tempo fa. Benedetta non sarà mai sola. Anzi, restate a vivere qui, tutti e tre. Ti facciamo forza insieme: la casa è grande! Se vuoi, puoi guarire ancora. Non perdere la speranza.
In casa nasce una specie di magia. Tutti si prendono cura di Mila. Il più premuroso è proprio Valerio, che si attacca a lei con una dolcezza e una dedizione che nessuno si aspettava. Lentamente, Mila ritrova il gusto di certo per la vita grazie a lui. E anche per la piccola, che Valerio già chiama la mia margheritina. Mila, piano piano, guarisce.
Non ti dico la trasformazione: dal letto si rialza, esce in giardino, prende il sole, sorride e come si dice dalle nostre parti rinasce pian piano. Valerio si innamora sempre di più di lei, e Benedetta entra nel cuore di tutti.
Mila capisce che Giovanni resterà nel cuore, certo, ma ora è lontano. Valerio, invece, le offre un amore nuovo, tranquillo, sicuro. Lei spera solo di guarire definitivamente per poter ricambiare tutto il bene che riceve.
Finalmente, arriva il giorno che Mila annuncia: Chiara, Giovanni, io, Benedetta e Valerio ce ne andiamo. Grazie di tutto, davvero. Mai avrei pensato di incontrare persone così. Grazie con tutto il cuore.
Nel frattempo, Giovanni e Chiara si sono ritrovati. Prima di questo addio, Giovanni era stato molto chiaro con Chiara: Qualsiasi cosa succeda, voglio tornare con te. Tu sei una donna dal cuore talmente grande Puoi riaccogliermi? Ci sono i nostri tre figli da crescere insieme.
Chiara abbraccia Giovanni: E ci mancherebbe, Giova! È anche un po colpa mia. La vita insegna, nessuno nasce perfetto!
Si preoccupano per Benedetta. Ma Giovanni rassicura: Sarà sempre una figlia per me. La mia porta è sempre aperta per lei.
Mila, Valerio e la piccola partono verso una nuova vita. Mila si avvicina e dice a Giovanni: Ama Chiara più della tua stessa vita. E non dimenticarti mai di me. Sarà sempre un bel ricordo.
Buona fortuna, Mila risponde Giovanni sottovoce.
Ecco, amica mia, vedi che intreccio? Amare e sopportare a volte vanno di pari passo. E a volte la famiglia si riscrive mille volte, ma resta sempre casa se si basa sulle persone giuste.






