AMARSI SOPPORTANDO, SOPPORTARSI AMANDO Il matrimonio di Ivan e Daria fu celebrato in chiesa. Il …

AMARE SOFFRENDO, SOPPORTARE AMANDO

Il matrimonio tra Giovanni e Chiara è stato celebrato in chiesa. Il giorno delle nozze, proprio mentre il corteo stava per arrivare alla basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, si è improvvisamente scatenato un temporale estivo furioso, arrivato da chissà dove. In un attimo il vento ha strappato il velo dalla sposa, facendolo volare alto nel cielo come un palloncino per poi lasciarlo ricadere in una pozzanghera sporca ai piedi del sagrato. Tutti gli invitati sono rimasti senza fiato. Quando la tempesta è passata, Giovanni si è precipitato a recuperare il velo, ma non è riuscito a prenderlo in tempo.

Il velo candido era ormai intriso di sporco. Chiara, sconvolta e con le lacrime agli occhi, ha gridato al suo futuro marito:
Giovanni, non lo prendere! Non lo voglio più indossare!

Le zie e le nonne sedute vicino ai gradini della chiesa hanno subito iniziato a bisbigliare tra loro, dicendo che la vita dei novelli sposi sarebbe stata piena di burrasche e disgrazie…

Chiara, dal primo negozietto vicino alla piazza, si è fatta comprare un fiore finto bianco che ha fissato tra i capelli. Non cera tempo per cercare un nuovo velo. Non si può arrivare tardi al proprio matrimonio!

Nellatrio della basilica lei e Giovanni si sono presentati davanti allaltare, con in mano le candele e i cuori pieni di promesse. Si sono scambiati i voti nuziali davanti a Dio, anche se già avevano firmato in Comune e poi festeggiato tra amici e parenti.

Dopo tre anni, nella loro casa erano già nati due bambini: la piccola Francesca e il fratello Matteo. Vivevano serenamente, senza conoscere dolore e preoccupazioni.

…Dieci anni dopo, una giovane donna ha bussato alla porta di Giovanni e Chiara.

Chiara ha sempre accolto tutti: parenti, amici e persino conoscenti improvvisati. Li ha sempre ospitati con grande calore, offrendo caffè, dolci e qualche parola di conforto. Ma quella volta, lospite era particolare. Era arrivata quando Giovanni non cera.

Chiara, con uno sguardo attento e istintivo, ha studiato la ragazza: giovane, bella, elegante, con un sorriso fresco.

Buongiorno, Chiara. Mi chiamo Milena. Sono… la futura moglie di suo marito, si è presentata, serena, lestranea.

Interessante… ha risposto Chiara, quasi ridendo per lo stupore.
Da quanto tempo il mio Giovanni fa il fidanzato con te? ha continuato lei, fissandola negli occhi.

Da tanto. Però ora non posso più aspettare. Aspettiamo un bambino, io e Giovanni, ha detto Milena con sincerità.

Mh… Sembra proprio una storia da romanzo. Moglie, amante, figlio illegittimo
Tesoro, lo sai che io e Giovanni siamo sposati in chiesa? Abbiamo dei figli… provava a farle capire Chiara.

Lo so tutto. Ma tra noi cè amore, per sempre! Può sempre chiedere lannullamento… Suo marito non le è fedele, glielho detto, insistette Milena.

Senti, ragazza! Lascia stare la mia famiglia! Noi sapremo cavarcela senza di te e senza consigli, cominciò ad alterarsi Chiara. Addio!

Milena, alzando le spalle, si congedò, come per dire io ti avevo avvisato.

Chiara chiuse con forza la porta di casa.
«Ha indagato su tutto Sogni Giovanni!», pensava furibonda.

Ha iniziato a ricordare come da qualche mese Giovanni fosse distante: improvvise riunioni di lavoro, trasferte non previste, improvvisi interessi per battute di pesca o altre passioni che non aveva mai avuto prima. Una donna se ne accorge subito quando qualcosa non va: sente la presenza di unaltra.

Eppure Chiara cercava di scacciare i cattivi pensieri. Magari si sbagliava…

Quella sera, quando Giovanni è tornato a casa, Chiara ha preparato la cena e lo ha invitato a sedersi. Sapeva bene: prima si nutre lo stomaco del marito, poi si discutono le questioni serie.

Quando Giovanni ha ringraziato per la cena, Chiara è andata subito al dunque.
Giovanni, sei innamorato? ha chiesto con voce tremante.

Sì, Chiara, lo sono, ha risposto serio Giovanni.

Oggi è venuta la tua… nuova fiamma. È una cosa seria? ha chiesto lei, temendo la risposta.

Sono uno sciocco! Non posso vivere senza Milena! Ho provato a lasciarla, ma non ci riesco. Ti prego, lasciami andare, Chiara ha confessato lui.

Ti lascio andare… Chiara capiva che chiedergli di restare per i figli non aveva senso. Alla vita avrebbe lasciato il giudizio.

Giovanni è andato da Milena.

Chiara, però, è andata subito a cercare conforto dal parroco della sua parrocchia, don Tommaso. Il sacerdote lha ascoltata pazientemente e poi lha confortata:

Figlia mia, lamore tutto sopporta, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta… Ricorda le parole delle Scritture. Puoi chiedere lannullamento: tuo marito è caduto nella tentazione. Ma puoi anche perdonare, pregare e aspettare. Le vie del Signore sono misteriose…

Due mesi dopo, Chiara sente di portare in grembo un altro bambino, figlio di Giovanni. Vive la gravidanza come un segno dallalto, la promessa che forse, un giorno, Giovanni si pentirà e tornerà.

Alla nascita del bambino, la mamma di Chiara propone di chiamarlo Giovanni, come segno di speranza: Chissà, magari il tuo Giovanni tornerà. Nella vita succede di tutto…

Per fortuna, la mamma di Chiara non la lascia mai sola. Aiuta in tutto: bambini, casa, organizzazione, coccole e consigli.

Giovanni, pur non vivendo più con loro, non dimentica Francesca e Matteo: regali, vacanze a Sabaudia o sulle spiagge del Gargano, qualche busta di euro per Chiara.

Chiara aveva proibito severamente ai figli di raccontare al padre della nascita del piccolo Giovanni. Ma si sa, i bambini non resistono. Francesca, durante una visita dal papà, ha raccontato tutto.

Giovanni credeva che Chiara avesse ormai un nuovo compagno. Non avrebbe mai immaginato che il piccolo fosse figlio suo.

Intanto la nuova sposa, Milena, resta in ospedale per una gravidanza difficile. Giovanni le fa da tuttofare: frutta, creme, patatine, quello che le passa per la testa. Ma la gravidanza finisce male: Milena perde la bambina. Un dolore a cui ne segue subito un altro: anche la seconda gravidanza finisce tragicamente.

Milena soffre terribilmente. Vuole prendersi una pausa dai sogni di maternità, ma il destino ha altri piani.

Giovanni resta al suo fianco, colmo di senso di colpa e responsabilità.

Nel frattempo, nella vita di Chiara ricompare il vecchio amico Edoardo, suo compagno di università a Firenze, che anni prima le aveva chiesto di sposarlo. A Chiara Edoardo però non era mai piaciuto per davvero: troppo pignolo, poco ironico, mammone. Ma le colleghe facevano a gara per attirare la sua attenzione. Quando aveva conosciuto Giovanni, Edoardo era stato messo da parte, ma evidentemente non era mai sparito del tutto.

Un pomeriggio piovoso, Chiara viaggia triste sullautobus. Accanto a sé siede un uomo.
Posso sedermi qui? domanda lui.
Prego risponde lei quasi senza guardarlo.
Sembri triste insiste lui.

Edoardo?! esclama infine Chiara, riconoscendolo, rinvigorita dallincontro.

Raccontami tutto! Come va la vita, con Giovanni sei felice? chiede Edoardo, sornione.

Dai, vieni a casa, ci facciamo due chiacchiere! lo invita Chiara, sorridendo.

Edoardo, da vero gentiluomo, porta una bottiglia di vino rosso, frutta e piccoli dolci per i bambini.

Davanti a una tavola imbandita, Chiara si lascia andare, raccontando tutto con il cuore in mano. Alla fine, per gratitudine, lo bacia sulla guancia. Edoardo torna a casa colmo di speranza.

Si scopre così che Edoardo non si è mai sposato e vive solo. Comincia così a frequenta sempre più spesso la casa di Chiara, portando regali ai bambini e fiori per lei.

Chiara mette subito le cose in chiaro:
Puoi venire, ma io aspetto mio marito. Niente scherzi.

Edoardo accetta, preferendo questa famiglia irregolare alla solitudine.
Ti considererò come una sorella, e i bambini come nipotini, dice. E piano piano diventa parte della famiglia.

Intanto, nella nuova casa, finalmente Milena dà alla luce una bellissima e sana bambina: la chiamano Benedetta, per sentirla più vicina a Dio.

Milena si dedica anima e corpo alla maternità tanto attesa. Ripensa mille volte alle parole di Chiara. Oh, quanto pesa la felicità presa alle spalle di unaltra donna! Solo dopo la nascita di Benedetta Milena capisce quale dolore ha inflitto a Chiara e vorrebbe chiedere il suo perdono.

Giovanni adora la sua figlia Benedetta: la coccola, la culla di notte, cambia pannolini senza stancarsi mai. Milena guarda commossa questo padre affettuoso.

Il tempo scorre

Passano cinque anni. I bambini crescono, gli adulti invecchiano un po di più.

Un giorno Milena si ammala gravemente: ha solo trentanni. Giovanni non si dà pace tra medici, ospedali e spese. Milena si prepara a partire, è quasi alla fine.

Quando la riportano a casa, Milena, quasi sussurrando, chiede:
Portami dalla tua vera moglie. Per favore.

Giovanni non si oppone.

Chiara sa già tutto da Francesca. Quando Giovanni chiama, lei non dice di no.

Giovanni porta Milena nella casa di una volta. È così debole che deve prenderla in braccio.

Tutti sono lì, sotto shock. Chiara, con le braccia incrociate, indica il letto. Giovanni posa con delicatezza Milena e la sistema bene.

Lasciateci sole, sussurra Milena.

Gli altri escono. Chiara si avvicina, osserva Milena: Più morta che viva

Si siede accanto al letto.
Perdonami, Chiara, se puoi La vita mi ha punita abbastanza. Voglio chiederti una cosa. Prendi Benedetta con te! Tu e Giovanni… Crescetela come vostra. Promettimelo, vi prego implora Milena tra le lacrime.

Chiara le prende la mano.
Non è Dio che punisce, siamo noi. Ti ho già perdonata. Non preoccuparti, Benedetta sarà con noi. E ancora: restate qui per il tempo necessario. Casa nostra è grande, cè posto per tutti. Devi solo riprenderti, vedrai che ci riuscirai! Fidati, guarisci la incoraggia Chiara.

Nella casa di Chiara, proprio come nelle migliori novelle popolari, cè posto per tutti.

Tutti si prendono cura di Milena, in particolare Edoardo: le sta vicino dal primo giorno, con premura e affetto, trovando sempre le parole giuste. Edoardo non si accorge nemmeno che si sta innamorando di Milena, mentre Benedetta diventa la sua piccola adorata, la sua margherita: la chiama fiore di Dio.

Milena vuole vivere! Lotta!

Chiara riesce a ridarle un filo di speranza, a risvegliare la sua voglia di vita. Milena si aggrappa a questa nuova energia e giorno dopo giorno migliora.

…Passano sei mesi difficilissimi, tra terapie e preghiere. Milena finalmente esce di casa da sola, si gode il sole sulle guance pallide, respira aria fresca e sorride. La vita torna piano piano nel suo corpo. La malattia si ritira.

Milena pensa spesso a Edoardo. Giovanni, certo, lo ama ancora, ma non le appartiene più. Non si mette becco negli amori degli altri!, questa lezione lha imparata!

Edoardo è buono, dolce, ha accolto la figlia come sua. Capita che una persona ami due cuori: Milena farà di tutto per non spegnere questa nuova speranza.

Arriva il giorno delladdio.

Chiara, Giovanni, io, Benedetta ed Edoardo andiamo a vivere altrove. Grazie per la vostra accoglienza, per lamore che non mi sarei mai aspettata! Non incontrerò mai più persone come voi!

Giovanni e Chiara si guardano. Già sapevano che tra Edoardo e Milena stava nascendo un sentimento puro, alto: lamore.

Tempo prima, Giovanni aveva avuto una conversazione difficile con Chiara.

Chiara! Qualunque cosa accada con Milena, voglio tornare con te. Il tuo cuore è senza fine. Mi perdonerai? Dobbiamo crescere insieme i nostri tre figli!

Secondo te? Non solo ti perdono, ma ti chiederò pure scusa! Vuol dire che qualcosa ho sbagliato anche io come moglie. La vita è la migliore maestra risponde Chiara, abbracciandolo.

E Benedetta? È nostra figlia, non deve pagare per gli errori dei grandi. La mia casa sarà sempre anche la sua, promette Giovanni.

Edoardo, Milena e Benedetta sono pronti a partire. Milena, sulla soglia, chiama Giovanni:

Ti prego, ama Chiara più della tua stessa vita. Non ferirla mai più. Io non ti dimenticherò! gli dice baciandolo sulla guancia.

Sii felice, Milena, risponde GiovanniGiovanni rimane per un attimo fermo sulla porta, lo sguardo fisso sulla sagoma di Milena che si allontana tenendo la mano di Edoardo e Benedetta saltellante tra di loro. Una nuova famiglia, uscita dal dolore, nata dallaccoglienza. Il sole cade basso sulle loro spalle come una benedizione silenziosa.

Quando richiude la porta, Chiara è lì, ad aspettarlo. Non cè più rabbia nei suoi occhi, solo la luce fievole della pace. Giovanni la stringe forte, tremando, e questa volta sente che non cè nulla, né burrasca né lontananza, che potrà mai separarli di nuovo.

Quella sera, riuniti attorno al tavolo con Francesca, Matteo e il piccolo Giovanni, la casa vibra di una quieta gioia ritrovata. Risate, bicchieri tintinnanti, il profumo del pane. Tutto sembra normale, eppure nulla lo è: ora ogni sguardo è più profondo, ogni gesto un dono prezioso.

Prima di andare a dormire, Chiara guarda fuori dalla finestra: nellaria fresca si avverte la promessa di nuove stagioni. Abbraccia i bambini, poi Giovanni, e sussurra: «La vita ci ha piegati, non spezzati. Siamo più forti perché sappiamo soffrire amando.»

Nel silenzio della notte, le due famiglie si addormentano sotto lo stesso cielo, con segreti e dolori diventati ponti, non muri. Al risveglio, ci sarà ancora da imparare a perdonare, ancora da costruire e da amare. Ma ora sanno che la vera forza è nel tenersi stretti, anche quando il vento porta via il velo, e nessuno sa spiegare da dove venga la felicità che, umile, bussa ogni giorno alla loro porta.

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