Amico dinfanzia
Scusa, Marco, ma mi sono innamorato di tua moglie.
Disse guardando verso lorizzonte, come se le parole gli fossero scivolate fuori contro la sua volontà.
Marco si bloccò. Sul suo volto comparve una miriade di sentimenti; il respiro divenne difficile.
Ti assicuro che non è successo nulla tra noi, continuò frettolosamente lamico, Giulia non sospetta nulla.
Marco rimase in silenzio. Il tempo sembrava essersi fermato.
E quando hai deciso che dovevo saperlo? chiese, freddo e calmo.
Siamo amici, rispose luomo, ancora a distogliere lo sguardo, pensavo mi avresti consigliato la sua voce tremò, tradendo lagitazione interiore.
Vuoi un consiglio da me? rise amareggiato Marco, ti sei infilato nella mia vita con tua moglie e vuoi che io vi benedica? Geniale!
No, non è così! Se volessi prenderla, lavrei già fatta, non ci sono dubbi. Mi conosci bene. Ma non posso. Tu sei come un fratello per me.
Fratello? si alzò dal divano, ti ricordi quando rapisti Anna a Luca? Allora giuravi unamicizia eterna.
Ah, quel ricordo! Quando era a scuola! Giulia è unaltra storia.
Esatto, è unaltra. Lei è mia moglie! Ed è incinta, se non lhai notato. Quindi vattene fuori dalla nostra vita!
Sul serio? Tradirai la nostra amicizia per una donna? la sua voce tradiva confusione e offesa.
Per la famiglia. Spero tu capisca la differenza. Poi è davvero giusto incolparmi di tradimento?
Non sei stato tu a iniziare tutto? fu la domanda velenosa, mascherata da amicizia. Vai al cinema con Giulia, non ho tempo, Aiutala con i lavori, Portala dai suoi genitori. Mi hai messo la tua moglie davanti! Io volevo essere utile! Capisci?
Esci, spalancò la porta Marco. Il suo sangue freddo era spaventoso. E non tornare più. Dimentica noi.
Va bene. Sai, amico, aspettavo un discorso diverso. Ora la mia coscienza è leggera.
Luomo uscì; non appena la porta si chiuse, agì subito.
Chiamò Giulia.
Dobbiamo incontrarci, è importante.
È successo qualcosa? si agitò lei, vieni, Marco è ancora al lavoro. Aspettiamolo insieme.
Non posso. Lui mi ha vietato di venire da te
Come? Perché?
Non lo so. Pensavo mi avresti spiegato.
Non capisco più nulla, disse Giulia, confusa, allora incontriamoci al parco
Si incontrarono.
Lei ascoltava senza interrompere, lui raccontava come Marco fosse scoppiato allimprovviso, lo avesse accusato di qualcosa di incomprensibile, parlando di rapporti inesistenti tra lui e Giulia Non mentiva, ma ometteva i fatti cruciali.
Tuo marito pensa che io stia distruggendo la vostra famiglia, concluse, fissando i suoi occhi smarriti.
Ma è una follia, sussurrò lei.
Marco è solo geloso, disse lui con apparente generosità, non ti è mai sembrato?
Vide il puzzle formarsi nella sua mente: domande improvvise del marito, il suo malcontento verso le amiche, sospetti costanti. Un terreno fertile per i dubbi
Cosa devo fare? domandò con voce ferma.
Parla con lui. Dì che non ha ragione. Che siamo solo amici.
Non mi crederà.
Allora non dire nulla, sfiorò delicatamente la sua mano, resta qui stasera. Che senta cosè stare solo
Giulia lo guardava spaventata; nei suoi occhi lottavano dubbio, paura, rancore verso il marito e qualcosa di nuovo, pericoloso.
Va bene, disse infine, ma conto sulla tua correttezza
Il primo passo fu compiuto.
Quella sera si comportò da amico comprensivo. Bevvero tè, ricordarono aneddoti divertenti, e lui colse i suoi sguardi, confusi ma sempre più interessati.
Quando Giulia si addormentò sul divano, lui non la svegliò
La mattina suonò il telefono. Marco, con voce rauca e assonnata.
Giulia è con te?
Sì, rispose lui senza battere ciglio, tutto a posto. Ha semplicemente deciso di non tornare.
Il silenzio calò. Immaginò il volto di Marco e provò una strana soddisfazione.
Dille Marco esitò, cercando le parole, che la porta è chiusa. Per sempre.
Riportò il ricevitore.
Giulia si svegliò, udendo la conversazione:
Cosè successo?
Marco non vuole più vederti. Ha detto che hai fatto la tua scelta.
Scoppiò in lacrime. Lui la abbracciò, pronunciando parole di consolazione senza sentire nulla. Perché piangeva per unantica felicità, se laveva spezzata così facilmente?
Una settimana dopo Giulia raccolse le sue cose.
Vado da mia madre, disse senza guardarlo, ho bisogno di stare sola, riflettere.
Certo, annuì lui, vai
Giulia partì, lasciandogli un addio:
Non credo più in te, né in lui, né in me stesso accanto a voi
***
Rimase solo in un appartamento vuoto. Il silenzio pesava, capovolgeva i pensieri.
Il piano, così chiaro e raffinato, si incrinò. Doveva farla oscillare tra loro! Voleva tormentare Marco, tenerla con sé, godersi la sua umiliazione. Ma lei se ne andò e rovinò tutto!
***
Si accasciò sul divano, fissando il soffitto. In testa riaffiorarono ricordi dinfanzia.
Il fortunato Marco! Sempre segnato il gol decisivo, superava gli esami senza studio, attirava gli sguardi delle ragazze. Per lui tutto era facile!
Linvidia si era accumulata per anni, silenziosa, corrosiva, finché divenne odio.
Poi la vita li disperse. E un incontro casuale li riunì.
Marco, ora imprenditore di successo, moglie bellissima, un bambino in arrivo. Il suo sorriso sereno, la sua sicurezza nel futuro, riaccese la vecchia, inespressa rabbia.
Non poteva più sopportare. Sentì unirrefrenabile voglia di buttare in ginocchio quel fortunato, di strappargli anche solo un frammento di felicità, anche solo per un attimo! Non si aspettava che tutto fosse così facile
***
Il telefono ruppe il silenzio. Numero sconosciuto. Una voce riferì un incidente. Giulia era coinvolta in un tamponamento mentre si dirigeva da sua madre
Marco rimase attonito, incapace di muoversi. Non era più un piano astuto, non era più vendetta. Era una tragedia!
***
Marco, saputo laccaduto, passò giorni e notti in ospedale.
Giulia, tra pianti e dolore, gli raccontò tutto: come lavevano convinta che il marito fosse geloso senza motivo, come lavessero persuasa a solo parlare per dargli una lezione. Marco ascoltava, stringendo la sua mano.
A lui non importava più lincidente. Era felice che la moglie fosse viva. Realizzò quanto avesse potuto perderla per sempre.
Qualche giorno dopo Marco tornò a casa per cambiarsi. Allingresso lo aspettava lamico dinfanzia, pallido, gli occhi che balzavano.
Come sta? tirò fuori un sospiro.
Marco, esausto, con lo sguardo spento, rispose pensando alla perdita del bambino:
È tutto finito.
Lamico impallidì ancora di più, credeva di non vedere più Giulia.
Non lho voluto! riversò parole come un fiume in piena. Sono stato geloso di te per tutta la vita! Tu avevi tutto, io nulla! Ti vedevo così felice e non ce lho più fatta! Ho deciso di rovinarti, di distruggere la tua famiglia, per farti soffrire! Non avrei mai pensato che se ne andasse, che accadesse così! Non volevo la sua morte!
Marco lo ascoltò in silenzio, poi disse:
Non ho mai contato su di te nulla di buono. Ma mi hai sorpreso, ti sei confidato. Spero ti senta più leggero.
Scusa, uscì un suono ruvido. Non immaginavo che sarebbe finita così
E pensaci più spesso, tagliò Marco. Dicono che aiuti. Addio.
Lamico scomparve nellandrone.
Rimase solo, immobile, incerto su quale strada prendere. Alla fine, con passo lento, si avviò verso lignoto.






