Che cosa farà adesso? chiese preoccupata Loredana, più a se stessa che a chi le stava accanto.
E che cosa? Ti manderò dei parenti a farti la proposta. Aspetta, rispose il giovane con calma.
Loredana tornò da una serata che avrebbe cambiato tutta la sua vita: allegra e misteriosa. Raccontò alle due sorelle minori, Giulia e Evelina, ogni dettaglio dellincontro con Alessandro. Le sorelle sapevano che Loredana era pazza di lui. Alessandro aveva promesso di sposarsi con Loredana in autunno, dopo aver finito i lavori importanti nella fattoria.
E così, quando si era concluso un appuntamento quasi intimo al fienile, luomo doveva per legge chiedere la mano della ragazza.
Ma nei campi il raccolto era già mietuto, gli spigoli dei grani erano nei granai, lanno nuovo si avvicinava e non cerano parenti in vista
La madre di Loredana, la zia Gianna, iniziò a notare dei cambiamenti nella figlia più grande. Loredana, di solito gioiosa, era diventata più triste e aveva preso peso in modo strano. Ci fu una lunga chiacchierata col cuore. Dopo la confessione amareggiata di Loredana, la zia Gianna volle guardare negli occhi il presunto suocero e, al contempo, capire se i parenti fossero spariti.
Senza pensarci troppo, la madre di Loredana si diresse al villaggio vicino dove abitava Alessandro. Lì la incontrò la madre del ragazzo, una donna ignara dei fatti della figlia e dei comportamenti del figlio. Gianna espresse tutto ciò che pensava, e le due donne si unirono contro Alessandro. Lui, con tono brusco, rispose:
Come faccio a sapere chi sarà il padre del bambino di Loredana? In paese ci sono tanti ragazzi. Devo riconoscere tutti i figli come miei?
Gianna rimase furiosa. Uscendo dalla casa, rivolse ad Alessandro ununica frase:
Che ti sposi per sempre, ladro!
Forse quelle parole arrivarono fino al cancelliere celeste. Alessandro finì per sposarsi quattro volte. Dal volto della madre Loredana intuì lesito amaro dellincontro delle due donne. Gianna, severa, ammonì tutte le sue figlie:
Al padre non dir niente! Risolveremo noi.
Loredana, parti per Roma a trovare i parenti. Quando nascerà il bambino, lo lascerai al reparto maternità, altrimenti le donne del paese faranno correre la lingua per tutta la vita, senza mai smettere. Che Dio voglia, tutto si sistemerà. Ah, ragazze, i peccati sono dolci, ma la gente è facile da ingannare
Il marito di Gianna era un uomo di cultura, conosciuto solo con il nome e il patronimico: Domenico Valeriano, maestro di scuola. Era severo ma giusto, tutti lo rispettavano e gli chiedevano consigli. Improvvisamente, sua figlia ha partorito un bambino! Un vero scandalo per il collettivo!
Gianna non poteva accettare una tale svolta, così mandò la figlia a vivere con i parenti. Quando suo marito le chiese cosa fare, rispose:
Che Loredana vada in città a lavorare. Ha ventanni, ed è già grande.
Le altre sorelle minori, più docili, furono affidate a una supervisione più attenta. Ma chi può tenere docchio tutto? La figlia di mezzo, Stella, fu assegnata alle scuole di Bologna, mentre Evelina partì per Firenze.
Nel villaggio, ogni parola si ascolta come un eco. Anche Domenico Valeriano sentì le voci che correvano sul suo stesso tetto. Scoprì dai suoi alunni che la sua famiglia era in crisi.
Allora, Domenico, furioso, rimproverò sua moglie:
Come hai potuto pensare di mettere il bambino in un orfanotrofio? È la tua prima nipote! Vieni a casa a vedere la bambina!
Gianna non si aspettava una reazione così violenta, ma aveva già trascorso lanno intero a piangere. Sapeva che la bambina era stata affidata a un orfanotrofio e temeva ogni visita. «Mia figlia ha mangiato il frutto ma ha perso la voce», piangeva, «e io ho paura di sentire il sangue della mia famiglia».
Ben presto Gianna e Loredana portarono la bambina al villaggio. La chiamarono Annina. Per un anno la piccola non seppe nulla della sua famiglia. Quel peccato lavrebbe seguito tutta la vita. Qualunque cosa Annina facesse, Loreda la accoglieva con pazienza e senza proteste.
Leducazione di Annina fu affidata al nonno Domenico, alla nonna Gianna e a Loredana. Loredana spesso ricordava lultimo appuntamento con Alessandro: lodore di erbe secche, i minuti dolci e intensi sul fienile Loredana amava ancora Alessandro, nonostante il suo tradimento, la sua menzogna, il suo fuoco nellanima. Che amore maledetto! Lamore non è una patata, non lo butti via dalla finestra
Così Loredana divenne madre single. Guardando Annina vedeva nei lineamenti del padre, e il suo carattere la richiamava a lui: una piccola combattente. Loredana viveva in una nebbia, nulla le era caro. Anche la piccola Annina, per quanto divertente, la rattristava. Ah, la mancanza di un padre
Quando Loredana compì venticinque anni, un giovane di nome Federico, cresciuto con lei come un fratello, iniziò a mostrarle attenzioni. Federico era figlio di una sorella di Gianna, sposata con un vedovo e tre figli. Federico, uno di questi, era un ragazzo serio e affidabile.
Loredana accettò a malincuore le avances di Federico. Non era facile con un bambino da accudire. Ma Federico sarebbe stato un ottimo marito, se non fosse stato per Annina Come la trattava? Federico conosceva ogni dettaglio della triste storia di Loredana. Loredana lo adorava fin da piccola; lui lavrebbe presa in moglie e avrebbe accettato anche i tre figli, ma non la piccola Annina
Così fecero un matrimonio popolare in stile di paese. Federico e la sua famiglia partirono per Roma, lontano dagli occhi indiscreti, portando con sé il segreto fragile. Loredana partorì poco dopo una bambina, Lucia. Per Federico le due figlie erano sue, e Annina divenne sua figlia adottiva. Non fece differenze tra loro.
Federico viveva e respirava la sua famiglia. Loredana divenne una brava padrona di casa, moglie e madre. Federico le ridiede vita, ricostruì unanima spezzata. Nella loro casa regnavano pace e comprensione.
Passarono dieci anni. Unestate, Annina, Lucia e altre quattro nipoti trascorrevano le vacanze estive a casa della nonna Gianna. Gianna, felice, passeggiava fiera per il paese: tre figlie sposate, tutti i nipoti e le nipotine.
Un giorno, la nipote di mezzo sistemava il vecchio ripostiglio. Tra giornali polverosi e quaderni di scuola, trovò un piccolo taccuino. Si sedette comoda, lo sfogliò e rimase senza fiato: Papà, non sei il mio papà! su ogni riga appariva il nome Alessandro. Capì che era il diario personale della zia Loredana!
La notizia le saltò fuori di bocca. Annina la raccontò subito alla cugina Anna. Anna, afferrato il taccuino come prova, corse da nonna Gianna chiedendo spiegazioni. La vecchia, con il cuore in mano, rivelò tutto, lamentandosi di non aver mai bruciato quel dannato quaderno.
Anna non riusciva a comprendere, a prendere sul serio quella terribile rivelazione. Che cosa le aveva nascosto quel padre per tutti quegli anni? Voleva incontrarlo subito. Gianna dovette dare lindirizzo di quel padre mai conosciuto.
Anna prese con sé la sorella smascheratrice e, insieme, si diressero verso il villaggio vicino. Alla porta della casa le accolse la madre di Alessandro. Riconobbe subito la nipote, senza parole. Annina, goccia a goccia, assomigliava al padre.
La donna si affrettò a preparare una tavola di dolci. Poi, in lacrime, si scusò con la nipote: Ti ho sempre ricordata, ma mio figlio non voleva che ci incontrassimo. Dal vicino si sentì Alessandro entrare.
Guardando le due sorelle dagli occhi azzurri, chiese:
Allora, ammettetemi, chi di voi è mia figlia?
Annina rispose con sfida:
Potrei essere sua figlia!
Alessandro la invitò a uscire in giardino. Annina uscì, ma un minuto dopo tornò furiosa. La madre di Alessandro, vedendo la tensione, invitò tutti a tavola, offrendo loro un bicchierino di grappa. Le ragazze risero:
Che fate? In città a questetà non beviamo! Siamo ancora piccole per lalcol.
E bevvero.
Non ricordarono più come tornarono a casa. Sul percorso, la curiosità di Annina fu più forte e la sorella le chiese:
Di cosa parlavi con tuo padre in giardino?
Di nulla. Mi ha offerto dei soldi, forse per comprare il silenzio. Non lho accettato. E poi, davvero, non mi è piaciuto quel papà. Non ti sembra? Il nome si lamentò Annina.
Gianna cercò di carpire ogni risposta dalle nipoti:
Come è andata? Cosa avete mangiato? Dovete dire a Federico e Loredana? si preoccupava.
Annina, senza mezzi termini, rispose:
Oltre a Federico, non ho altri padri!
Da quel giorno serbò rancore verso la madre. Condannò Loredana per aver temuto il pettegolezzo, per aver affidato la figlia al orfanotrofio.
Loredana, per il resto della vita, ripeteva:
Scusami, Annina, per la madre sbagliata!
Gli anni passarono. Annina e Lucia crebbero, si sposarono. Annina ebbe due figli maschi: il più grande era il riflesso del giovane Alessandro.
E Alessandro? Non ha mai dimenticato Loredana. Qualche volta la incontrava a Roma. Loredana partecipava a rare riunioni con lex amore, per mostrare a lui che viveva bene, senza aver bisogno di lui. Certo, non diceva ad Alessandro che Annina, da dieci anni, le impediva di vedere i nipoti e che lei stessa non lo vedeva più. I vecchi peccati gettano ombre lunghe.
Loredana lo sopportava, ma il suo conforto era il marito. Federico vedeva in Loredana un sole senza macchia. Non la rimproverò mai, né con parole né con sguardi. Prima del loro matrimonio, scherzò:
Una macchia su una mela rossa non è un difetto.
Loredana era ormai legata a Federico con lanima. Un uomo così non poteva non essere amato.
Arrivarono al cinquantesimo anniversario di nozze, la golden wedding. Vennero i figli, i nipoti, i pronipoti. Annina, nel pieno della festa, prese Loredana da parte, le lacrime agli occhi, e le disse:
Scusami, mamma! Per tutto, per aver giudicato!
Anche Alessandro, al telefono, fece gli auguri alla famiglia di Loredana:
Non vivrò fino al cinquantesimo anniversario. Sono stato con la mia ultima moglie per dieci anni. È la quarta che ho avuto Scusami, Loredana! Ancora non capisco perché, stolto, ti ho rifiutata.
Loredana non gli lasciò finire:
Non continuare, non serve. Se hai rifiutato, non mi amavi. Immagina, sono felice! Ho pagato per gli errori giovanili, ma ora ho tutto: il mio Federico! Non ti biasimo. Ti ho perdonato da tempo.
Addio, Alessandro.






