Anche le brave ragazze vengono lasciate: La storia di Anna, una donna di trentacinque anni dalla bellezza malinconica, che tra sogni di famiglia perfetta, delusioni coniugali e una carriera costruita con fatica, cerca di capire cosa desiderano davvero gli uomini moderni nell’Italia di oggi

Dallo specchio le faceva locchiolino Anna, una trentacinquenne bellissima, ma con lo sguardo malinconico degno di una canzone di Laura Pausini. Lei, sinceramente, non ci saltava fuori: cosa accidenti vogliono oggi gli uomini italiani? Peccato che alluniversità non ci siano lezioni Come rendere felici i maschi italiani. E allora perché tutto quel sangue amaro sui libri per la laurea col massimo dei voti?

Anna aveva sempre sognato la famiglia, il marito innamorato, i figlimagari pure tre, così per non farsi mancare niente. Sin da piccola guardava i suoi, genitori modello, marito e moglie inossidabili come la pasta Barilla. Anna si era sempre sentita di fretta, quasi avesse paura che il treno per la felicità chiudesse le porte in faccia proprio a lei.

Lincontro con Vittorio era stato alluniversità, va un po tu: sportivo, affascinante, intelligentelui calamitava tutte le ragazze e diventava subito la star di ogni tavolata. Si erano piaciuti subito, la sera di una festa allombra del Duomo. Vittorio era arrivato da Firenze per studiare Economia a Milano; lei invece viveva ancora con mamma e papà a Treviglio.

Dopo sei mesi lui tira fuori lanello. Anna ha detto sì, figurarsi, emozionata come alla finale di Sanremo. Si sono sposati appena chiusi i libri. Il marito, subito impeccabile: attento, spiritoso, premuroso. Vittorio, ingegnere in una ditta del gas; Anna, sportellista in banca. Benvenuti nella tranquilla provincia italiana.

Passano altri sei mesi e bum, Anna scopre di essere incinta. Ma Vittorio non fa proprio i salti di gioia.

Anna, come è potuto succedere? Mi avevi detto che era tutto a posto!

Vitto, non lo so davvero confessa lei, spiazzata dal tono da ragioniere in crisi. Ma non dovrebbe essere una bella notizia? Tanto un figlio lo volevamo, no? Forse era destino.

Destino? Ma va, Anna! Non è destino, è distrazione! Adesso dobbiamo pensare alle carriere, altro che bavaglini e pannolini.

Anna deglutisce lacrime. Non se laspettava questa botta stile freddo polare.

Annina, le dice alla fine lui, provando a rabbonirla. Magari è meglio aspettare ancora un po hai capito, no?

Anna lo fulmina con lo sguardo.

Ma sei fuori? Dai, se non ti va, non ti costringo. Decidi tu.

Sbattendo la porta dietro di sé, Anna si perde tra le vie di Milano, sotto i tram e le finestre col bucato. Il suo sogno di famiglia felice sembra ormai una pizza caduta per terra.

Una settimana di silenzi glaciali dopo, Vittorio torna sui suoi passi: si scusa e dice che ha riflettuto, che adesso la paternità lo rende felice come uno spot di pasta al forno. E allora Anna si commuove. Otto mesi dopo nasce Antonino.

Anna si dà anima e corpo alla maternità. Coccole, pappe, la casa sempre un gioiellino e la cena pronta ogni sera: la sua gioia era lì. Quando Antonino compie tre anni, Anna torna al lavoro, affidando il piccolo allasilo sotto casa, quello con le maestre dal sorriso facilissimo.

Si sentiva la madre più fortunata del regno eper una voltasembrava tutto perfetto anche allesterno: amici, parenti, i colleghi invidiavano quel quadretto da pubblicità. A casa Anna e Vittorio accoglievano spesso le vecchie facce universitarie, ormai sposate e con prole al seguito. E una sera, dietro un vassoio di crostini, Anna sente spifferi da spogliatoio maschile.

Vitto, che fortuna hai con tua moglie! Bella, sveglia, lavora, la casa splende, in cucina è una magapollice in su!

E non lo dire a me! aggiunge laltro. La mia invece fa solo richieste di soldi e rompe più di una moka rotta.

Eh, ma io sono uno in gamba. Altrimenti mica lavrei trovata così, risponde Vittorio, gonfiando il petto.

Risate virili a profusione. Ma le mogli tra di loroe spesso pure davanti ad Annaavevano opinioni decisamente più speziate.

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Anche le brave ragazze vengono lasciate: La storia di Anna, una donna di trentacinque anni dalla bellezza malinconica, che tra sogni di famiglia perfetta, delusioni coniugali e una carriera costruita con fatica, cerca di capire cosa desiderano davvero gli uomini moderni nell’Italia di oggi