Mi torna ancora alla mente quella sera, come un film sbiadito della memoria. Era già tardi pomeriggio quando fermavo la Fiat una via prima della casa di mia suocera, in una tranquilla strada di Firenze. Lorologio segnava le 17:45; ero arrivata ben prima del previsto. Forse, stavolta, apprezzerà la mia puntualità, pensai lisciando le pieghe del mio vestito nuovo. Sul sedile posteriore, nascosto in una raffinata scatola, riposava il regalo: unantica spilla che avevo rincorso per mesi tra i mercatini dantiquariato della Toscana.
Mi incamminai verso la casa e notai che la finestra del piano terra era socchiusa. Dal soggiorno, la voce di mia suocera, Lucia, arrivò chiara, accesa dalla conversazione con la sua amica Margherita:
No, Margherita, puoi crederci? Non si è nemmeno preoccupata di informarsi quale dolce preferissi! Ha ordinato una di quelle torte moderne Nostro figlio è sempre stato innamorato della millefoglie allitaliana, e lei, una pausa velenosa, non lo capisce proprio. Sette anni di matrimonio!
Mi fermai immobile, quasi che i piedi sincollassero alle pietre del selciato.
E te lho sempre detto non è adatta a Matteo. Lavora giorno e notte in quella clinica e non è mai a casa. Che donna di casa può essere? Ieri sono passata da loro: piatti sporchi, polvere sui mobili E lei, naturalmente, impegnata con unaltra operazione complicata!
Dentro di me tutto tacque, come se il cuore si fosse fermato. Mi appoggiai al cancello, le ginocchia che tremavano. Per sette anni avevo fatto di tutto per essere la nuora perfetta: cucinare, pulire, ricordare ogni compleanno, andare a trovarla quando era malata. E tutto questo per?
No, non voglio dire nulla, ma secondo te una donna così è la moglie giusta per mio figlio? Lui ha bisogno di una vera famiglia, di calore, di attenzioni Ma lei è sempre a qualche congresso medico, o di turno di notte! E i figli? Non ci pensa proprio! Ti rendi conto?
La testa mi ronzava. Senza pensarci, presi il cellulare dalla borsa e composi il numero di mio marito.
Matteo? Arriverò un po più tardi. Sì, tutto bene solo un po di traffico.
Mi voltai e tornai lentamente verso la macchina. Rimasi lì, ferma, a fissare il vuoto. Le parole di Lucia continuavano a rimbombarmi nella mente: Forse un po più di sale, Ai miei tempi le donne stavano a casa, Matteo lavora tanto, ha bisogno di coccole
Un trillo mi scosse un messaggio di Matteo: Mamma chiede dove sei, sono già arrivati tutti.
Inspirai lentamente. Un sorriso strano si fece strada sul mio volto. Ebbene, mi dissi, se vogliono la nuora perfetta, gliela darò.
Accesi il motore e guidai verso la casa di Lucia. Il piano era nato in quellistante.
Niente più tentativi disperati di piacere. Era ora di mostrare alla famiglia come può essere una vera nuora italiana.
Entrai con il sorriso più smagliante che riuscissi a fingere. Mamma, tesoro mio!, esclamai abbracciando Lucia con una calorosità teatrale. Scusami il ritardo, ma sono passata da ben tre negozi per trovare proprio quelle candeline che ti piacciono tanto!
Lucia rimase impietrita dalla mia esuberanza. Ma io pensavo, iniziò, ma la interruppi subito:
Ah, e poi! Indovina chi ho incontrato per strada? La tua amica Margherita! Che donna squisita, sempre così schietta, vero? la guardai con un sorriso che sapeva di tutto, notando il pallore ficcarsi sulle sue guance.
A tavola, fui grandiosa nellarte della commedia. Servii a Lucia i bocconi migliori, decantando ogni suo racconto e domandando di continuo consigli per la casa.
Mamma, dici che il ragù deve bollire sei ore o sette? E i tappeti, meglio sbatterli la mattina o la sera? Forse dovrei cambiare lavoro in fondo, Matteo ha bisogno di una famiglia di quelle vere, non trovi anche tu?
Matteo mi osservava a occhi spalancati, i parenti si scambiavano sguardi interrogativi. Ma io continuai:
Pensavo quasi di iscrivermi a quei famosi corsi di economia domestica. Magari smetto con questa chirurgia In fondo, il nostro ruolo è quello di custodi della casa, vero, mamma?
Lucia tamburellava nervosamente la forchetta sul piatto. La sua sicurezza si scioglieva come zucchero nel caffè.
E come finì tutto questo? Ah, certe storie è meglio leggerle fino allultimo capitolo…






