Sfacciataggine senza confini
Dai, Giuliana, dimmi la verità, iniziò a lamentarsi Marco, davvero che differenza fa a chi affittiamo la casa? Ai nostri parenti o a estranei? I soldi sono sempre soldi.
Giuliana finì di stendere il bucato sul balcone. Pensò che sarebbe stato meglio se Marco avesse aiutato, invece di fare il seccatore.
Marco mio, rispose, la differenza sta nel fatto che ai parenti, quei soldi, non li vedi mai.
Stai parlando di Stefano? Marco sembrava seccato, Dai, è mio fratello! Ti dico che paga, cento per cento. Non ha nemmeno chiesto uno sconto. Vuole la casa a prezzo pieno per tutta lestate. Così almeno non dobbiamo cercare clienti ogni tre per due.
Marco, la casa è a Viareggio, mica in un buco sperduto. In cinque minuti trovo qualcuno che la vuole.
Ma allora spiegami perché ci tieni tanto ad affittare a degli estranei?
Con gli estranei è tutto più semplice: contratto, caparra, se non pagano li mandi via e pace. Con i parenti invece partono eh, Giulianina, sai, i bambini Paghiamo dopo. Il televisore labbiamo rotto, ma dai, non vorrai farcelo pagare?. Ho già visto come va. Tu non lo sai, ma io sì.
La casetta era arrivata a Giuliana dai suoi genitori, che abitavano a Lucca e la affittavano destate per arrotondare. Lei aveva fatto lo stesso. Ma una regola la metteva sempre: niente amici e niente parenti. Troppi amici dei suoi genitori lavevano presa per una casa gratuita.
E dimmi un po come finiva? chiese il marito.
Che loro non pagavano, e neppure si scusavano. Anzi, dicevano: Ma che vi costa farci stare un po qui?. No, la casa è un affare, non un pensionato gratuito per la tua famiglia.
Stefano si era convinto che tre mesi al mare sarebbero stati lideale per sua moglie e i loro tre figli. Lavorava poco in estate, poteva godersi la vita. E Giuliana era certa che in fondo non voleva davvero pagare.
Non sta mica chiedendo di dormire gratis! insisteva Marco, Ha promesso di versare tutto.
Allinizio promettono tutti così.
Perché dobbiamo infilarci in questo pasticcio? Ho sempre gente in lista che paga il prezzo giusto. Fanno un contratto, dormo tranquilla. Niente parenti. Niente amici. Gli affari sono affari.
Era difficile contraddirla, ma Marco provò con una carta nuova:
Daccordo, non hai fiducia in Stefano. Ma almeno in me sì?
Giuliana aspettò che continuasse.
Certo. E allora?
Se Stefano non paga, i soldi li metto io. Davvero. Cercherò qualche lavoretto extra, di sera, nel weekend, e tutti i soldi che tiro su sono tuoi. Non nostri: tuoi.
Non pensava che per Marco fosse così importante. Forse, se lui ci crede tanto, potrebbe anche provarci
Tu sai come convincermi, eh sospirò lei Ma da oggi la responsabilità è tua. Ok.
Allestate mancava ancora un po’, così Giuliana si tranquillizzò e decise di fidarsi del marito per una volta.
Arrivò giugno. E le grane subito dietro. Marco chiamava Stefano un giorno sì e uno no per ricordargli di pagare almeno una mensilità come anticipo; le risposte erano sempre vaghe.
Sì, sì, tranquillo! I soldi? Aspetto che un cliente mi saldi un lavoro grosso, dice che paga a fine mese, appena arrivano i soldi ti giro tutto, scusami se ritardo ma è andata così, non preoccuparti!
Arriva la fine di giugno.
Dei soldi, nessuna traccia.
Giuliana, per un mese, aveva tenuto la bocca chiusa. Non chiedeva, non si arrabbiava. Era Marco che aveva voluto gestire tutto lui così lasciò fare. Non voleva umiliarlo, ma dopo lennesima telefonata col fratello, non resistette:
Allora? Ha finalmente saldato?
No, Stefano aspetta sempre che il cliente gli versi il saldo dellultimo lavoro. Ma ha promesso che appena arrivano ci paga tutto subito.
La scusa non era nemmeno cambiata da settimane.
Le stava per uscire un bel ma va.
Te lo dicevo io: i parenti hanno sempre una buona scusa per non pagare puntuali.
È solo sfortuna, Giuliana! balbettò Marco, Non lo fa apposta! Dai, lo conosci capita a tutti! Bisogna solo aspettare.
Sì, e intanto aspettiamo settembre, giusto? Quelli si portano via le valigie e ci lasciano un semplice Grazie, vi sentiamo più avanti?.
Giuliana, ma in fondo tu non perdi niente. Se serve faccio qualche lavoretto extra.
Tu? Adesso?
Marco si ammosciò.
Dai, un paio di settimane ancora. Se proprio Stefano non paga ci metto io i soldi, okay?
Tu ti sei preso questa responsabilità. Io non ti ho obbligato. Quindi ora dimostra quanto ci tieni!
Latmosfera a casa cambiò, Marco cominciò a parlare meno con Giuliana.
Arrivò luglio. Lafa era insopportabile. La sera Giuliana intravedeva Marco che cercava lavoro su internet, ma senza mai chiamare davvero.
Marco, lo sai che oggi è il trenta del mese? Due terzi dellestate sono volati e ancora qui di soldi nemmeno lombra glielo ricordò una sera.
Ancora niente Ma
Appena arrivano, subito.
Ha detto che appena arriva il bonifico ci paga tutto, ci mette pure qualcosa in più per il disturbo!
Io non credo più a queste promesse. Sei stato tu a garantire. Mi hai detto: Pago io. Allora, dovè il secondo lavoro?
Era chiaro che Marco, dentro di sé, non aveva nessuna voglia di spaccarsi la schiena per gli errori di altri. Parlare è facile. Sudare per mantenere le promesse è tutta unaltra storia.
Troverò però non posso mica andare a caricare pacchi col mal di schiena che ho.
Forse dovresti trovare il coraggio di mandare tuo fratello a lavorare, piuttosto! Tu mi hai fatto una promessa. O vai davvero a cercare lavoro, o chiamo Stefano io, e gli dico che senza almeno metà dei soldi entro venerdì, devono lasciare la casa e punto. E i soldi, li vedrà davanti al giudice.
Marco sentì freddo nel sangue.
No, non chiamare Stefano! E poi in tribunale? Ma che dici? Ci fai fare una figura con la famiglia che gli dico a mamma? Che denuncio mio fratello, Giuliana, nessuno lo capirebbe!
Stefano non voleva pagare, Marco non voleva mantenere la parola però anche prendersela con la legge gli sembrava troppo. E così, improvvisamente, decise che la colpa era di Giuliana.
Brava, pensa tanto a me, eh! Non ti pesa mica vedere tuo marito dover sgobbare di notte per ripagarti, vero?
Non ti ho chiesto io di promettere! Sei tu che hai voluto!
Sì, ma non mi aspettavo che Stefano ci fregasse!
Io invece sì, replicò lei. Ho già visto questa scena troppe volte. E tu non mi hai ascoltata.
Va bene! Marco scivolava nel vittimismo, Però tu, Giuliana, non mi lasci mai sbagliare. Invece di sostenere, mi dai addosso
E cosa dovevo fare? Dire tranquillo Marco, lascia pure che ci usino la casa gratis e io come sempre muto? Sei stato tu a promettere!
Daccordo! urlò Marco, Cerco un lavoro extra e ti pago per Stefano, va bene? Se i soldi contano più di me, che sia!
La promessa era crollata, ma Giuliana ottenne ciò che voleva: Marco si mise a lavorare la sera come fattorino. Ma la amarezza restava. E lui, stanco, la guardava con rancore.
Tutta colpa tua, eh
Mia?
Sì!
Forse almeno così disse Giuliana, Capirai che essere buono a parole, sulla pelle degli altri, è facile. Quando invece tocchi il portafoglio, impari la lezione.
Giuliana, a dirla tutta, sperava ancora che Stefano si facesse vivo da uomo, ammettesse il torto e pagasse tutto. E quasi a volerle dare ragione, Stefano la chiamò. Proprio lei, non Marco.
Chissà, magari si sarebbe scusato e avrebbe saldato?
Giuliana, avrei una richiesta
Stefano, non ho tempo. Avreste già dovuto pagare agosto e ancora aspettiamo luglio. Ormai il problema è di Marco che ha garantito per te.
Sì, me lha detto! Poveretto, davvero. Però ascolta, mi si è rotta la macchina, tutti i soldi andati lì per sistemarla. Devo pensare a tornare su colla famiglia, laffitto lo vediamo dopo, va bene?
Scontato.
Giuliana chiuse la chiamata.
Marco, che aveva seguito tutto, la guardò sconfitto.
Hai ragione, ammise, Ho proprio sbagliato fidandomi troppo. Però tu non mi hai lasciato un margine derrore! Invece di consolarmi
Dovevo forse sorridere e dire pazienza? Sei tu che hai insistito a rimediare!
Sì, ma non pensavo che avresti accettato tanto alla leggera che mi ammazzassi di lavoro per coprire la sua colpa! Ti importa di me?
E a tuo fratello importa di te?
Non è cattivo, è che
Certo, non è cattivo mentre ci prende in giro a entrambi, vero? E io, che chiedo solo quanto mi spetta, sono la cattiva?
Marco abbassò lo sguardo.
Sembra proprio che per loro il momento difficile fosse solo allinizio.
A volte, nel voler aiutare chi amiamo, rischiamo soltanto di ferire noi stessi e chi ci sta accanto. Le buone azioni contano, ma la giustizia e il rispetto sono preziosi anche tra parenti. Bisogna saper dire no, per il bene di tutti.






