Skip to content
Search for:
Блискавка
Батьки
Дiти
Рецепти
Стосунки
Disclaimer
Home
Nothing found
It seems we can’t find what you’re looking for. Perhaps searching can help.
Search for:
You may also like
Софія все тягнула на собі: роботу, дочку та господарство. А Вадим безтурботно грав на приставці, зустрічався на вихідних з друзями, навіть по дочку в садочок лінувався піти. Поки в Софії не увірвався терпець, і вона подала на розлучення. І я її розумію, не може все жінка тягнути на собі!
0
711
La suocera ha deciso di vivere con noi. Ma non si aspettava che rimanessi in silenzio
0
7.3k.
Come convincere la figlia del marito ad andare dalla nonna? Non riesco ad accettare la sua bambina
0
283
Lo sguardo della madre: «Non sei degna di far parte della nostra famiglia!»
0
54
Abbiamo Finto di Non Essere in Casa per Evitare le Visite dei Nipoti
0
156
“Ecco! Prendi! È stato inutile” – urlò una sconosciuta al mio marito e gli porse in braccio un neonatoIl bambino, avvolto in un cuscino di lino, guardò il padre appena riconosciuto con occhi pieni di un silenzioso, impellente appello di speranza.
0
163
L’attesissima nipotina Natalia Michela non smetteva di telefonare al figlio, partito per l’ennesima volta per mare. Ma il segnale, come al solito, mancava. – Guarda che guaio hai combinato, figliolo! – sospirò lei preoccupata, componendo ancora il numero noto. Ma chiamare o meno non faceva differenza, la linea sarebbe tornata solo quando lui sarebbe arrivato nel porto più vicino. E chissà quando sarebbe successo. E adesso, con tutto quello che c’era in ballo! Natalia Michela non riusciva a dormire ormai da due notti – tutto per colpa delle ultime scelte del figlio! * * * Tutto era iniziato anni prima, quando Michele neanche immaginava che la sua carriera sarebbe stata sulle navi. Allora era già uomo fatto, ma con le donne proprio non andava: nessuna sembrava essere quella giusta! Natalia, con dolore nel cuore, assisteva al naufragio delle sue storie con ragazze per bene, secondo lei. – Hai un carattere impossibile! – gli diceva. – Niente ti sta mai bene! Ma chi la trova una donna che riesca a starti dietro? – Non capisco i tuoi rimproveri, mamma. Vuoi una nuora a tutti i costi, e non t’importa che tipo sia? – Non è vero! Mi basta che ti ami, che sia per bene! Michele taceva ostinatamente, e questo faceva infuriare Natalia. Come mai suo figlio, che aveva cresciuto e coccolato da bambino, ora si comportava come se conoscesse la vita meglio di lei? Chi dei due è il più esperto, in fondo? – E cosa aveva che non andava Anastasia?! – sbottava lei. – L’ho già detto. – Va bene… Anastasia forse era stata una scelta sbagliata, ma non mi arrendo. Dici che era falsa… ancora non capisco… – Mamma! Meglio non discuterne. Non era la donna giusta per me. – E Caterina? – Nemmeno. – E Giovanna? Carina, tranquilla, di casa… e sapeva aiutare! Non era perfetta? – Sì, era dolcissima. Ma poi ho scoperto che non mi aveva mai amato. – E tu amavi lei? – Forse nemmeno io. – E Marina? – Mamma! – Eh, ma così sei impossibile! Potresti mettere la testa a posto, sposarti, far figli! – Basta con questa discussione inutile! – a quel punto Michele se ne andava, spazientito. “Testardo come suo padre,” pensava Natalia con stizza. Gli anni passavano, le ragazze cambiavano, ma il sogno di vedere il figlio sistemato e poter coccolare un nipotino sembrava sempre più lontano. Poi Michele cambiò vita, accettando di lavorare sulle navi con un amico. Inutilmente Natalia cercò di dissuaderlo. – Ma dai, mamma! È una grande occasione. Si guadagna bene! Va tutto meglio per noi! – Che me ne faccio dei soldi, se poi non ti vedo mai? Pensa a farti una famiglia! – Anche la famiglia va mantenuta! Quando avrò figli, smetterò col mare. Adesso approfitto finché sono giovane! Dopo ogni viaggio, Michele metteva soldi da parte, regalò a Natalia una carta prepagata. “Così non ti manca niente!” – Ma io ho bisogno solo di un nipotino! – sospirava lei. Natalia non toccava mai quei soldi. Le bastava il suo stipendio da farmacista. “Li lascio lì, così magari un giorno Michele scopre che ha una madre parsimoniosa!” pensava. E così passavano gli anni: i rientri di Michele erano brevi e pieni di amici, birre, ragazze di una sera che ormai non presentava più a casa. Quando Natalia osò farglielo notare, ricevette una risposta brusca: – Meglio così, così non ti dispiace sapere che non ho intenzione di sposarle! La deludeva, ma quello che le fece più male fu quando la chiamò troppo ingenua: – Tu pensi sempre bene di tutti, mamma! Nessuna delle mie “fidanzate” era come sembrava. Quella frase la ferì: “Ingenua=stupida. Mio figlio pensa che io sia stupida!” Poi, una sera, vide Michele con una ragazza: si chiamava Milena, alta, magra, ricciolina, educata. Natalia se ne innamorò subito. Forse finalmente era quella giusta! Milena venne più volte a casa durante la licenza, e Natalia non stava nella pelle dalla gioia. Ma, partito Michele per un nuovo viaggio, Milena sparì. – Non la vedo più, mamma. Non chiedere altro! Natalia non riuscì mai a sapere di più. * * * Passò un anno, le visite di Michele si succedettero, ma di Milena non si parlava più. – Ma che aveva di male anche questa? – sbottò Natalia. – Mamma, riguarda solo me! Se ho chiuso, il motivo c’era. Non immischiarti! Le lacrime le salirono agli occhi. Michele ripartì per il mare, e Natalia, ferita, tornò alla routine. Un giorno, però, in farmacia entrò Milena, con una bimba nel passeggino. Natalia la riconobbe all’istante. – Milena cara! Che piacere vederti! Michele non mi ha detto più nulla, è partito senza dirmi niente! – esclamò Natalia. – Così è la vita – rispose lei piano – Noi stiamo bene così. Natalia la invitò a passare. Piano piano scoprì la verità: Milena era rimasta incinta, Michele le aveva detto di non volere la responsabilità e lei era rimasta sola. Pensava di tornare dai suoi genitori, perché a Milano era troppo difficile mantenersi con una bambina piccola. Natalia, spaventata all’idea di perdere la nipotina, insistette: – Venite a stare da me, Milena, con la piccola Anna! Ti aiuto io a trovare un lavoro stabile, qui avrai tutto! – Ma Michele che dirà? – Chi se ne importa! Ha fatto lui il guaio, ora ci penso io a rimediare! E così Milena e Anna si trasferirono da Natalia. Lei rinunciò a molti turni per stare con la nipotina, e Milena trovò un impiego, tornando tardi la sera, stanca ma felice. Intanto si avvicinava il ritorno di Michele, e Milena era sempre più in ansia. – Sicuro che ci caccerà via! – Non lo permetterò – assicurò Natalia. – Appena torna gliene dico quattro! Natalia voleva addirittura intestare la casa ad Anna, per fare tutto in regola, ma senza il consenso di Michele non si poteva procedere. Milena, però, man mano che si avvicinava il ritorno di Michele, diventava più inquieta, finché un giorno Natalia capì che la ragazza stava per andarsene. Arrivò finalmente il giorno del ritorno di Michele. Natalia sognava la scena: avrebbe sgridato il figlio e imposto le sue condizioni davanti ad Anna e Milena. Ma quando andò a svegliare le ragazze, trovò Anna sola: Milena era sparita. Suonò il campanello: Michele era tornato. – Mamma, chi è questa bambina? – chiese stranito. – Dovresti saperlo meglio di me! – Non capisco. Cos’è successo mentre non c’ero? – Ho trovato mia nipote, Anna! Ecco cos’è successo! – Quale nipote? Ho fratelli o sorelle che ignoro? – Non fare lo gnorri! Milena mi ha raccontato tutto! Michele rimase sconvolto. – Non è mia figlia, mamma! Milena ti ha solo preso in giro. Le interessavano i soldi. Controlla subito le tue cose: vedrai che si è presa quello che poteva! Il conto era stato svuotato. Milena era sparita nel nulla, lasciando solo la bambina. Natalia, in lacrime, fece denuncia. Passarono mesi, senza notizie di Milena. La piccola Anna fu affidata a Natalia, che ormai non riusciva più a farne a meno. Il test del DNA confermò che Michele non era il padre, ma madre e figlio decisero di adottarla comunque. Natalia riprese il lavoro per poter mantenere la piccola. Un anno dopo, Michele tornò dal mare… con una moglie, Sonia: – Mamma, questa è Sonia. Vivremo qui con te e Anna. – E Anna? – chiese sconcertata Natalia. – So tutto, signora Natalia – sorrise Sonia. – Ammiro quello che ha fatto, e se mi vorrà come aiuto per crescere Anna, sarei felicissima! – Io chiudo con le navi – aggiunse Michele – e insieme adotteremo Anna ufficialmente! Natalia si illuminò di gioia: – Ma che felicità! Entrate tutti, ho preparato di tutto! Adesso si ricomincia davvero, insieme!
0
107
Il mio gatto dormiva sempre con mia moglie, spingendosi contro di lei e allontanandomi con tutte e quattro le zampe; al mattino mi guardava con quella sua aria sfrontata e beffarda, mentre io mi lamentavo senza poter farci nulla – tanto era lui il cocco di casa, la “stellina” della moglie, che rideva mentre io restavo fuori dai giochi. A lui veniva preparata la migliore spigola, spinata e servita con la crosticina croccante, mentre a me toccavano solo gli avanzi del pesce che non voleva. Tra spintoni dal divano e piccole vendette, era una vera guerra tra me e il gatto, con i suoi “regalini” nelle mie ciabatte e la moglie che intanto lo coccolava, dicendo che me le meritavo. Finché una mattina tutto cambiò: urlò mia moglie e trovai il nostro randagio di sei chili imbufalito, che si scagliava su di lei come un toro davanti a un drappo rosso. Trascinai mia moglie in camera, tra graffi, urla e artigli, chiusi la porta e passammo il tempo a disinfettarci le ferite, chiamando il lavoro per spiegare che il gatto ci aveva aggrediti e dovevamo correre in ospedale. Poi, all’improvviso, una tremenda esplosione sconvolse il palazzo: la cucina devastata, un camioncino esploso sotto casa, sirene e macerie dappertutto. Restammo storditi, ci voltammo e il nostro “nemico” era in un angolo: piangeva sommessamente, la zampina spezzata. Mia moglie lo prese subito in braccio, corremmo dal veterinario e io, mentre guidavo come un matto, sentivo la musica malinconica di una vecchia canzone italiana alla radio. Il gatto conquistò il cuore di tutti in sala d’attesa, sfoggiando la bendatura, e una volta a casa la moglie gli cucinò di nuovo la sua amata spigola, lasciando le ossa e gli avanzi a me. Ma lui, zoppicante, provò a guardarmi con disprezzo, e io per la prima volta dividendo con lui la mia parte di pesce capii che, pur sentendomi un po’ sfortunato, con una moglie così e un gatto come lui, ero in fondo l’uomo più felice e fortunato del mondo. Da quel giorno il nostro gatto ha dormito solo con me, e ogni notte prego Dio di poterli avere accanto il più a lungo possibile: perché questa, dopotutto, è la vera felicità.
0
30