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Eppure aveva appena compiuto 59 anni… Aveva preso ferie dal lavoro, lamentandosi che il capo lo supplicava di lavorare ancora dieci giorni per non perdere i clienti, ma Ferruccio aveva deciso di non andarci più. Il giorno prima di partire si presentò dai superiori e chiese di essere lasciato in pace, promettendo di aiutare solo occasionalmente se davvero fosse stato indispensabile. Per qualche motivo non disse nulla alla moglie, e al mattino, invece di prepararsi per l’officina, si rigirò nel letto e si rimise a dormire. Silvia accorse dalla cucina, dove preparava la colazione, e scosse le mani: – Ancora dormi? Per chi ho preparato la colazione? Si raffredderà! – La mangio fredda, non vado al lavoro… – Come non vai? Ti aspettano, contano su di te! – Non vado, ieri ho lasciato il posto… – Ma smettila di scherzare, alzati! Silvia, sorridendo, gli tolse la coperta, ma lui non si mosse, si rannicchiò e si coprì di nuovo gli occhi. – Sono stanco, Silvietta… ho finito il mio tempo… Come quel motore al terzo intervento. I figli sono sistemati, io ho il mio gruzzolo, ora punto alla pensione… – Quale pensione, i ragazzi hanno una valanga di cose da fare, ristrutturazioni, devono ampliare casa, cambiare mobili, Sandro vuole prendere la macchina nuova, chi li aiuterà? – Lascia che si arrangino anche loro, noi abbiamo fatto il nostro dovere… Silvia, preoccupata, venne da me, raccontando il dialogo e chiedendo consiglio. Le dissi sinceramente: – È veramente stanco, lascialo riposare, non costringerlo a tornare subito in officina. Non è più un ragazzino che sta tutto il giorno sotto le auto, l’altra sera era piegato come un vecchio; quando l’ho visto da vicino, quasi non l’ho riconosciuto: “Sono davvero stanco…” mi ha detto. Ma Silvia non prese sul serio la questione: – Sarà solo un po’ giù di morale, altro che stanchezza! Chiamerò tutti i figli, che gli ricordino quanta roba c’è ancora da fare! – Silvia, non si può continuare così. Tuo figlio maggiore ha cosa, 45 anni? Presto sarà nonno e tu vuoi ancora aiutarlo? Lascia che siano loro ad aiutarti, la vecchiaia è dietro l’angolo… Lei ci rimase male e se ne andò. Una settimana dopo, tutta la famiglia si riunì a casa di Ferruccio e Silvia. Seduti intorno al grande tavolo, l’atmosfera era tesa e tutti sentivano che si trattava di una riunione speciale. Silvia prese la parola: – Papà vuole andare in pensione, che ne pensate? Dobbiamo decidere: d’ora in poi dovrete farcela da soli… Ferruccio intervenne: – Cosa vi pesa tanto? Guardate che figli avete! Siamo in due, e ci siamo sempre arrangiati a crescere cinque figli e a mettervi tutti su una buona strada. Non siete certo poveri. Non vi rimprovero, ma così dev’essere: i genitori devono aiutare i figli, ora però anche noi avremmo bisogno di una mano, io non ce la faccio più, temo di cadere dalla pedana dell’officina… Dopo una breve pausa, i figli cominciarono a parlare. Il primo fu Antonio, il maggiore, ma invece di chiedere come stesse il padre, iniziò ad elencare i suoi problemi, concludendo: – Ci dispiace, ma adesso non possiamo aiutarti, magari in futuro… Gli altri figli intervennero nello stesso tono. Alcuni avevano bisogno di una casa più grande, altri volevano l’auto nuova e tutti speravano che i genitori continuassero a dare una mano. Nessuno si domandava con che fatica mamma e papà avessero fatto tutto. Alla fine Ferruccio si alzò e disse, con tristezza: – Se è così, vorrà dire che continuerò a lavorare finché potrò… Il giorno dopo Silvia tornò da me, dicendo: – Hai visto? I figli sono venuti, hanno parlato con loro padre, poi sono tornati alle loro cose. “Stanco, stanco!” Anche io sono stanca, e adesso? Ferruccio tornò all’officina e lavorò ancora tre giorni. L’ambulanza lo portò via dal garage. Il suo cuore stanco non ha resistito e, di nuovo, i figli si sono riuniti al funerale e al rinfresco. C’eravamo anche noi, a sentirli ricordare il padre e raccontare che splendido nonno fosse stato. Mi è venuto voglia di chiedere: “Ma allora perché non l’avete protetto prima, quando vi aveva chiamato?” Ecco la triste storia che è capitata alla nostra vicina. Oggi Silvia vive da sola, risparmiando su tutto, perché i figli hanno tanti problemi da risolvere…
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