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— Dopo la mia morte dovrai lasciare la casa, la lascerò a mio figlio… — Perdonami, Carla, ma quando non ci sarò più dovrai liberare questo appartamento: lascerò tutto a mio figlio. Ho già dato le disposizioni necessarie. Spero che tu non me ne voglia. Tu hai i tuoi figli; saranno loro a prendersi cura di te… La vita non è stata gentile con Carla: cresciuta in un orfanotrofio senza conoscere i genitori, si è sposata giovane per amore, ma la felicità con il marito è durata poco. Trentacinque anni fa, ancora giovane donna e madre di due bambini piccoli, è rimasta vedova: suo marito Antonio è morto tragicamente. Dopo cinque anni di grandi sacrifici per non far mancare nulla ai figli, Carla ha incontrato Renato. Per fortuna aveva una casa propria, ereditata dal marito defunto. Renato, di tredici anni più grande, possedeva un appartamento con tre camere e godeva di una buona posizione economica. Hanno deciso subito di convivere, e Renato si è affezionato ai figli di Carla come se fossero suoi: la figlia maggiore, Margherita, inizialmente diffidente, ma poi conquistata dalla gentilezza del patrigno; il piccolo Andrea ha subito iniziato a chiamarlo papà. Renato non ha mai fatto mancare affetto, attenzioni e tempo ai figli di Carla, e sia Margherita che Andrea gli sono sempre stati riconoscenti. *** Ormai Margherita e Andrea vivono da tempo per conto proprio: Margherita si è sposata presto, mentre Andrea, che sognava di diventare ufficiale, ha lasciato la casa anni fa. Dieci anni fa, Carla ha riunito i figli per parlare con loro di qualcosa di molto importante. — Voglio vendere il nostro bilocale — ha detto loro —: c’è bisogno di fare la ristrutturazione qui. I mobili sono vecchi da sostituire, vanno rifatti gli impianti. Nessuno vive più lì, rischia di andare in rovina. Vendiamo e dividiamo i soldi? Margherita: — Per me va bene, mamma. Non rivendico la casa, ma una parte dei soldi ci serve: sai che dobbiamo continuare a curare mio figlio. Il figlio maggiore di Margherita è nato con una rara patologia e richiede costose terapie. Andrea ha aggiunto: — Sono d’accordo, mamma. La mia parte la dai a Margherita: che porti suo figlio a Milano a farsi curare. Io sto pagando il mutuo, la mia casa ce l’ho. La salute di mio nipote è più importante. Carla ha venduto il bilocale e con metà del ricavato ha aiutato Margherita, con l’altra metà ha ristrutturato completamente la casa di Renato, acquistando di tasca propria mobili ed elettrodomestici. Non poteva immaginare, dopo trent’anni di matrimonio, il torto che avrebbe subito da Renato. Quattro anni fa sono iniziati i problemi di salute di Renato: dolori lancinanti alle ginocchia, spesso incapace anche solo di alzarsi dal letto. Carla insisteva per portarlo dal medico, accompagnandolo anche nelle visite. Diagnosi: articolazioni da trattare d’urgenza e bisogno assoluto di perdere peso. Carla ha cucinato solo cibi salutari, seguendo la dieta prescritta nonostante la riluttanza di Renato, che continuava a protestare furioso: “Con questa erba morirò di fame!” Alla fine, con insistenza, Carla è riuscita a convincerlo a seguire le terapie. I farmaci non bastavano e Carla lo assisteva giorno e notte, anche in bagno. Renato peggiorava e figli di Carla cercavano di essere presenti il più possibile. *** Renato ha lottato per anni. Un giorno, durante una degenza in ospedale, Carla riceve la visita di un giovane sconosciuto: è Marco, il figlio che Renato non le aveva mai detto di avere, nato da un vecchio matrimonio. Da quel giorno i rapporti tra Renato e Marco si sono intensificati, Marco è entrato in famiglia e ha conosciuto anche Margherita e Andrea, accolto con cortesia. Carla gestiva i risparmi di famiglia, quasi tutti accumulati grazie ai suoi lavori di contabilità. Un giorno scopre che dal conto sono spariti 15.000 euro. Chiede a Renato, che risponde tranquillo: — Ho dato la carta a Marco, aveva bisogno di soldi. Stupita dalla semplicità con cui prendeva la situazione, chiede la restituzione della carta, ma Renato si rifiuta. Carla, esasperata, decide di bloccare la carta bancaria. Ne seguono rabbia e litigi, con Renato che la accusa di avarizia verso suo figlio. La situazione degenera al punto che Carla decide di prendersi una pausa, rifugiandosi per qualche giorno da Margherita. Tornata a casa, trova Renato sereno. Ma poco dopo lui le comunica: — Sono stato dal notaio; questa casa l’ho donata a Marco. Quando non ci sarò più, sarà lui il proprietario. Al tuo posto inizierei a pensare dove andare a vivere: da Margherita o da Andrea? Carla, amareggiata, si rende conto di non avere nessun diritto sulla casa in cui aveva investito tutto e nella quale ogni dettaglio portava la sua firma. — Grazie davvero, Renato — dice piano — forse è venuto il momento di pensare al mio futuro. Chiedi a Marco di venire a vivere qui con te: avrai la compagnia che ti serve. Prepara la valigia e va via, trasferendosi da Andrea che la accoglie volentieri. Renato non vuole concedere il divorzio, ma in tribunale Carla ottiene la separazione, venendo etichettata dall’ex marito e dal figlio come una cacciatrice di proprietà altrui.
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