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**Il secondo respiro** Fabrizio non era uno splendore come Marcello Mastroianni. Lavorava come semplice
**12 Luglio** “Mi sembra, o siamo di nuovo insieme?” — Assunta si strinse a Sandro. “
Tu sei il mio mondo Luca e Ginevra abitavano nello stesso palazzo, sullo stesso pianerottolo, al quinto piano.
La macchina sfrecciava per la città di notte. Dentro c’erano un uomo e una donna. A vederli, sembravano
**18 Luglio, Milano** L’ambulanza sfrecciava per le strade con le sirene accese, le auto si accostavano
Oggi ho incontrato lei per prima, con lei vai, ho detto al cane. Mi mancherai. Il treno regionale rallentava.
— Mi è sembrato o siamo di nuovo insieme? — Anastasia si strinse a Sandro. — Che ne dici? Non male, vero?
Ecco la storia adattata alla cultura italiana: *Quando le cose non sono come sembrano* Alessia tornava
“Faccio quello che voglio! Questa è casa mia anche! Se non ti piace, vattene!” urlò Alessandro
**Il Ritorno** “Livia! Dove sei? Livia!” Caterina entrò di corsa in casa, scrutò la stanza
“L’hai incontrata per prima, vai con lei,” disse Luca al cane. “Mi mancherai.”
**18 Luglio, Milano** L’ambulanza sfrecciava per le strade con le sirene accese, le auto si accostavano
**18 Luglio, Milano** L’ambulanza sfrecciava per le strade con le sirene accese, le auto si accostavano
“Olga, non serve tutto questo. Sono sposato e amo mia moglie,” disse lui con una frase già pronta.
**Il Ritorno** “Beatrice! Dove sei? Beatrice!” – Caterina entrò di corsa in casa, scansionò
**L’Adolescenza** Lucia tornava a casa esausta, svuotata. In una mano stringeva la borsa, nell’
**Secondo Vento** Edoardo non era un adone come Marcello Mastroianni. Lavorava come semplice ingegnere
25 settembre 2023 Mi sono fermato con l’auto non lontano dall’alto recinto di metallo.
**18 Luglio, Milano** L’ambulanza sfrecciava per le strade con le sirene accese, le auto si accostavano
**L’Adolescenza** Lucia tornava a casa stanca e svuotata. In una mano stringeva la borsetta, nell’altra
Oggi ho deciso di scrivere questo pensiero che mi tormenta. — Carlotta, ciao. Perché mi hai chiamata
Vittorio fermò l’auto vicino a un alto recinto di ferro. Una volta era di legno. Esitò, chiedendosi
**Tu sei il mio mondo** Lorenzo e Giulia vivevano nello stesso palazzo, sullo stesso pianerottolo, al
Il ronzio del motore dell’auto cullava dolcemente, mentre l’abitacolo odorava di pelle e
—Mi sembra o siamo di nuovo insieme? — Nunzia si strinse a Sandro. —Allora? Non male, vero?
























