Che fretta di sposarsi! – Una serata movimentata in casa Russo: tra confessioni, lacrime, una gravidanza inattesa e la visita a sorpresa di Oleggino, l’amore dei giovani metterà alla prova due famiglie e riaccenderà i valori cari di solidarietà, comprensione e responsabilità all’italiana

Non riuscivo a ricordare se fossi sveglio o immerso in uno strano sogno romano: tutto sembrava sospeso, come i lenzuoli bianchi sventolanti tra i palazzi di una città irreale.

Leo, arrivi presto? La voce di mia moglie, Paola, risuonava nella stanza come una campana sommersa.

Sì… sono quasi arrivato, sono nelle vicinanze del Colosseo, o forse era un panificio gigante, risposi, incapace di capire se stessi ancora lavorando o già galleggiando nel sogno.

Dai, non tardare! Devo parlarti di qualcosa, qui succedono cose strane, insisté Paola, la sua voce tremolava come un flauto stonato.

Qualcosa è successo? chiesi, e la mia ansia prese la forma di uno stormo di passeri sul davanzale.

Non ancora rispose lei, ma dobbiamo parlare.

Quindici minuti dopo, o forse quindici secoli, inserii la chiave nella porta dellappartamento, sentendo il tempo curvarsi come una pizza troppo cotta. Paola mi accolse con uno sguardo severo e un bacio che sapeva di basilico.

Che sta succedendo qui? chiesi con circospezione, guardando il lampadario, che pareva applaudire piano.

Tolgiti quella cravatta, e lava le mani ordinò Paola spingendomi gentilmente verso il bagno, mentre indossava un grembiule di nuvole.

Una volta ripulite le mani e cambiato abiti (o erano piume?), la seguo nella stanza di nostra figlia. Caterina era seduta appallottolata sul divano, occhi rossi come ciliegie sotto il sole di giugno.

Che succede qui? domandai, controllando che il pavimento non si trasformasse in canali veneziani.

Chiedilo a tua figlia sbuffò Paola, dai, racconta a papà cosa ti sei messa in testa!

Caterina si avvolse ancora di più sulle sue ginocchia e guardò verso la finestra dove San Pietro stava versando spritz.

Sentite, ragazze, dissi battendo la mano su un tavolo che rispondeva con un mi bemolle, o parlate davvero, serenamente, o risolvetevela tra di voi, che io vado a mangiare i supplì.

Qui ci si vuole sposare! dichiarò sarcastica Paola, mentre una mandria di pecore passava lenta dietro la finestra.

Ah, davvero? Subito, così? E con chi, se posso? rimasi spiazzato, come se avessi trovato un cammello nel bagno.

Dato che Caterina si ostinava a restare muta, la mamma tornò all’attacco:

Federico Mannucci, quello con gli occhiali spessi e la pelle come i ceci. Viene spesso qui.

Federico Mannucci eh… Allora, Caterina? domandai, con un sopracciglio che si trasformava in piccione.

Silenzio, e ancora silenzio. Poi sbottai:

Basta giochi da partigiano a una grigliata, Caterina! È ora di parlare chiaro gridai, e la stanza si allungò come pasta fresca.

Io e Federico ci amiamo! esplose mia figlia. È il migliore e ci sposiamo!

Almeno finalmente capisco qualcosa sospirai, sta nella tua classe?

Sì, siamo primi al primo anno, rispose con dignità ferita.

Primo anno… bambini, mormorai, oppure era lacqua che lo diceva.

Non siamo bambini! Abbiamo diciottanni, siamo adulti!

Quindi, se siete adulti, parliamo da adulti. Dove vivrete? E con quali soldi?

Non importa! Lamore basta! replicò Caterina, con la passione di una Vespa accelerata.

Quanti anni hai, Caterina? Mi sembri una bambina alle elementari. Anche con lamore, si deve mangiare, dormire, pagare affitto, no? Domani vi sposate di corsa, vi brucia il suolo sotto i piedi? Invita pure Federico, conosciamolo, incontriamo i suoi genitori… Dico bene, Paola?

Sì, disse, stringendo le labbra. Cè un piccolo dettaglio: hanno un motivo per la fretta…

Lo chiamano per il servizio civile? Ma gli studenti non lo fanno più…

No, disse Paola, voltandosi verso Caterina vuoi dirlo tu?

Non sto zitta, sbuffò Caterina, io e Federico aspettiamo un bambino.

Il silenzio calò come il sipario alla Scala.

Interessante, borbottai, e cosa volete fare?

Sposarci! Tenere il bambino! E non provate a convincermi a… a quella cosa! Il nostro bambino vivrà!

Nessuno vuole obbligarti a nulla, sospirai, i genitori di Federico lo sanno?

Gli doveva parlare oggi, poi ci saremmo sentiti.

Ha chiamato?

N-no.

Quando chiama, vieni da me. Intanto lasciatemi cenare: con questi colpi di scena sento il gelato sciogliersi nel cervello.

Ci sedemmo in cucina, Paola mise sul tavolo un piatto caldo di pasta che odorava di nostalgia. Poi, come una nuvola carica di pioggia, arrivò la notizia: i genitori di Federico non volevano sentirne parlare, litigio feroce, famiglia divisa come una mela marcia.

Quindici minuti dopo, Caterina entrò con il cellulare, la bocca tremante.

La mamma di Federico… Vuole parlare con uno di voi…

Paola fece un passo indietro come davanti a una focaccia bruciata.

Tocca a te, disse.

Presi la chiamata, il telefono sembrava gelato.

Pronto, sono Leonardo, il papà di Caterina.

Lucia, la madre di Federico. Oggi nostro figlio ci ha detto che frequenta vostra figlia e… beh, evidente che si sono già lasciati trasportare. Hanno grandi progetti. Siete informati?

Sì, parola con Caterina oggi.

Bene. Ma tenete presente che noi siamo assolutamente contrari a queste folli… fece una pausa velenosa …idee! Federico deve studiare, laurearsi, trovare un lavoro, non fare il padre in primo anno duniversità! Il matrimonio e la gravidanza non sono nei nostri programmi!

Nemmeno nei nostri, ma ora Caterina aspetta un bambino da vostro figlio. Cosa proponete?

Questi sono problemi vostri, signor Leonardo. Primo, non sono neppure sicura sia figlio di Federico. Secondo, anche se fosse, non ci farete accettare il matrimonio solo per una gravidanza. So come vanno queste cose, ma come madre farò di tutto per allontanare mio figlio da vostra figlia. Mio marito la pensa uguale. Federico sta con noi, ci ha già detto che vuole chiudere, che non la disturbi mai più. Si arrangi, abortisca o tenga, non ci riguarda. Arrivederci.

Gli squilli si persero come gondole nella bruma. Guardai Paola e Caterina, e dissi con voce greve:

Avete sentito? Nessun aborto, nessuna colpa: sarà dura, ma non impossibile. Quando sarà il momento, prenderai una pausa dagli studi, poi tornerai in pista, non sei la prima né lultima. Ti aiuteremo, con i soldi e con il bambino. E a quelli… gliela faremo vedere. Ora, calmatevi, piangete pure, ma domani è un altro giorno.

A Paola sussurrai:

Meglio che Caterina stanotte dorma con te, così stiamo più tranquilli. Io dormo in camera sua.

Unora dopo, il campanello suonò come la campana di San Marco alle prime luci.

Chi diavolo sarà? sbuffai.

Entrai in salotto con uno strano ragazzo dagli occhiali spessi e la pelle da adolescenti.

Federico! Caterina gli saltò al collo. Sei venuto per me?

Sì, per te. Signor Leonardo, signora Paola, sono qui per Caterina.

Dove la porteresti?

Non lo so, forse affittiamo una stanza. Siamo maggiorenni, quindi chiediamo solo di non ostacolarci! Vieni, Caterina?

Ovunque!

Fermi tutti, dissi alzando una mano, alcune domande per la stampa: tua madre dice che tutta la famiglia è contraria, anche tu.

Non è proprio così. Lha deciso lei, il papà sta zitto per abitudine… ho solo fatto finta di essere daccordo per evitare che mi chiudessero in casa. Ho preso il portafogli, la carta e sono venuto qui.

Interessante esclamai. Ma su quali soldi contate?

Ho messo da parte qualcosa lavorando la sera, ho un blog, un canale, i miei follower ci viviamo qualche mese, poi cerco altri lavori.

Non è male Paola, lo lasciamo andare?

Non so… di notte, poi…

Giusto. Oggi Federico dorme qui, ospite degli amici, niente avventure notturne. Domani prepariamo la verità alle famiglie, ma senza litigare. E, soprattutto, non abbandonate luniversità! Quando arriverà il bambino daremo una mano, ma dovrete cavarvela. Il matrimonio lo faremo in silenzio, niente festoni. Più avanti si festeggia. Daccordo?

Sì, risposero insieme.

Io però desideravo una vera festa, con velo, limousines, fiori…

Non adesso! Ci sposeremo in silenzio, tra un anno, magari…

Va bene, come vuoi…

Allora, tutti a letto, domani si ricomincia.

Più tardi, Paola mi fermò in cucina:

Leo, ma come hai fatto a cambiare idea così in fretta?

Paola, dopo aver parlato con quella donna… mi è venuta una rabbia, giuro! E questo ragazzo, che pensavo un mammone, invece è più uomo di quanto sembri. Per una così, vale la pena. Penso che possiamo fidarci di lui.

Come sempre hai ragione, amore! mi disse lei. Poi mi baciò sognante, e andò a sistemare tutti nelle loro stanze che, chissà come, odoravano ancora di mare e pasticcini.

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