**Diario Personale**
Che cos’è quel vestito “da campagna”? Mia sorella mi ha umiliata davanti a tutti. Ma il mio “regalo” di risposta l’ha fatta scappare…
Immaginate la scena. La mia Carlotta è una fashionista, magra come un chiodo, sempre impeccabile. Io, invece… io sono una donna normale. Un po’ di chili in più, qualche ruga che compare. La vita va avanti, cosa volete farci.
Ogni nostro incontro si trasformava in una piccola tortura. Non lo faceva per cattiveria, ma con le “migliori intenzioni”. Si avvicinava, mi scrutava con quello sguardo a raggi X e cominciava:
“Stefy, ma questo vestito non ti gonfia? Sembra qualcosa della nonna…”
“Stefy, dovresti cambiare pettinatura, questa ti aggiunge cinque anni!”
“Ragazze, guardate che rossetto! Un colore che nessuno porta più da dieci anni!”
E tutto con un sorriso dolce, quasi compassionevole. Come se volesse aiutarmi. E io, dopo ogni suo “complimento”, mi sentivo a pezzi, senza voglia di guardarmi allo specchio per una settimana.
Fa male? Tantissimo. Non sono già una modella, e poi mia sorella continua a colpire dove fa più male.
All’inizio sopportavo, scherzavo, cambiavo argomento. Ma l’ultima goccia è stata il compleanno di mamma.
Mi ero preparata con cura: vestito nuovo, acconciatura, trucco. Mi sentivo una regina!
Eravamo tutti al ristorante, parenti, amici, tutti eleganti e festosi. Quando Carlotta si avvicina, mi guarda dalla testa ai piedi e, a voce alta perché tutti sentissero, dice:
“Stefy, ma che vestito è? Da ridere e da piangere… Sembra quello della zia Pina del paesino. Potevi almeno chiedermi un consiglio, ti avrei trovato qualcosa di decente!”
In quel momento, ho sentito la terra mancarmi sotto i piedi. Mi aveva umiliata davanti a tutti! E il mio umore festivo? Andato in fumo.
E poi, qualcosa in me ha cliccato. Basta stare zitta! Ora tocca a me. E io, ragazze, mi ero preparata benissimo per questo compleanno…
Non ho fatto scenate. A che serve? Ho respirato profondamente, sorriso dolcissimo, e poi…
“Carlottina!” ho esclamato con entusiasmo. “Grazie di cuore! Apprezzo davvero la tua gentilezza! Sei una vera esperta nel trovare i difetti negli altri!”
Lei si è illuminata, pensando forse che la stessi lodando. Ingenua…
“Visto che sei così informata su tutto,” ho continuato, prendendo una scatola che avevo preparato, “ho deciso di farti un regalo!”
Tutti i presenti si sono voltati verso di noi. Le ho consegnato una bella scatola con un nastro. L’ha aperta con impazienza, immaginando chissà quale profumo o cosmetico.
Ma dentro, ragazze, c’era un certificato stampato su carta pregiata: una consulenza con un famoso psicologo, dal titolo “Come aumentare l’autostima senza umiliare gli altri”. E, naturalmente, l’ho letto ad alta voce, perché tutti sentissero!
“Ecco, sorellina!” ho aggiunto mentre mi fissava sbalordita. “Ho pensato che ti sarebbe utile. Così impari a sentirti sicura di te senza sminuire chi ti sta intorno. Colpo al cuore, no?”
La sua espressione è stata impagabile: prima confusa, poi consapevole, infine le guance rosse come peperoni.
Nel ristorante è calato il silenzio, finché uno zio non ha scoppiato a ridere. E poi tutti gli altri. Tutti i suoi commenti velenosi erano esplosi in faccia a lei. Voleva sminuirmi, e invece si è ridicolizzata da sola.
Il finale è arrivato subito. Carlotta ha borbottato qualcosa, ha afferrato la borsa ed è scappata…
E sì, ci siamo riconciliate. Siamo sorelle.
Da quel giorno, non ha più fatto un solo commento sul mio aspetto. Quando ci vediamo, parliamo solo del tempo. E sapete una cosa? È meraviglioso.
Ecco la mia storia. Se vi è piaciuta, fatemelo sapere! E raccontatemi le vostre esperienze nei commenti. E se la condividete con un’amica… ancora meglio!