Lanno scorso nostro figlio è andato a passare lestate dalla nonna. Era talmente emozionato per le vacanze che aveva già la valigia pronta settimane prima e sembrava voler restare via a tempo indeterminato.
La nonna si è data proprio da fare con lui. Era tutta felice e gli ha dedicato 24 ore su 24. Permissiva come pochi: gli lasciava fare qualunque cosa gli passasse per la testa. Appena arrivato nel paesino tra le colline toscane, Marco si è sentito subito un uomo libero. Era davvero in paradiso. Da anni sognava di tornare dalla nonna: i genitori, per lui, non avevano giurisdizione lì. Ma questanno la libertà non è arrivata come laveva immaginata.
Quasi in contemporanea al nipote, è arrivata anche la seconda figlia della nonna, cioè mia sorella, che passa più tempo in giro per lItalia che a casa. In effetti, quando smette di viaggiare per lavoro, si piazza lì. Non è sposata, le ferie sono una sorta di miraggio per lei. Ma mio figlio, abituato a trovare solo i nonni, nemmeno lo sapeva. Fino a quel momento la zia Bianca era quellapparizione magica che vedeva solo su FaceTime e che portava regali una sorta di fata delle consegne, insomma.
Il sogno, però, è durato poco. Appena si sono trovati a convivere per un paio di giorni, la zia ha iniziato a fare notare cosette: non le piaceva che Marco sbattesse le porte, o come piegava i vestiti, o quante ore passava col cellulare in mano. Insomma, sembrava gli avesse installato un GPS addosso. Marco, ovviamente, ci è rimasto male. Un giorno va dalla nonna e, con la faccia da tragedia greca, le fa: Nonna, ma quanto è antipatica la zia! Ma quando se ne va?
La nonna ha cercato di spiegargli che la zia non era cattiva, stava solo facendo la sua parte di educatrice. Ci vuole rispetto, bisogna ascoltarla! ha detto la nonna come fosse un mantra toscano. Ma Marco niente, continuava a brontolare. Finché, al prossimo rimprovero della zia, si è fatto coraggio e le ha detto che il comando lì spettava solo ai nonni, che lautorità zia non era riconosciuta!
Bianca ha sorriso sotto i baffi, ma poi ha preso fiato e per mezzora ha spiegato che anche lei viveva lì ora, e che quindi aveva diritto al suo piccolo regno di autorità. Dopo quellepisodio, Marco ha deciso di porgere le scuse solenni e, miracolosamente, non ci sono più stati drammi.
Credo che sia stato un bel bagno di realtà per lui: pensava di essere in ferie, invece si è ritrovato sotto controllo come a casa, ma con accento diverso. Ogni volta che ci ripensiamo, ridiamo da matti. E da allora abbiamo consigliato a mia sorella di tornare a trovare la famiglia un po più spesso, che magari non avrebbe fatto danni!



