Rimarremo da te per un po’, perché non abbiamo abbastanza soldi per affittare una casa! mi dice la mia amica.
Sono una donna molto attiva. Anche se ho ormai 65 anni, riesco ancora a viaggiare, scoprire posti nuovi e incontrare persone davvero interessanti. Ricordo con dolcezza e nostalgia gli anni della mia giovinezza. Allora le vacanze si potevano trascorrere ovunque si volesse! Si poteva andare al mare. Si poteva campeggiare con amici e compagni. Si poteva partire per una gita in barca su qualsiasi fiume. E tutto questo si faceva con pochi euro.
Purtroppo, tutto questo è passato. Ho sempre adorato fare nuove conoscenze: incontravo gente in spiaggia, o anche a teatro. Con molti amici ho continuato a sentirmi per anni.
Un giorno ho conosciuto una donna di nome Alessia. Abbiamo condiviso lo stesso bed and breakfast di Rimini durante le vacanze. Ciao ciao, ci siamo lasciate come amiche, dopo qualche tempo ci siamo scambiate qualche lettera.
Un giorno mi arriva un telegramma, senza firma. C’era scritto solo: Il treno arriva alle tre di notte. Vieni a prendermi!
Non capivo chi potesse avermi mandato un messaggio simile. Ovviamente, io e mio marito non ci siamo mossi. Ma alle quattro di mattina qualcuno suona il campanello. Apro la porta e rimango senza parole: sulla soglia ci sono Alessia, due ragazze adolescenti, una nonna e un uomo. Avevano valigie e borse dappertutto. Mio marito ed io siamo rimasti interdetti, ma alla fine li abbiamo lasciati entrare in casa.
Alessia mi dice:
Perché non sei venuta a prenderci? Ti avevo mandato il telegramma! E ho anche pagato!
Mi dispiace, non sapevamo chi lo avesse mandato!
Beh, mi avevi dato il tuo indirizzo. Eccomi qua.
Pensavo che ci saremmo solo scritte qualche lettera, tutto qui!
Poi mi spiega che una delle ragazze ha appena terminato il liceo e vuole iscriversi all’università. Il resto della famiglia l’ha seguita per sostenerla.
Ora staremo qui da te! Non abbiamo abbastanza soldi per affittare una casa o andare in albergo!
Sono rimasta sconvolta. Non siamo neanche parenti! Dovevamo dare da mangiare agli ospiti tre volte al giorno. Avevano portato un po’ di cibo, ma non cucinavano mai. Mangiarono quasi solo le nostre provviste. E io dovevo servire tutti quanti.
Non riuscivo più a sopportarlo, così dopo tre giorni chiesi ad Alessia e ai suoi familiari di lasciare la casa. Non mi interessava dove sarebbero andati.
Scoppiò una lite. Alessia iniziò a rompere piatti e urlare come una matta.
Sono rimasta allibita dal suo comportamento. Alla fine lei e la famiglia si prepararono le valigie. Riuscirono persino a rubare il mio accappatoio, alcuni asciugamani e incredibilmente anche un pentolone grande. Non ho mai capito come abbiano fatto a portarlo via. Il pentolone è sparito nel nulla!
Così si è conclusa la mia amicizia. Grazie al cielo! Non ho mai più sentito parlare di lei, né lho più rivista. Mi domando come si possa essere così sfacciati!
Ora, quando incontro nuove persone, sono molto più prudente.






