Ciò che è tuo rimarrà con te

**Tutto ciò che è tuo resterà con te**

“Da due settimane mangi senza appetito, ti sarai innamorata, eh, Ginevra?” chiese Anna, la governante.

“Sì, mi piace un ragazzo, ma non sembra accorgersi di me,” ammise Ginevra, sincera. “È anche lui all’università, ma in un corso parallelo. Non so cosa fare per farmi notare.”

“Non fare nulla, non sta bene che sia la ragazza a cercare il ragazzo. Ai miei tempi—”

“Basta, zia Anna, ho già sentito com’era ai tuoi tempi. Ma ora è tutto diverso,” replicò Ginevra, finendo la colazione. “Devo andare, oggi il professore è severo, e se arrivo in ritardo potrei non entrare.”

“Va’, va’,” la benedisse Anna, chiudendole la porta alle spalle.

Ginevra era nata in una famiglia benestante, abituata a non privarsi di nulla. Anna, sorella maggiore di sua madre e governante di casa, era stata la sua guida. Gli adulti la chiamavano affettuosamente Annina, mentre Ginevra le diceva “zia Anna”.

Annina aveva la sua storia. Si era sposata giovane in un paesino con un uomo di nome Franco, laborioso e gentile, ma la loro felicità era durata appena un anno: Franco, guardaboschi, era scomparso in una palude, e mai più ritrovato. Rimasta sola, Anna aveva pensato di ritirarsi in convento, ma poi aveva cambiato idea.

“Che suora sarei mai? Sono ancora giovane, e ogni tanto mi scappa una parolaccia.” Rimase con i genitori, finché sua sorella minore, Carla, sposata con un uomo influente a Milano, non la invitò a trasferirsi da loro.

“Annina, vieni da noi. Abbiamo appena costruito una grande casa, e con Ginevra piccola, avrai da fare.”

“Volentieri, Carla. Senza Franco, qui mi struggo.”

Così Anna si trasferì in città, prendendosi cura della casa con amore. Ginevra era la sua gioia; la cresceva come una figlia, insegnandole anche a cucinare.

“Impara, Ginevra. Non si sa mai come gira la vita. Una donna che sa mettere anima nella cucina affascina chiunque.”

Ginevra si innamorò di Antonio, un bel ragazzo all’università. Inizialmente pensava di non interessargli, ma un giorno tornò a casa raggiante:

“Si è sciolto il ghiaccio! Oggi Antonio mi ha offerto un gelato.”

“Furbacchione, sa che alle ragazze piace il dolce,” rise Annina. “Ma dimmi, com’è andata?”

“Ci vedremo!”

“Portamelo, allora. Voglio vedere se è degno di te.”

Qualche tempo dopo, Antonio venne a cena. Anna lo osservò attentamente, senza farsi notare. Quando se ne fu andato, Ginevra le chiese entusiasta:

“Ti è piaciuto?”

“Esternamente sì,” rispose Anna, calma, “ma non fa per te. Ha gli occhi avidi. Ha visto questa casa e si è illuminato di cupidigia.”

Ginevra si offese. “Zia Anna, smettila! Decido io con chi stare.”

Anna sospirò. “Amarà a sue spese.”

Aveva ragione. Dopo quattro mesi, un anello d’oro di Ginevra sparì. Nessuno era entrato in casa tranne Antonio.

“Te l’avevo detto,” disse Anna. “Dobbiamo denunciarlo.”

“No, zia. Non dirò nulla ai miei genitori. Con Antonio… ho capito.”

Quando Ginevra lo affrontò, lui si infuriò, negando tutto. Fu la fine.

Anni dopo, all’ultimo anno di università, Ginevra conobbe Riccardo a una festa. Frequentarono per mesi, ma Anna lo mise alla prova:

“Non portarlo a casa. Se è sincero, lo capirai.”

Riccardo sembrava perfetto: la portava a teatro, le regalava fiori. Ma un giorno, mentre parlava al telefono, Ginevra sentì:

“Devi vedere la sua casa! Ora che è sola, voglio sposarla e prendere tutto.”

Scappò in lacrime. “Zia Anna, nessuno mi ama per me?”

“Qualcuno arriverà. Ma nascondi il tuo benessere, la prossima volta.”

Dopo la laurea, Ginevra lavorò nell’ufficio di Stefano, amico di suo padre. Lì conobbe Savino, un giovane riservato e brillante.

“Dina, vuoi venire a caffè con me?” chiese un giorno, timido.

Accettò, sentendo che era diverso. Lo presentò a sua madre, una donna dolce che la accolse con affetto.

“Finalmente uno che ti merita,” disse Anna dopo che Savino cenò da loro, portandole fiori e trattandola con rispetto.

Si sposarono, ebbero due gemelli, e Savino, diventato direttore finanziario, guadagnò la fiducia di Stefano.

Oggi Ginevra ha 42 anni ed è felice. Annina, ormai anziana ma ancora vivace, è sempre al loro fianco.

E Savino? Non ha mai guardato alle ricchezze di Ginevra. Perché, come diceva Anna, tutto ciò che è davvero tuo, resterà sempre con te.

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