Colpo di scena sorprendente

**Una Svolta Inaspettata**

Giovanna non aveva mai vissuto da sola. Prima abitava con i genitori, poi si era sposata, e dopo due anni era nata la figlia Beatrice. Anche quando il marito l’aveva lasciata, erano rimaste insieme, lei e la piccola. Ma ora, restava completamente sola. Vagava per l’appartamento vuoto chiedendosi: perché vivere? Per chi? Le sembrava che la vita fosse crollata, e davanti a sé vedeva solo una vecchiaia desolata e dimenticata.

Ma cosa aveva sbagliato? Con Massimo, il marito, non avevano mai litigato davvero. Solo piccole incomprensioni. Non lo controllava, lo lasciava uscire con gli amici, teneva la casa pulita e accogliente. Sul fornello c’era sempre la cena pronta, e in frigo una pentola di minestra.

Giovanna era rimasta magra anche dopo il parto. Non era mai stata una donna formosa: durante la gravidanza il seno si era ingrossato, ma poi era tornato com’era prima. Ma mica per questo ci si divorzia! Tutti dicevano che lei e Massimo erano fatti l’uno per l’altro.

Certo, Giovanna non era cieca. Notava che Massimo ultimamente si curava di più. Non tornava tardi dal lavoro, ma sceglieva con attenzione le camicie, i cravatti, si era fatto un taglio di capelli alla moda.

«Perché non metti mai i vestiti?» le chiese una volta.

«Ma li metto! Nei giorni di festa…» rispose, sorpresa. Prima non sembrava interessargli.

«Sei pallida oggi. Stai male?»

«Sono sempre pallida! Perché fai così?» sbottò.

Un giorno si truccò, si diede un po’ di rossetto e andò al lavoro così.

«Toglitelo, non ti sta bene» le disse Massimo, tornando la sera.

«Eppure in ufficio mi hanno fatto i complimenti tutto il giorno» rispose, offesa, ma poi si struccò.

«Credevo che da oggi saresti venuta al lavoro sempre così bella» le disse la collega il giorno dopo, vedendola senza trucco.

«A mio marito non piace.»

«È geloso, ecco tutto!» replicò la collega. Giovanna non rispose.

Una sera l’amica Claudia la chiamò per incontrarsi in un bar. Claudia era bella e vivace, ma questo non aveva mai ostacolato la loro amicizia, che durava fin dalle scuole.

«Come fai a restare magra senza diete? Io devo fare attenzione a tutto, altrimenti divento come una focaccia» sospirò Claudia.

«Ma smettila! Gli uomini si girano tutti quando passi» rise Giovanna.

«E si girerebbero anche per te, se solo glielo permettessi. Hai delle gambe stupende, peccato nasconderle sotto i pantaloni! Dovresti portare la gonna tubino, tagliarti i capelli, magari tingerteli di rosso… Dai, datti una mossa, sembri una pensionata!»

Giovanna capì che Claudia non parlava a caso.

«Claudia, che ti ho fatto? Tu prima mi dicevi sempre…»

«Quello che dicevo prima non conta» la interruppe. Poi abbassò lo sguardo. «Scusa. Ho visto Massimo con una ragazzina. Un fiorellino innocente di vent’anni. E lui la guardava come…»

Giovanna chiuse gli occhi e scosse la testa.

«Basta!»

«Non volevo ferirti. Ma sei sempre la stessa, non cambi mai. Gli uomini hanno occhi, sai? Diventano matti a vederti così noiosa.»

«Non è vero!» Si alzò e uscì in fretta.

A casa restò seduta sul bordo della vasca, fissando le piastrelle.

«Mamma, è tornato papà!» gridò Beatrice dalla porta.

Giovanna si sciacquò il viso e uscì. Beatrice sparì in camera sua, mentre Massimo era in cucina, seduto come un bravo scolaro.

«Scusa, non ho preparato la cena. Ero al bar con Claudia» disse, in colpa.

«Non ho fame. Quindi… sai tutto.»

«Cosa dovrei sapere?» chiese, anche se aveva già capito. *Claudia non ha mentito*, pensò.

«Amo un’altra donna. Ho provato a resistere, ma non posso farne a meno. Lo so, ha vent’anni meno di me, ma… Scusami. Vado a prendere le mie cose.»

Giovanna non lo trattenne. Poi, anche Beatrice la tradì. Andava spesso da suo padre. Giovanna non le impedì di andarci, finché la ragazzina non cominciò a tornare con regali. La nuova fiamma di Massimo le regalava magliette, vestitini luccicanti, trucchi e profumi.

«Guarda cosa mi ha dato Diana! È fantastica! Ti piace?»

«Non devi accettare regali da lei» rispose secca.

«Perché no?»

«Perché ti ha portato via tuo padre!»

«E allora? Lei è giovane e divertente, tu sei… noiosa. Papà ha fatto bene ad andarsene.»

Peggio ancora. Beatrice cominciò a usare parole nuove, si tinse dei ciuffi verdi e rosa, si truccava pesantemente. I professori scrivevano sul diario che rispondeva male e marinava la scuola. Ma era più facile fermare un treno che far ragionare sua figlia. Ogni rimprovero finiva con: «Diana dice che…»

Giovanna tremava al solo nome di quella donna. Provò a vietare a Beatrice di andare da suo padre, ma lei minacciò: «Allora vado a vivere con lui!»

«Quindi sono una cattiva madre? Diana è meglio di me? Va’, pure. Ma quando avrà un figlio suo, ti butteranno fuori.»

«Sul serio? Posso andare da papà?»

«Sì, ma che lui mi chiami e me lo dica.»

Massimo chiamò il giorno dopo.

«Beatrice dice che vuoi che resti con me.»

«Beatrice dice? Mi ha costretta! Non riesco a gestirla. Risponde male, si trucca come una maschera, salta scuola. Tutto grazie alla tua Diana.»

«Si trovano bene insieme. Tu sei solo arrabbiata… Va bene, può stare con noi.»

E se ne andò anche Beatrice. Giovanna era devastata. Non mangiava, dimagriva ancora. Le telefonate della figlia erano solo per ferirla: «Io e Diana siamo andate a un concerto…» E Giovanna ribolliva di odio.

L’esame di maturità andò male, Beatrice non sarebbe mai entrata all’università. Poi Massimo la chiamò: «Beatrice se n’è andata di casa. Vive con un ragazzo in affitto.»

Giovanna rimase senza fiato.

«E tu l’hai lasciata andare?!»

«È maggiorenne, se non lo ricordi. L’hai cresciuta tu. Io ho i miei problemi. Diana aspetta un bambino…»

«E tua figlia non ti serve più? È colpa tua! Sei scappato, e la tua Diana ha riempito la testa a nostra figlia per poi scaricarla come un giocattolo rotto…»

Fu un sollievo quando Claudia chiamò.

«Che fai?»

«Mi impicco. Mio marito mi ha lasciato, mia figlia mi ha tradito per la sua donna. Non ho più voglia di vivere…»

Mezz’ora dopo, Claudia era da lei con una bottiglia di grappa. Giovanna si sciolse al primo sorso. Parlò dei suoi guai, tra lacrime e singhiozzi. Claudia commentava: «Stronzo» «Scemotta» «Che schifo…» All’alba si alzò e disse:

«Basta piangere. Prima ti sistemo: taglio, manicure, vestiti nuovi. Poi ti porto dove si trovano uomini normali e liberi.»

«E dove?» chiese ubriaca.

«Lo vedrai.»

E così, mentre il piccolo Rocco rideva tra le sue braccia, Giovanna finalmente capì che la felicità a volte arriva proprio quando smetti di cercarla.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

fifteen − 11 =

Colpo di scena sorprendente