– Come sarebbe a dire che non vuoi prendere il cognome di mio figlio? – urlò mia suocera davanti all…

Cosa vuol dire che non vuoi prendere il suo cognome? urlò mia suocera dentro al Comune, facendosi sentire fino alla piazza.

Giulia di certo non sognava il matrimonio. Ma alletà di diciannove anni si ritrovò incinta di un compagno di classe con cui usciva da tre anni. Non aveva molta scelta non avrebbe mai lasciato suo figlio senza un padre, diceva lei.

Lui, Alessandro, era più grande di Giulia, ma la maturità laveva lasciata in prestito da qualche parte. Un mammone doc, non cè che dire. Quantomeno non sfuggiva alle responsabilità: dichiarò, tutto fiero, che lavrebbe sposata e cresciuto il bambino. E così iniziarono con i preparativi per le nozze.

Peccato che Giulia avrebbe preferito sposarsi in modo semplice, senza troppe sceneggiate. I parenti però insistevano per un matrimonio con i fiocchi. A lei pareva assurdo spendere una fortuna in euro per regalare agli altri una mangiata, quando quei soldi potevano servire a comprare tutto il necessario per il bimbo. Ovviamente, nessuno la stava minimamente a sentire. Ristorante, abito da sposa, lista degli invitati tutto era stato scelto a sua insaputa. Chi? Sua suocera e la sorella!

Quando le ordinarono di andare a provare labito, non voleva saperne. Giulia si immaginava già una specie di meringa ricoperta di balze e strass che avrebbero messo piangere anche Valentino. La sorella e la madre del futuro sposo non erano celebri in paese per il loro senso della moda Al suo rifiuto di indossare labito scelto da loro, i parenti la accusarono di essere ingrata e quasi la cacciarono da casa. Ma Giulia aveva cose più urgenti per la testa: la maturità, gli esami, larrivo del bambino.

Al Comune ci andò con un vestitino bianco, semplice e grazioso, che le stava a pennello. E qui iniziò il vero spettacolo.

I parenti degli sposi non sapevano che Giulia aveva deciso di tenere il suo cognome. Alessandro invece sì e non si era opposto. Ma sua madre rischiò linfarto e cominciò a urlare davanti a tutti:
Ma che figura facciamo se non prendi il nostro cognome?

Giulia si fece una risata e si mise da parte con eleganza. Tanto, il giorno dopo laspettava il gran ballo: il ricevimento nel paesello del marito, circondata da tutti i suoi parenti. Meglio risparmiare i nervi per quello. Il matrimonio durò giusto il tempo di una serie tv. Alessandro si rivelò un marito mediocre e un padre presente quanto il sole a novembre. Ogni santo weekend passava ore al computer, ignorando totalmente moglie e figlio. Quando a Giulia scadde labbonamento alla pazienza, si fece le valigie e partì.

Sua suocera prese la notizia come una bestemmia. Ma la nostra Giulia tirò finalmente un bel sospiro di sollievo era di nuovo libera, e incredibilmente felice.

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