FRANCOBOLLO…
Giulio ha lasciato Caterina, mamma sospirò affranta.
In che senso? chiesi incredula.
Anchio sono senza parole. Era fuori per lavoro un mese. È tornato e non sembrava più lui. Ha detto a Caterina: Scusami, amo unaltra mamma rimase sospesa nei suoi pensieri fissando il vuoto.
Ha detto proprio così? Deve esserci un malinteso. Che incubo, sentivo crescere la rabbia verso Giulio, il marito di mia sorella Cate.
Mi ha chiamata Sonia, dice che la mamma sta male, ha chiamato lambulanza. A Caterina è venuto fuori un blocco neurologico a deglutire, mamma sbatteva spesso le palpebre, tesa.
Tranquilla mamma, calma. Forse Caterina ha sbagliato a mettere Giulio su un piedistallo davanti ai santi. Sempre ad accontentarlo, a fare limpossibile. Ed ecco come va a finire. Mi dispiace per lei. Spero però che Giulio non ci sia davvero coinvolto con quella lì… Lui amava Cate e Sonia, questo lo so! mi rifiutavo di credere a quanto avevo sentito.
…Caterina e Giulio erano stati travolti da una passione improvvisa. Si erano sposati dopo due mesi appena e poi era nata la loro Sonia. Tutto procedeva calmo, sereno… e poi, un crollo improvviso.
Non potevo credere fosse vero e corsi subito da mia sorella. È difficile affrontare certi discorsi, specie con chi ami tanto.
Cate, come è possibile? Giulio almeno ti ha spiegato qualcosa? È impazzito? la tempestavo di domande.
Ah, Nina, io non ci capisco nulla. Ma chi è questa donna? Gli ha fatto una magia? Giulio sembrava in trance, è corso da lei e basta. Ha solo detto: Caterina, la vita deve scorrere, non prosciugarsi. Ha buttato le sue cose in una valigia ed è sparito. Mi sento come schiacciata dallasfalto, non capisco niente… e le lacrime di Cate scendevano senza sosta sulle guance.
Dai, Cate, aspettiamo. Magari il tuo Giulio rinsavisce. Può succedere di tutto, la abbracciai, mentre Lei piangeva silenziosa.
…Ma il fuggitivo non tornò.
Giulio andò a vivere in unaltra città, con la nuova moglie.
Assunta era più grande di lui di diciotto anni. Eppure la differenza detà non era un ostacolo alla loro felicità. Lanima non ha età, ripeteva spesso Assunta.
Giulio era stregato dalla sua seconda moglie. Era diventata il suo faro.
Il carattere di Assunta era… particolare.
Sapeva amare, sapeva non amare. Era selvatica, libera. Sapeva incantare con le parole e trafiggere con altre.
Giulio adorava Assunta.
Ogni tanto si meravigliava:
Dove sei stata per tutti questi anni, mia Assunta… Per una vita intera ti ho cercata…
…E Caterina, intanto, decise di vendicarsi di tutti gli uomini.
Era bellissima. Tutti si voltavano a guardarla, uomini e donne.
Al lavoro, fece perdere la testa al suo dirigente.
Caterina, sposami. Ti renderò ricca, non scherzo. Sarai una regina.
Non voglio più sposarmi, Antonio, mi basta così… Andiamo piuttosto al mare. Voglio che Sonia respiri aria buona, rispose lei, strizzando locchio.
Andiamo, amore…
Sandro, invece, era più semplice. La aiutava a casa e aveva rifatto tutto il bagno.
Non le aveva mai chiesto di sposarlo. Era già ben sistemato… sposato.
Caterina si prendeva gioco di entrambi
Non era amore: laiutavano a riannodare il dolore, niente di più.
Caterina soffriva ancora per Giulio. Lo sognava la notte. Si svegliava con quelle lacrime inutili, trafitta dai ricordi. Il cuore non riusciva a scordarlo.
Come si fa a staccarsi da una persona? Che cosa non andava in me? Gli ho dato tutto, non gli è mai mancato nulla, non litigavamo mai…
…Passarono molti anni.
La vita di Caterina continuava così, tra sorrisi misteriosi ad Antonio e Sandro che tornava ogni tanto tra le braccia della sua famiglia.
Quando Sonia ebbe ventanni, decise di andare a trovare il padre.
Comprai il biglietto del treno. Durante il viaggio pensavo a come avrei affrontato Assunta, la donna che aveva portato via papà.
Arrivata in quella città, suonai alla porta.
Sembri proprio Sofia, aprì una donna dallaspetto interessante.
Mamma è molto più bella…, pensò Sonia.
Lei è Assunta? chiesi.
Sì, entra pure. Papà non cè, ma arriverà presto, mi fece accomodare in cucina.
Come va? E la mamma? Assunta si dava da fare, Vuoi un tè? Un caffè?
Assunta, mi dica una cosa: come ha fatto a portare via mio padre? Lui amava mamma, ne sono sicura, chiesi fissandola dritta negli occhi.
Tesoro, nella vita non puoi mai sapere come andrà. In amore non ci sono garanzie. A volte la passione ti prende allimprovviso. Un incontro può cambiare tutto. Il cielo unisce le persone, anche se non si capisce perché. Ogni tanto bisogna cambiare il passo nel ballo… Non si spiega, Assunta si lasciò cadere su una sedia, stanca.
Ma non si può proprio fermarsi, imporsi dei limiti? Cè un dovere verso la famiglia… faticavo a capire.
No, piccola, rispose secca Assunta.
Grazie della sincerità, rifiutai il caffè.
Sofia, vuoi un consiglio birichino? Luomo è come un francobollo: più ci sputi sopra, più si incolla… rise Assunta, E comunque, con un uomo bisogna essere ora ferro ora velluto… A proposito, io e tuo padre abbiamo appena litigato.
Grazie del consiglio. Posso aspettare papà? mi agitai.
Non saprei. È una settimana che dorme in albergo. Ti lascio lindirizzo, scrisse su un foglio, Prendi pure.
Fui quasi contenta del risultato. Così potevo parlare da sola con papà.
Arrivederci. Grazie del caffè, me ne andai veloce.
Trovai lalbergo. Bussai alla porta di papà.
Giulio fu felice di vedermi. Sembrava imbarazzato.
Sonia, proprio oggi pensavo di tornare Sai comè, una lite…
Papà, non importa. Volevo solo vederti, gli presi la mano dolcemente.
E la mamma? chiese, forse senza neanche rendersene conto.
Tutto bene, papà. Ormai ci siamo abituate senza di te, sospirai.
Passammo una serata intima, noi due, risate e qualche lacrima.
Papà, ami davvero Assunta? chiesi dimprovviso.
Tantissimo. Scusami, piccola, rispose senza esitazioni.
Capisco. Ora devo andare, il mio treno parte tra poco, mi preparai ad uscire.
Torna a trovarmi, Sonia. Siamo sempre una famiglia, Giulio abbassò lo sguardo.
Certo, certo e uscii dallalbergo leggera.
Tornando a casa, decisi di seguire il consiglio di Assunta.
Non amare, non investire, non credere alle parole dolci degli uomini. Sputare sopra…
Ma dopo tre anni arrivò un uomo speciale. Marco. Sembrava fatto apposta per me. Mandato dal cielo
Lo capii subito. Lo sentii dentro.
Quando trovi quello giusto, tutto il resto perde sapore
Marco mi avvolse lanima e non mi lasciò più. Mi sfiorò il cuore silenziosamente. E io mi innamorai, senza condizioni. Fino in fondoNon pensavo fosse possibile aprirsi di nuovo, dopo tutto quel dolore tramandato come uneredità silenziosa tra donne della nostra famiglia. Ma Marco rimase, giorno dopo giorno, con una semplicità che non feriva, con mani leggere e poche promesse, ma ogni gesto sincero. Nessun piedistallo, nessuna fuga improvvisa: solo il presente, fatto di piccoli riti, di cene cucinate insieme, di biglietti lasciati tra le pagine dei miei libri.
Caterina ormai sorrideva alle mie telefonate, la voce più chiara, la risata un po roca, ma capace di attraversare ogni distanza. A volte ricordava Giulio con una certa tenerezza distratta, come si ricorda un errore di gioventù. Sai, forse lamore non è tenere qualcuno, ma lasciarsi cambiare senza spaventarsi.
Assunta mi scrisse una cartolina, solo una volta, con la sua calligrafia fiera: Non diventare mai prevedibile. Abbi il coraggio di cambiare passo. La conservai in una scatola assieme alle fotografie di famiglia.
Sonia, Caterina, Assunta e tutte le donne che eravamo: sbagliate, ferite, fiere, imperfette. Scoprii che nessuno resta incollato per forzanon davvero. Ma ciò che scegli ogni giorno, con il cuore finalmente libero, quello non si stacca più.
Ed è così che imparai a non leggermi più come una lettera sbagliata, ma ad essere io il mio francobollo raro: attaccata solo a ciò che scelgo, inviata infine al mio destino.






