Ricordo come se fosse ieri quel giorno sulle sponde del Lago di Garda, quando un animale fu avvistato nuotare faticosamente nelle acque, con una vecchia latta di vernice incastrata sulla testa. Le speranze che riuscisse a raggiungere la riva si affievolivano di momento in momento.
Ma poi accadde qualcosa di straordinario: un vero eroe si fece avanti e cambiò il destino della bestia. Tutto venne immortalato in una pellicola traballante. Il signor Floridia, munito di tranquillante, riuscì a calmare la giovane cerva e la caricò sul suo furgone. La portò dal veterinario del paese, dove fu trattata con antibiotici e medicinali per il dolore, prima di essere restituita al suo habitat naturale tra i monti.
Francesco, però, decise di tentare il tutto per tutto e si immerse per nuotare verso la riva insieme alla cerva. Fu una traversata estenuante, ma Francesco trovò la forza di non arrendersi, sostenendo la cerva finché, finalmente, raggiunsero la terraferma. Lanimale era così sfinito che non riusciva nemmeno a alzarsi, tanto che Francesco la sollevò e la portò fino a casa. Giunto lì, sua madre, Lucia, lo accolse con un sorriso pieno di sollievo felice di vedere il figlio sano e salvo, insieme alla cerva salvata!
La prontezza di Francesco fu decisiva: la cerva tornò sulla terraferma, esausta ma senza ferite. Francesco allora la guidò verso un prato vicino, dove poté riposare allombra degli ulivi.
Nella speranza di tranquillizzarla, Francesco iniziò a intonare una vecchia canzone italiana, La Canzone del Silenzio. Incredibilmente funzionò: la cerva smise di muoversi in modo concitato e si lasciò accompagnare docilmente verso la riva.
Una volta al sicuro, il buon samaritano le mise delicatamente un guinzaglio improvvisato e la ricondusse nel bosco al riparo e in salute.
Fu una fortuna assistere a quel salvataggio. La cerva fu riportata al suo ambiente e speriamo che non si metta più nei guai.



