Per qualche ragione, molte donne credono che, superati i quarantanni e con alle spalle uno o due divorzi, la vita sia ormai segnata. Anchio mi sono trovata in questa situazione. Sono stata sposata due volte. La prima da giovane, e da quel matrimonio ho avuto una figlia. La seconda, quando avevo trentanni. Né il primo né il secondo matrimonio sono durati più di due anni. Sembrava che con gli uomini ci fosse sempre qualcosa che non andava.
Certo, dopo il secondo matrimonio ho frequentato altri uomini, ma nessuna relazione ha mai portato a nozze. Ora ho quarantacinque anni e, nonostante tutto, continuo a credere che la felicità sia possibile e che da qualche parte ci sia anche per me unanima gemella. Per farla breve, solo un mese fa ho conosciuto un uomo, per caso, per strada. Carlo ha quarantanove anni. Passeggiavo al Parco Sempione, sono una donna curata e distinta, e ho deciso di fermarmi per un caffè.
Carlo si è avvicinato per presentarsi. Non era precisamente il mio tipo ideale, ma era ben vestito e pareva una persona ordinata. Abbiamo fatto conoscenza e mi ha anche offerto un altro caffè. Naturalmente, gli ho chiesto subito se avesse una moglie o una compagna, e lui mi ha risposto in modo vago. Era evidente che avesse una qualche relazione. Nonostante ciò, lho invitato a casa, per continuare la conversazione davanti ad un tè e una torta che avevo preparato io stessa il giorno prima. Forse sembrerà una pazzia lasciar entrare un quasi sconosciuto in casa propria, ma ci avevano visto diverse persone della zona e non avevo motivo di temere. E poi Carlo non mi sembrava affatto un tipo pericoloso.
Arrivati a casa, entrando nellingresso, Carlo ha guardato in giro e si è lasciato scappare una risata.
-Hai un appartamento davvero grande. Sembra che non sia stato ristrutturato da una quindicina danni.
Ho fatto finta di niente. È vero, lultima ristrutturazione risale a dieci anni fa, ma casa mia è comunque accogliente. Perché dovrei continuare a spendere per i muri e il soffitto, quando potrei investire su di me stessa? È davvero sbagliato questo modo di vedere le cose?
Ho servito a Carlo il tè e la torta, abbiamo chiacchierato e sorseggiato, ma lui ha ripreso a lamentarsi della mia casa. Allora gli ho risposto senza giri di parole: Ma cosa conta il tipo di casa che ho? Perché non mi inviti tu da te? E subito si è zittito. Non ha più detto nulla. Dopodiché è tornato a casa, promettendo che mi avrebbe chiamata dopo una settimana.
Per sette giorni non ho ricevuto né sue chiamate né messaggi. Poi, sabato notte inoltrata, mi ha scritto che voleva passare a trovarmi. Allora io, quasi per scherzo, gli ho risposto che se fosse venuto avrebbe dovuto aiutarmi ad attaccare la carta da parati che andava cambiata. Allimprovviso si è ricordato di avere un impegno urgente di cui si era scordato, promettendo di richiamarmi la settimana successiva. Sono sicura che sia un uomo sposato in cerca di una seconda avventura con una donna benestante, ma io non faccio proprio al caso suo. In ogni caso, non importa. Quello che conta davvero è che non avevamo niente in comune se non un po di compagnia. Io sono certa che troverò lamore. E il consiglio che voglio dare a tutte le donne è questo: se un uomo non fa nulla per te, che ragione cè di tenerlo nella tua vita?
La vera felicità comincia quando impariamo a volerci bene e non ci accontentiamo di chi non è disposto a costruire qualcosa insieme a noi.



