Credeva che suo marito avesse un gran appetito, ma scoprì che era la cognata a svuotare il frigorifero rubando il cibo

14 marzo

Stamattina, fermo davanti al frigorifero aperto, non riuscivo a credere ai miei occhi. Ancora una volta, tutto il cibo era sparito. Avevo appena fatto la spesa due giorni fa, eppure anche stavolta era rimasto soltanto un po di pane duro e quella famosa tazzina di caffè acquoso che ormai mi accompagna a colazione. Ormai era diventata una routine in questa casa: io vado avanti a pane e acqua mentre mia moglie mangia per due o almeno così pensavo.

Discutere con Caterina era inutile: ogni tentativo finiva in lite, lei si irritava, io alzavo la voce, e non si risolveva nulla. Mi rodevano sia il fatto che fosse sempre a casa a cercare lavoro da mesi, sia che per mantenere la famiglia dovessi lavorare duramente solo per vedere la dispensa svuotarsi come per magia. Tornavo stanco la sera, senza voglia di cucinare, mentre Caterina sembrava convinta che dovessi rientrare già sazio.

Mio fratello Marco ha bisogno di aiuto, domani vado giù da lui! gridava spesso Caterina dal soggiorno, come se i problemi di suo fratello fossero più urgenti di quelli di casa nostra.

Stamattina non mi è importato molto del suo annuncio. Mi sentivo uno straccio, febbre alta e tosse. Ho preso qualche medicina e sono rimasto a letto. Dopo unora mi ha svegliato un trambusto proveniente dalla cucina: pentole sbattute, la porta del frigorifero che si apriva e chiudeva in continuazione, qualcuno che canticchiava allegramente. Mi sono tirato su a fatica e sono andato a vedere di chi si trattasse.

Mi sono trovato davanti Giulia, la sorella di Caterina: una donna con cui non ho mai avuto un gran rapporto. Giulia si sentiva in diritto di prendere dalla nostra dispensa quello che voleva, pensando che suo fratello fosse responsabile non solo della sua famiglia, ma anche della sua, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Il nostro bilancio familiare ne aveva risentito parecchio negli anni, ogni volta che Caterina doveva aiutare Giulia.

Giulia stava già riempiendo dei contenitori con i nostri viveri.

Buongiorno! le ho detto, cercando di trattenere la rabbia.
Sei a casa? Non sei andato al lavoro? sembrava quasi spaventata di vedermi.
Sto male oggi. Ma dimmi, Caterina sa che sei qui?
È lei che mi ha lasciato le chiavi ieri borbottava mentre metteva via il salame.
Allora non è Caterina ad avere un grande appetito, ma tu che hai davvero le mani lunghe.
È mio fratello, ho tutto il diritto di portare a casa della roba per miei figlioli.
Solo che tuo fratello non lavora da mesi e non porta neanche il pane in casa. Mi sembra assurdo dover sfamare due famiglie, e per di più di nascosto.

Ma sì, ma ti pare che posso crescere i miei bimbi da sola? Devo pure chiedere scusa per un po di mortadella? replicava seccata.
Rendimi le chiavi oppure chiamo i carabinieri. Ricordati che tuo fratello non ha nemmeno la residenza qui.

Vuoi chiamare i carabinieri per quattro lire di prosciutto? Madonna santa! Riprendi le tue chiavi, avara che non sei altro. Lo dirò a Caterina che grande marito che si è scelta!
Niente di grave, ne troverà presto un altro di marito.

Mi sono chiuso in bagno e non ho resistito alle lacrime. Da mesi Caterina e sua sorella mi avevano fatto sentire uno scemo, e nessuno avrebbe mai creduto che la cognata venisse a svaligiare la mia cucina lasciando solo il pane secco. La cosa che mi ha amareggiato di più è scoprire che Caterina sapeva, ma invece di metterci fine copriva Giulia e le sue abitudini.

Non mi sorprende più di tanto, visto che anche la suocera è fatta così. In questa famiglia tutti si sentono autorizzati a prendere ciò che vogliono, quando vogliono, senza chiedere permesso. Ci ho messo un po a riflettere, ma poi ho preso il telefono: ho chiamato Caterina e le ho detto che avrei chiesto il divorzio.

Lasciami tornare a casa e ne parliamo, ti prego, non chiudermi la porta, mi ha supplicato.
Non cè più niente da dire Caterina, ho capito tutto ormai.

Le persone così non cambiano. Peccato solo per gli anni che ho sprecato. Oggi Caterina per me è diventata unestranea, e sarebbe stato meglio se avessi trovato la forza di chiudere questa storia molto prima. Ho imparato che il rispetto viene prima di tutto, e che la fiducia non si regala a chi la calpesta senza rimorso.

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Credeva che suo marito avesse un gran appetito, ma scoprì che era la cognata a svuotare il frigorifero rubando il cibo