Mi sono sposato molto giovane, spinto da un grande amore. Ho frequentato Lavinia per quattro anni prima di diventare marito e moglie. Abbiamo attraversato tanto insieme.
Da più di sei anni viviamo nello stesso appartamento a Firenze. Ho completa fiducia nella mia moglie, così come confido in me stesso. Lavinia è dolcissima, premurosa e attenta. Si occupa sempre delle faccende domestiche, mi aiuta quando ho bisogno. Non è certo la donna più coraggiosa o la più forte, né certo la più bella, ma possiede unanima incredibilmente gentile, un mare di positività e una fede nel bene che mi ricarica e mi dà la forza di superare i momenti più difficili.
Il suo difetto più grande è lindecisione: non sa prendere decisioni, non vuole uscire dalla sua zona di comfort e non riesce a guardare avanti. È anche molto timida. In tutti questi sei anni di convivenza non è cambiata affatto.
Non si preoccupa di sé né della sua salute; qualsiasi cambiamento la spaventa. Lavinia ha quasi dieci anni più di me. Io ho ventisei anni e adoro la vita. Ho un ottimo lavoro, ho comprato la mia auto e stiamo pagando il mutuo per la nostra casa con i nostri risparmi. Laltro giorno la mia amica, una fioraia di Bologna, mi ha chiesto: A che serve davvero Lavinia nella tua vita?.
Quella domanda ha chiuso il mio piccolo momento di felicità personale, e ora mi ritrovo qui a chiedermi: A che mi serve davvero Lavinia?.




