Divorzio per colpa della vicina
Dai, spiegami seriamente: con tutte le donne che esistono al mondo, proprio lei dovevi scegliere? Da me a lei, perché?
Caterina si sentiva persa su tutta la linea davanti a Marta. E sarebbe stato meglio se Valerio avesse almeno detto qualcosa tipo: È simpatica, spensierata, meno rigida, non così pesante come te.
Ma dai, Marta! Perché proprio così?! Vivevate così bene sospiravano la madre, la sorella, le amiche, appena hanno sentito della separazione ormai alle porte.
Vivevamo, concordava Marta. Ma non vivremo più.
Marta, pensaci mille volte, lasciare un uomo così lavora, adora i figli e neanche vuole divorziare con te
Dopo una frase del genere, Marta bannava a vita chiunque lavesse detta sia sui social che di persona, che su WhatsApp. Niente mezze misure.
La collega, con cui prima chiacchierava tranquillamente, ormai riceveva solo un cenno di saluto e un ciao di circostanza.
E se quella provava a riattaccare discorso come una volta, Marta la zittiva senza mezzi termini, dicendole in faccia quanto fossero inopportuni i suoi consigli e quanto la infastidisse il tentativo di spingerla a riprendersi un marito che laveva tradita.
Sì, tradita! Marta ancora non riusciva a capacitarsene.
Erano sempre stati bene insieme! Ventanni, dagli anni delluniversità, ormai ne avevano passato a palate di quella famosa salsedine della convivenza. Avevano superato di tutto: periodi senza un euro, Valerio spesso senza lavoro, malattie loro e dei figli
Due figli, maschio e femmina: la classica famiglia al completo. Casa sempre in ordine, cibo pronto, e Marta mai una volta che avesse il mal di testa
E si curava di se stessa, non trattava Valerio come un bancomat, si ritagliava sempre del tempo per lui, non laveva mai trascurato nemmeno dopo essere diventata mamma
Cosa diavolo poteva mancare a sto gallo che una bella mattina ha deciso di andare a far danni altrove?
Ma poi con chi! Fosse almeno stata una ragazzetta ventenne, potrei ancora capire. Ma invece la testa, o meglio, la parte bassa, trascina Valerio da una divorziata con figlio, proprio nel nostro palazzo accanto.
Dimmi solo: che ci hai trovato?
Marta si alternava tra le risate isteriche e il pianto, quando ha scoperto il tradimento e Valerio è stato costretto a confessare.
Dai, spiegami davvero: con tutte quelle che potevi scegliere, proprio lei?
Caterina, a paragone di Marta, proprio non reggeva. E neppure Valerio ha saputo tirare fuori la scusa del tipo era più allegra, meno pesante, più tranquilla Come se avesse potuto trovare qualcosa in Caterina che Marta non avesse.
Ma niente, neanche quello. Nemmeno un ubriacone che va a letto con la prima che passa può accampare una scusa così Lui no, era lucido come uno stinco di santo.
Lunica cosa che sapeva fare era balbettare delle scuse tipo è successo così, non so nemmeno io come e supplicare a mani giunte di essere riaccolto a casa, auto-umiliandosi in tutti i modi.
Sì, perché a Caterina non era passato per la mente che Valerio volesse davvero divorziare da Marta per trasferirsi da lei.
Il suo piano era un altro: combinarla fuori, come un gattino, poi tornare tutto tranquillo a casa sua, farsi riaccogliere dalla moglie e far finta che Caterina non fosse mai esistita.
E magari ci sarebbe pure riuscito, se la sua nuova passione non fosse rimasta incinta e avesse deciso che era il momento di trascinare Valerio davanti a un sacerdote e sistemarsi, magari anche per il primogenito.
Così Caterina si era presentata sotto casa con una scenata indimenticabile.
Allinizio Marta non voleva proprio crederci. Dopo ventanni che vivi con una persona, pensi di conoscerla a memoria
Ma Caterina aveva risposto a domande che solo chi veramente cera stato con Valerio nudo poteva sapere: dove aveva i nei, che forma aveva la cicatrice sulla schiena, cose così.
Quindi, era innegabile. E Valerio messo allangolo ha dovuto confessare tutto e mettersi in ginocchio, sperando di essere perdonato.
A sorpresa, dalla sua parte si era schierata perfino parte delle conoscenze e neppure quelle che conoscevano bene Marta, ma proprio la collega di lavoro, alcune vecchie amiche, qualche lontana cugina
Tutti allunanimità: Marta doveva perdonare, andare avanti, far finta di nulla e continuare ad amare Valerio come se niente fosse successo. Una cosa che proprio Marta non riusciva a capire.
Che la suocera ci provasse a convincerla a mantenere la famiglia era quasi scontato: vedeva che il suo figlioletto poverino si era pentito e tentava di sistemare tutto, raccontando a Marta come sarebbe stata triste senza il marito.
Aveva pure provato a manipolare i bambini, spingendoli a dire a Marta di non divorziare dal papà. Brutto, sì, ma almeno lì la logica cera.
Ma gli altri? Che ci azzeccavano con la sua famiglia e le sue decisioni? Sembrava il solito secchio dei granchi: se noi stiamo nei guai, ci devi stare pure tu.
O forse cosaltro? Marta non lha mai capito. Ma di sicuro non aveva minima intenzione di lasciarsi trattare così.
Dopo tutto, era la figlia di suo padre, pace allanima sua. E da lui aveva imparato una cosa fondamentale per la vita, o meglio, un consiglio che ripeteva spesso.
Figlia mia, se qualcuno ti dà dellegoista, dicendo che devi sopportare, cedere, dare via qualcosa solo perché così si fa o perché lo dice la Madonna non ci credere mai. Ti stanno solo usando, vogliono risolvere problemi loro sulle tue spalle.
Quel consiglio Marta se lo era tatuato nel cuore; tante volte si era accorta che i sensi di colpa e le pretese gratuite saltavano fuori proprio in queste situazioni.
E nessuno era mai riuscito a manipolarla. E neanche i figli, a quanto pareva: appena Marta ha avviato le pratiche di divorzio, la suocera le ha telefonato per pretendere che facessi sbloccare nonno e nonna nei messaggi e che tornassero a sentirsi.
Mi ha proprio scocciato, aveva messo in chiaro a cena la figlia minore, Chiara.
Il figlio, Vittorio, quella sera era dalla sua ragazza, così le risposte le dava Chiara, parlando anche in nome del fratello.
Sempre a parlare di come dobbiamo ricomporre la famiglia, che sarebbe bello se tu e papà tornaste insieme, sempre la solita solfa.
Glielho detto una volta, due volte di lasciarci stare, ma lei niente, non ascolta.
Così, bloccata almeno finché non cambia disco e torna a fare la nonna normale.
Grazie. So che non è facile nemmeno per te. E sono grata che non ti fai abbindolare dalla nonna e non ti unisci al suo coro.
Ma mamma, non sono mica stupida, aveva sospirato Chiara. So cosa ha fatto papà. Se vi foste lasciati per una vacanza o per le tende della cucina, magari potevate aggiustare.
Ma il tradimento non lo perdonano le persone normali. E papà lo sapeva benissimo. Quindi sapeva a cosa andava incontro con quella Caterina
Io gli voglio bene, sarà sempre mio padre, ma cosa si aspettava da noi? E la nonna ora cosa si aspetta?
A queste domande Marta non aveva risposta. E pensare che solo un mese prima era sicura di poter risolvere ogni problema per i suoi figli.
Ma come fai a rispondere se neanche tu sai il perché? Quando non sai perché una persona che per ventanni è stata marito e padre esemplare improvvisamente fa una scemenza così
Va bene, lo sappiamo che nella vita succede di tutto, ma Valerio non era mai stato un matto. E proprio adesso gli è partita la brocca sarà la crisi di mezza età, che dici?
Pare che nei suoi costole, o nella testa, o nel nome dolciastro che gli dava Caterina, ci fosse ancora tanto di irrisolto.
E ha deciso di mostrare a tutti il suo meglio, nel modo più originale possibile.
È successo cinque anni dopo il divorzio.





