Accanto a me, su una panchina, era seduta una bambina di cinque anni. Scalciava allegra, raccontandomi della sua vita:
Non ho mai visto mio padre, perché se nè andato quando ero molto piccola, lasciando me e la mamma. La mamma è morta un anno fa. Gli adulti mi hanno detto che è venuta a mancare.
La bambina mi guardò e proseguì il suo racconto:
Dopo il funerale, la zia Lidia, sorella di mia mamma, è venuta a vivere con noi. Mi hanno spiegato che è stato un gesto generoso, perché non mi ha portato in un istituto. Ora la zia Lidia è diventata il mio tutore, così abito con lei.
Si fermò un attimo, guardò sotto la panchina, poi continuò:
Dopo il trasloco, la zia Lidia ha iniziato a mettere ordine in casa: ha sistemato tutte le cose della mamma mia in un angolo e voleva buttarle via. Ho pianto, lho pregata di non farlo e mi ha lasciato tenerle. Adesso dormo in quel piccolo angolo. La sera mi sdraio sopra le cose della mamma e lì sento calore, come se lei fosse ancora con me.
Ogni mattina, la mia zia mi dà qualcosa da mangiare. Non è molto brava in cucina, la mamma cucinava meglio, ma mi chiede sempre di finire tutto. Non voglio farla arrabbiare, quindi mangio tutto quello che mi dà. Capisco che cucina con impegno. Non è colpa sua se non sa cucinare come la mamma. Dopo, mi manda a fare una passeggiata e non posso tornare a casa finché non fa buio. La zia Lidia è davvero, davvero gentile!
Le piace vantarsi davanti alle altre zie che vengono a trovarci. Non le conosco tutte, ma vengono spesso a casa nostra. Zia prepara il tè, racconta storie divertenti e dice bella parole su di me. Ci vizia, sia me che le zie, con i dolci.
Dopo queste parole, la bambina sospirò e continuò:
Potrei mangiare solo dolci tutto il tempo. La zia non mi ha mai sgridato per niente. Si comporta bene con me. Una volta mi ha regalato anche una bambola, anche se la bambola è un po malandata: ha una gamba rotta e un occhio che sbatte sempre. La mia mamma non mi ha mai dato una bambola difettosa.
La bambina saltò giù dalla panchina e iniziò a saltellare su una gamba sola:
Devo andare, la zia ha detto che oggi arrivano le zie e devo vestirmi bene prima che arrivino. Dopo mi darà una torta buonissima da mangiare. Arrivederci!
La bambina saltò via dalla panchina e si affrettò a svolgere i suoi compiti. Rimasi a lungo a riflettere, e i miei pensieri ruotavano tutti attorno alla brava zia Lidia. Mi chiedevo che senso avesse questa bontà ostentata. Perché aveva bisogno che tutti credessero nella sua generosità? È possibile guardare senza emozioni una bambina che dorme per terra, avvolta nelle cose della sua madre scomparsa?
Oggi ho imparato che, a volte, la gentilezza appare più per convenienza che per vero affetto. Se solo potessimo vedere oltre le apparenze, forse sapremmo donare un amore più autentico.



