Guardando fuori dalla finestra, ho visto una mamma che passeggiava e chiacchierava dolcemente con la sua bambina. Mi è subito tornato alla mente quando mia madre mi accompagnava allasilo e ci godevamo attimi preziosi insieme al parco, gustando un gelato sedute su una panchina. Unondata di nostalgia mi ha travolta, e una lacrima mi è scivolata sulla guancia mentre sentivo la sua assenza come un vuoto pesante.
Mio fratello, interrompendo le mie riflessioni profonde come solo lui sa fare, mi ha chiesto con la sua solita franchezza quando sarei tornata a Roma. Non sapendo ancora cosa rispondergli, ho buttato lì che forse avrei dovuto passare dal notaio. Colpo di scena: mio fratello mi ha accusata di voler appropriarmi dellappartamento di mamma, e zia Luciana, inspiegabilmente, gli ha dato man forte. La cosa è degenerata durante la messa di suffragio: tra una preghiera e laltra, mio fratello ha iniziato a urlarmi contro, mettendomi in imbarazzo davanti a tutti e ferendomi non poco.
Quando la brigata se nè andata, zia Luciana è venuta dritta da me, con lo sguardo che avrebbe fatto tremare anche una statua di marmo quelle senza braccia, tipo la Venere di Milo, così non poteva difendersi. Mi ha annunciato, con la solennità di unannunciatrice del telegiornale, che avrebbero venduto lappartamento e comprato due mini alloggi: uno per mio fratello e uno per sua figlia. Secondo lei, io dovevo tornare a Roma a godermi la dolce vita.
Sballottata tra confusione e rabbia, mi sono ritrovata nellappartamento di mamma con la speranza di prendere qualche suo oggetto come ricordo. Ma a sorpresa, mio fratello e sua moglie avevano cambiato la serratura senza dir nulla e hanno categoricamente rifiutato di farmi entrare. La moglie di mio fratello, con la gentilezza di un vigile di Napoli allora di punta, mi ha letteralmente buttata fuori. In quel momento ho giurato che avrei fatto di tutto per riavere ciò che mi spettava e avrei sfrattato quella coppia di fantasisti.
E pensare che, nonostante il loro comportamento degno di una soap opera, continuavo a supportarli economicamente: spedivo euro per medicine, avevo perfino assunto una badante quando vivevano già con mamma. Poi mi è toccato scoprire della morte della mamma tramite amici di Facebook, perché il caro fratello si guardava bene dal darmi notizie: forse per continuare a incassare soldi.
Dopo questa simpatica combriccola di sorprese, lho affrontato senza giri di parole, facendogli sapere che ero pronta a portarlo in tribunale e reclamare lintero appartamento. Voleva far finta di niente, ma era bianco come una mozzarella. Io, però, ero fermamente decisa: vediamo cosa ne pensa il giudice italiano di tutto questo!




