Mi chiamo Beatrice Moretti e vivo in un paesino della Toscana, dove le colline ondeggiano dolcemente attorno agli antichi ruderi. Mai avrei pensato che la mia vita potesse diventare un tale incubo. Ci siamo lasciati. Per quattro anni e tre mesi ho condiviso tutto con lui: risate, lacrime, speranze. Ora sono sola e il mio cuore è in mille pezzi. Dirai: “E allora? La gente si lascia ogni giorno”. Sì, è vero, ma non potrò mai perdonargli questo tradimento, che è stato come un pugnale piantato nella schiena con un sorriso.
Avevamo quasi tutto perfetto. Certo, le discussioni accadevano, ma non sono mai diventate litigi drammatici. Vivevamo in armonia, finché il destino non mi ha colpito duramente. A causa di un grave lutto personale ho iniziato a prendere peso. Non dico che fossi una modella da copertina, ma avevo una figura piacevole e proporzionata. Poi i chili hanno cominciato ad accumularsi e il mio ragazzo, ormai ex, Lorenzo, si è trasformato nel mio aguzzino. Ha iniziato a prendermi in giro, mortificandomi come se fossi diventata un nulla per lui.
Non si vergognava di sbeffeggiarmi davanti a tutti. Ricordo a una festa con gli amici, quando, alticcio, scherzava rumorosamente sui miei “rotolini”, indicandomi i fianchi mentre la compagnia rideva. Le sue scuse da ubriaco non cancellavano il dolore, mi sentivo schiacciata, disprezzata. Negli ultimi mesi ho pianto più spesso di quanto abbia sorriso al sole. E pensare che sapeva tutto, conosceva il calvario che stavo attraversando, ogni dettaglio del mio dolore. Eppure continuava a schiacciarmi, come se fossi spazzatura sotto i suoi piedi. Ogni sua frecciata rendeva i miei problemi ancora più pesanti e insopportabili.
Una mattina non ce l’ho fatta più. Il petto oppresso dal risentimento, le lacrime che soffocavano, ho urlato: “Vattene!” Non ha battuto ciglio, come se se lo aspettasse. Ha raccolto le sue cose in silenzio, sbattuto la porta e se n’è andato. Dopo quattro anni mi ha lasciata sola, a contorcersi nell’agonia, a sprofondare nei miei dolori. Sono rimasta con un vuoto nell’anima e domande senza risposta. Chissà se c’era un’altra? Non ho mai notato nulla di palese, nessuna telefonata, nessun incontro segreto. Ma forse aveva già trovato qualcuna nuova, snella, affascinante, non come me, ingrassata e spezzata?
Non cerco consigli né compassione. Voglio solo liberarmi di questo dolore che mi brucia dentro come ferro rovente. Lorenzo ha calpestato non solo il mio amore, ma anche la mia fiducia in me stessa. Ogni suo sguardo tagliente, ogni parola sui miei chili è rimasto inciso nella mia memoria come cicatrici. Non dimenticherò come rideva di me davanti agli altri, come mi guardava con disprezzo, come se fossi cessata di essere una donna ai suoi occhi. Sapeva che combattevo con dei demoni interiori, ma invece di supportarmi, mi affondava ancora di più nel fango. Se n’è andato, senza voltarsi indietro, lasciandomi in questo inferno.
A volte lo immagino con un’altra, una leggera come l’aria, con la vita sottile e una risata squillante. Chissà, forse ha sognato una donna così, mentre io ingrassavo di stress e lacrime? Questo pensiero mi tormenta di notte, ma non voglio conoscere la verità, annienterebbe solo di più. Per quattro anni gli ho dato tutto, amore, calore, anima, e lui si è pulito le scarpe su di me, andando verso una nuova vita. Sono rimasta sola, con il mio peso in eccesso, con un fardello di offese, sentendomi indegna anche di una goccia di felicità.
Ma resisterò. So che riuscirò a superare anche questo. Attraverso le lacrime, attraverso il dolore troverò la forza di rialzarmi. Ogni giorno mi guardo allo specchio e odio l’immagine riflessa, non per i chili, ma per aver permesso a lui di distruggermi così. Se n’è andato, e sono rimasta sola a combattere: con me stessa, con il passato, con la sua voce nella testa che ancora sussurra: “Non vali niente”. Prego solo per una cosa: che questo inferno finisca presto. Che le ferite si rimarginino, che possa tornare a sentirmi viva. Non lo perdonerò, ma supererò il suo tradimento, per me stessa.






