Durante il divorzio, un marito benestante ha deciso di lasciare alla moglie una cascina abbandonata persa nella campagna toscana. Ma, un anno dopo, è accaduto qualcosa che lo ha sorpreso completamente.

Ai tempi del mio ricordo, quando la vita sembrava volgere al termine di un capitolo, una faccenda familiare scosse tutto il paese. Durante un divorzio difficile, un marito benestante decise di lasciar alla moglie una vecchia cascina abbandonata, nascosta tra le colline più sperdute della Toscana. Quello che accadde un anno dopo lasciò tutti stupefatti, lui per primo.

Giovanni, lo sai che non ho bisogno di te qui, vero? disse Caterina con una determinazione che non avevo mai visto prima. Ti consiglio di tornartene a Firenze.

Firenze? rispose lui stancamente. Dopo essere stata tradita dalluomo di cui si era fidata per una vita intera, Caterina non aveva più neppure la forza di litigare. Avevano cominciato insieme dal nulla, vendendo il loro piccolo appartamento nella periferia e investendo ogni lira risparmiata nella loro attività comune. Giovanni aveva portato in dote solo una stanza spoglia in una casa condivisa, ma Caterina era il vero motore dietro tutto col suo ingegno e la sua dedizione. Hanno vissuto alla giornata, spostandosi di casa in casa, finché non avevano finalmente raggiunto una certa serenità.

Col passare del tempo, Giovanni aveva iniziato a comportarsi da padrone assoluto. Con astuzia, aveva intestato a suo nome ogni bene, assicurandosi che Caterina sarebbe rimasta a mani vuote dopo la separazione. Quando fu sicuro di controllare tutto, le fece recapitare le carte del divorzio.

Lo trovi giusto, Giovanni? domandò Caterina con amarezza.

Lui scrollò le spalle con sufficienza.
Non ricominciare. È da tempo che non porti più nulla in casa. Faccio tutto io, tu zero.

Sei stato tu a consigliarmi di rallentare e prendermi cura di me stessa, ribatté lei quieta.

Giovanni sbuffò, spazientito.
Ho finito di sentire queste lagne. Ah, ti ricordi della vecchia cascina che ho ereditato dal mio ex padrone, il signor Bellini? Quello è morto, lasciandomi quel pezzo di terra. Non vale niente, ma va bene per te. Se non la vuoi, allora niente.

Caterina fece un sorriso amaro. Dopo dodici anni insieme, aveva realizzato che luomo con cui aveva condiviso la vita era ormai uno sconosciuto.

Accetto, ma a una condizione: la cascina deve essere registrata ufficialmente a mio nome.

Va bene, almeno pago meno tasse, ghignò Giovanni.

Caterina non aggiunse parola. Mise insieme ciò che poteva e andò a sistemarsi in una pensione di paese. Era decisa a ricominciare da capo, che la cascina fosse solo ruderi o poca terra arida, avrebbe scoperto tutto di persona. Se non avesse trovato nulla di valore, sarebbe tornata in città o avrebbe cercato altrove la sua occasione di rinascita.

Caricò la vecchia Cinquecento con lindispensabile, lasciando il resto a Giovanni e alla sua nuova compagna. Se luomo pensava di poter continuare ad approfittarsi della sua intelligenza, si sbagliava di grosso. La nuova partner, che Caterina aveva visto solo un paio di volte, non sembrava brillare per intelligenza quanto per arroganza.

Giovanni le consegnò i documenti con un sorrisetto sprezzante.
Buona fortuna, eh.

Anche a te, rispose Caterina, con la calma di chi ha capito tutto.

Mi raccomando, mandami una foto delle mucche! rise lui.

Caterina chiuse la portiera senza rispondere e, allontanandosi da Firenze, si lasciò andare alle lacrime. Perse nella campagna, non sapeva da quanto piangeva quando un lieve bussare al finestrino la riportò al presente.

Sta bene, figliola? Io e mio marito la vediamo ferma qui da un po, le domandò una vecchina con voce gentile.

Caterina si voltò, la guardò e poi notò la fermata dellautobus riflessa nello specchietto retrovisore. Provò a sorridere.

Sì, mi sentivo solo sopraffatta.

La donna annuì comprensiva.
Torniamo dallospedale. Una vecchia amica nostra è ricoverata, non ha nessuno che vada mai a trovarla. Sta forse andando verso Siena?

Gli occhi di Caterina si spalancarono.
Siena? Proprio lì si trova la cascina

Esatto, anche se ormai è più un relitto che una fattoria. Il padrone è morto, nessuno la segue più. Solo pochissime anime buone si prendono cura degli animali, per affetto più che altro.

Chissà, che coincidenza Vado anche io lì. Salite pure, vi accompagno volentieri.

La vecchia prese posto davanti, il marito dietro.

Io sono Caterina, si presentò mentre risalivano la strada.

Sono Valentina Rinaldi, e lui è mio marito, Carlo, rispose la signora allegra.

Durante il viaggio, Caterina scoprì tutto quello che cera da sapere sulla tenuta: chi rubava, chi ancora curava le bestie, chi sparlava del posto ormai ridotto male. Quando finalmente arrivò, vide i campi spogliarsi sotto il sole e la stalla in rovina con solo una ventina di mucche sopravvissute. Ma in fondo al suo cuore decise di restare e di non arrendersi.

Un anno dopo, con un sospiro di orgoglio, Caterina osservava ottanta mucche pascolare tranquille sul prato verde che ora copriva la ex terra desolata. Aveva trasformato le macerie in unazienda agricola fiorente. Non era stato facile: era arrivata a vendersi i pochi gioielli per comprare il fieno e a spendere lultima moneta di euro risparmiata. Ma adesso i formaggi e gli yogurt che produceva erano ricercati persino oltre le campagne di Siena.

Un giorno, una giovane del villaggio di nome Tiziana le portò il giornale con un annuncio di camion refrigerati in vendita a prezzo basso. Caterina riconobbe allistante il numero di telefono: era della ditta di Giovanni. Un sorriso furbo le scivolò sulle labbra, e chiese a Tiziana di chiamare offrendo il cinque percento in più, purché i mezzi non venissero mostrati ad altri.

Quando Caterina si presentò nellofficina, trovò Giovanni che quasi non credeva ai suoi occhi.

Li vuoi comprare tu? domandò lui sbigottito.

Sì, per la cascina dove mi hai mandato. É diventata una bellissima impresa e ora ci stiamo allargando, disse Caterina con serenità.

Giovanni non ebbe risposta. Mentre lui assisteva al lento naufragio della sua esistenza, Caterina aveva lasciato il passato alle sue spalle.

Alla fine, Caterina trovò lamore sincero in Lorenzo, un meccanico che si era prodigato per rimettere in sesto la fattoria. Insieme celebrarono il battesimo della loro bimba tra la gente del villaggio, mentre Giovanni poteva solo guardare da lontano ciò che aveva perduto per sempre.

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Durante il divorzio, un marito benestante ha deciso di lasciare alla moglie una cascina abbandonata persa nella campagna toscana. Ma, un anno dopo, è accaduto qualcosa che lo ha sorpreso completamente.