E non dovevamo mettere in piazza i panni sporchi di casa

Ricordo ancora, con una certa amarezza, quel periodo in cui la vita di Cinzia sembrava un fardello troppo pesante da portare da sola.

Si è allontanato davvero, singhiozzava Cinzia, stringendo il bordo di una coperta per bambini. Torna a casa troppo tardi. Non mi aiuta con il piccolo, e io non ce la faccio più da sola.

Io, Alessia, osservavo la sua mano tremare sul tessuto. Il neonato, Matteo, dormiva nella culla, il suo respiro regolare era lunico suono a interrire il silenzio della stanza. Le occhiaie di Cinzia si facevano ancora più scure.

Forse è sommerso dal lavoro? provai a dire con cautela.

Che cosa centra il lavoro? scoppiò in lacrime Cinzia. Prima mi parlava sempre dei suoi impegni, ora è muto come un partigiano. Nasconde il telefono, e mi sembra di essere diventata sgradevole ai suoi occhi. Dopo il parto il mio corpo è cambiato, la pancia non si smorza, i capelli si sono diradati forse non mi ama più.

Le posi la mano sul suo palmo freddo e umido.

Non dire sciocchezze. Sei una madre meravigliosa e una donna splendida.

Lo so, lo so Ieri gli ho chiesto di uscire con la carrozzina mentre preparavo la cena. Sapete cosa mi ha risposto? Che gli fa male la testa dal pianto del bambino. E a me? Non mi fa male?

Alzai le sopracciglia, ricordandomi come a volte Alessandro fosse egoista, ma Cinzia non voleva vedere oltre.

Il piccolo Matteo si mosse e versò qualche lacrima. Subito Cinzia lo prese in braccio, iniziando a dondolarlo.

Stai zitto, tesoro, la mamma è qui.

La accompagnai alla fermata dellautobus, promettendole di farle visita nei prossimi giorni.

Mentre rientravo verso casa, passando per il Parco della Villa Borghese, continuavo a rimuginare su quella conversazione, cercando un modo per sollevare il peso di Cinzia. Improvvisamente scorsi una figura familiare su una panchina: spalle larghe, passo riconoscibile. Era Alessandro! Al suo fianco una giovane donna dai capelli scuri, vestita di rosso.

Stavano talmente vicini che lincontro sembrava non casuale. Lei rideva a crepapelle, alzando la testa, e Alessandro la guardava con quegli occhi che da tempo non aveva rivolto a sua moglie.

Istintivamente mi ritirai dietro un grande quercia, il cuore che batteva più forte. Forse mi sbagliavo? Forse era solo una collega? Ma i dubbi svanirono quando Alessandro abbracciò la straniera per la vita, avvicinandola a sé. Lei si alzò sulle punte e lo baciò.

Chiusi gli occhi, ma al riaprirli la scena era la stessa: Alessandro baciava unaltra con una passione che non riservava a Cinzia. Con mani tremanti estrassi il telefono; le dita premarono il pulsante della fotocamera. Lo scatto sembrò un tuono, nonostante la coppia fosse a quindici metri di distanza.

Continuarono a baciarsi, poi si sedettero sulla panchina; la donna posò la testa sulla spalla di Alessandro, lui le accarezzava i capelli sussurrandole allorecchio. Feci altri scatti, poi avviai la registrazione video, ma limmagine era sgranata.

Fuggii dal parco in fretta, ma il ricordo di ciò che avevo visto mi accompagnò fino a casa. Nella mente rotolavano immagini: Cinzia con gli occhi pieni di lacrime, il piccolo Matteo, Alessandro con la sconosciuta. Come poteva essere così doppio?

Riguardai il materiale registrato: non rimaneva dubbio, Alessandro tradiva, e non era la prima volta, a giudicare dal loro comportamento spensierato.

Passai lintera notte rigirandomi nel letto, tentando di capire cosa fare. Raccontare a Cinzia? Lei era già in uno stato di depressione; una notizia del genere avrebbe potuto strapparla. Taciere? Allora Cinzia si incolperebbe di aver raffreddato il marito.

Mi vennero alla mente le lamentele di Cinzia: Alessandro si era allontanato, arrivava tardi, quasi non la aiutava con il bambino. Ora tutto aveva un senso: lui aveva trovato un divertimento altrove.

Il giorno dopo, al lavoro, non riuscivo a concentrarmi; i colleghi mi chiedevano cose a cui rispondevo a vuoto. A pranzo, chiamai Cinzia.

Ciao, come va? E il piccolo Matteo?

Così così. Non ho dormito bene, gli denti gli fanno male. E Alessandro è tornato tardi, ha detto che cera una riunione.

Stringetti i pugni.

La sera, non reggendomi più, andai a casa di mia madre, Elena.

Che succede? Sembri spaventata.

Mamma, ho bisogno di un consiglio.

Ci sedemmo al tavolo; tirai fuori il telefono e le mostrai le foto e il video.

È il marito di Cinzia? chiese sorpresa.

Sì. Lho capitato ieri al parco.

Elena guardò il video con attenzione, poi scosse la testa.

E allora? Cosa farai?

Non lo so. Raccontarlo a Cinzia? È appena uscita dal parto. Taciere? Ma come guardarla negli occhi?

Mia madre si alzò, mise il bollitore sul fuoco e rimase in silenzio per un attimo.

Sai, se tuo padre mi avesse tradito, avrei voluto saperlo, per quanto dolorosa fosse la verità.

Ma Cinzia è così vulnerabile

Proprio per questo deve sapere. Ogni donna ha il diritto di conoscere la verità sulla propria famiglia, soprattutto per la salute e il futuro del figlio. Non sai mai quali legami nasconda Alessandro.

Rimasi senza parole; non avevo pensato a questo.

Inoltre, Cinzia spende le sue energie cercando di riconquistare il marito, mentre lui la usa solo da babysitter. È ingiusto.

E se non mi credesse?

Forse. Ma è meglio che tacere e vivere con il peso del rimorso. La madre posò una mano sulla mia spalla. Farai la cosa giusta. Come reagirà Cinzia, è sua decisione.

Il giorno seguente, andai da Cinzia. Mi accolse con un sorriso forzato, ma gli occhi tradivano la stanchezza, ombre profonde sotto le palpebre.

Che bello che sei qui! Stavo per impazzire dalla solitudine. Matteo è finalmente addormentato. Vieni, preparo il tè.

Mentre si aggirava in cucina, osservai la stanza: giocattoli sparsi, tazze non lavate sul tavolo. Era chiaro che faticava a tenere il passo.

Alessandro è tornato tardi di nuovo? chiesi.

Sì. Ha detto di aver incontrato dei clienti. Non so nemmeno se abbia cenato.

Cercai le parole giuste, temendo di spezzare il mondo di Cinzia.

Cinzia, ho qualcosa di importante da dirti. È difficile, ma devi saperlo.

Cinzia si irrigidì.

Che succede?

Mostrò il telefono, aprii la galleria.

Stavo tornando dal parco e ho visto Alessandro. Non era solo.

Cinzia fissò la prima foto, aggrottò le sopracciglia.

È lui? E quella donna?

Non lo so, guarda il resto.

Avviai il video; sullo schermo Alessandro baciava la sconosciuta. Cinzia rimase muta, poi il suo volto impallidì.

Non è quello che?

Ho paura sia proprio quello. Mi dispiace tanto, Cinzia

Le inviò il video sul suo cellulare; lo guardò più volte, ogni volta più pallida.

È è un tradimento. Mi tradisce.

Sì, e sembra non essere la prima volta.

Allimprovviso, Cinzia balzò, lanciando il telefono sul divano.

Sei tu! Lhai organizzato! Vuoi distruggere la mia famiglia!

Io rimasi senza parole.

Cosa? Lho vista per caso

Per caso? rise isterica Da tempo invidi la tua vita, il marito, il bambino! Vuoi rovinare tutto!

Le lacrime scendevano sul suo viso; agitava le braccia per tutta la stanza.

Pensavi che non notassi i tuoi sguardi su Alessandro? Che cercassi difetti? E ora hai il tuo momento!

Calmati, Cinzia. È assurdo. Volevo solo aiutare

Aiutare? strillò Hai distrutto la mia famiglia! Ho un bambino, e tu lhai spezzata!

Nel frattempo, Matteo piangeva nella sua cameretta.

Hai svegliato anche il piccolo! Fuori, via, non tornare più!

Ma

Taci! Non voglio più vederti! Traditrice! Invidiosa! Fuori!

Presi la borsa e uscii, mentre Cinzia continuava a gridare accuse, il pianto del neonato riecheggiava.

Qualche settimana dopo, la nostra amica Sofia mi raccontò cosa era avvenuto.

Immagina, Cinzia ha affrontato Alessandro, ha mostrato il video, ha urlato chiedendo spiegazioni.

E lui?

Allinizio ha negato, ha detto che era un montaggio. Poi si è arrabbiato, ha iniziato a urlare, ha detto che non le piace più da quando è diventata madre e che ha diritto a cercare la felicità altrove.

Che orrore

Non è finita. Ha chiesto a Cinzia di lasciare lappartamento, di non fare più scenate. Cinzia con Matteo ha dovuto andare a vivere da sua madre, la signora Giulia. Per due settimane ha pianto, cercando di capire come la sua vita fosse cambiata così in fretta.

Poi la madre di Cinzia ha fatto pressione perché riconciliassero, per il bene del nipote. Le diceva che gli uomini fanno errori, ma poi si ravvedono, e che il bambino dovrebbe crescere in una famiglia completa. Le prometteva che, giovane e bella, avrebbe potuto riconquistare il marito.

Col tempo Alessandro ha ricominciato a chiamare Cinzia, chiedendo perdono, offrendole di tornare se smettesse di fare scenate. Diceva che non si doveva “portare i panni sporchi fuori dalla casa”.

Cinzia era divisa. Il tradimento le aveva lacerato il cuore, ma la paura di restare sola con il bambino era più forte. Non aveva lavoro, né casa, né soldi. Si convinceva che Matteo dovesse crescere con il padre.

Linstinto materno e il timore della solitudine prevalsero. Raccolse le sue cose e tornò da Alessandro, che la accolse con calma, senza aggressività, tenendo in braccio Matteo mentre lei sistemava le valigie. Sperava che la moglie avesse capito i suoi errori, chiedendole di stare lontana da me.

Cinzia obbedì e cambiò atteggiamento. Invece di incolpare Alessandro, incolpò me, dicendo che ero stata io a mettere tutto in moto. Interruppe ogni contatto con me, non rispondeva più alle chiamate, bloccandomi sui social. Raccontava a tutti una versione diversa dei fatti, e io divenni la cattiva della storia, la rottura di unamicizia.

Dopo tutto, mi chiedevo ancora: forse avrei dovuto stare zitta e lasciarla nellignoranza? Così avrebbe continuato a incolparsi per il matrimonio fallito, ma la nostra amicizia sarebbe rimasta intatta. Oppure la verità, per quanto dolorosa, è sempre migliore della menzogna?

Non trovai mai una risposta. Allora volevo solo aiutare, ma finii per distruggere un legame di anni e ferire la persona più cara. Ora mi resta solo il peso di quel ricordo, e la promessa di non intromettermi più negli affari altrui, mai più.

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