È ora che tu cresca, disse Martina a suo marito. La sua reazione la fece uscire di testa.
Ma ditemi voi: che ve ne pare di vivere con un adolescente eterno nel corpo di un uomo di quarantanni?
Tipo: Gianni, vai tu alla riunione dei genitori a scuola? e lui: Eh no, domani ho il torneo di FIFA.
Oppure quando ricordi di pagare lENEL lui annuisce, sorride, e una settimana dopo ti arriva la doccia fredda in tutti i sensi: hai lacqua calda staccata. Ah, ho dimenticato mi sono distratto con la League of Legends.
Ed ecco che tuo figlio dodicenne ti chiede aiuto con scienze e, in sottofondo, il padre nella stanza accanto grida con le cuffie: Passami la palla, scemo!
Martina tira avanti così da diciassette anni. Roba da farci una telenovela.
Si sono conosciuti allUniversità degli Studi di Firenze Gianni era lanima della festa, sempre con la chitarra, pronto a raccontare barzellette. Martina, secchiona imperturbabile, si innamorò proprio di quella leggerezza: il segreto del vivi e lascia vivere.
Sembrava il mix perfetto: lei seria, lui uno spasso. Yin e yang.
E invece: lei spingeva il carretto e lui ci saltellava sopra, gambe penzoloni.
Dopo il matrimonio Gianni lavorava qua e là. Addetto alle vendite, receptionist, consulente insomma, tutto dove non bisogna stressarsi troppo. Lo stipendio? Lasciamo perdere Ma cera la sua classica scusa: È solo temporaneo, Marty. Torna tutto a posto, vedrai!
Non tornava mai a posto.
Al contrario, Martina spaccava alla grande allAgenzia delle Entrate solido, affidabile, insopportabile. Paga il mutuo, compra la spesa, porta Fabio dal pediatra, controlla i compiti. Gianni, nel frattempo, si riposa dal lavoro.
Al computer. Fino alle tre del mattino.
Gianni, diceva lei esausta, vuoi andare tu, per una volta, alla riunione a scuola? Ho anche io un lavoro, sai?
Non posso, Marty. Ho una riunione importante domani.
La riunione era birra con gli ex universitari al pub.
Gianni, paghi la fibra? Ce la staccano!
Sì, sì.
Mai fatto. Poi toccava sempre a Martina.
Ormai sembrava più sua madre che la moglie. Più una capa che una complice. E la complicità be, ciao.
Quando la pazienza fa le valigie
Fabio era incastrato su un problema di matematica occhi rossi, aria sfinita.
Mamma, non ci riesco Papà, mi aiuti?
Gianni si sprofondava nella poltrona, cuffie alle orecchie, occhi incollati allo schermo.
Papà! più forte.
Martina si avvicina e strappa le cuffie.
Non senti tuo figlio?
Eh? Gianni si gira, scocciato. Marty, ora sono impegnato!
Impegnato?! lei indica il monitor, dove lampeggiano tanche, esplosioni e insulti. Questo sarebbe impegnato?
Non ricominciare.
Tuo figlio vuole una mano e tu sei ore in questa robaccia!
Nel LoL, precisa placido. Tra laltro, ho un ranking.
Bontà tua, del ranking non mi importa nulla!
Fabio si ritira in camera. Ci è abituato. Meglio così quando i genitori fumano di rabbia.
Martina resta lì, davanti a un omone panciuto con la faccia da cucciolo.
Gianni, dice piano, molto piano, è ora che tu cresca.
Si alza di scatto, la sedia scivola via.
Cosa?!
Martina sussulta.
Crescere?! Non ne posso più di sentirmi sotto il tacco! Sempre a rimproverarmi, a dirmi che sono irresponsabile!
Gianni
Basta! afferra la giacca. Me ne vado. Fatti la tua vita come ti pare!
E sbatte la porta.
Martina rimane in piedi, sola in salone.
Quando il figlio capisce più della madre
Martina passò la notte in cucina.
Fissava il panorama di Firenze con la moka in mano. Pensava.
Gianni non tornò. Il telefono muto. Non rispondeva.
Per la prima volta dopo diciassette anni, Martina non corse a cercarlo, non assillò nessuno degli amici, nessun drama. Niente panico.
Al mattino arriva Fabio, spettinato e assonnato.
Mamma, dovè papà?
Se nè andato, risposta secca.
Avete litigato di nuovo?
Più o meno.
Il ragazzo si prepara una tazza di tè, si siede, resta muto.
Poi, allimprovviso:
Mamma, lo sai che papà vuole vendere la macchina?
Martina rimane a mezza tazza.
Che cosa?
Sì, ma mi ha detto di non dirlo a nessuno. Però, ora che avete litigato Ho visto che raccoglieva dei documenti, fotocopiava i passaporti, il certificato di matrimonio altra roba.
Brividi freddi.
Quando sarebbe successo?
Una settimana fa. Mi ha detto che era tutto per sicurezza. Che non dovevamo preoccuparci.
Martina vola in camera di Gianni da sei mesi dorme lì, dice che è meglio per la schiena.
Apre il cassetto. Raccoglie carta varia, bollette e cartacce.
Nellultimo cassetto, trova la cartellina.
Martina la apre. Sente il cuore scivolare via.
Garanzia fideiussoria.
Nero su bianco: Gianni Marco Venturi si impegna come garante per un prestito di centomila euro.
Debitore: Venturi Luca Marco.
Il fratello. Quello che cinque anni fa era già finito nei casini, aveva mandato i genitori al pronto soccorso per la tachicardia e poi era sparito fino a che gli strozzini si erano stufati.
Cento mila euro.
Martina si siede. Continua a leggere.
A garanzia la macchina di famiglia. Acquistata con i suoi risparmi e appena finita di pagare.
E poi altri fogli, con lintenzione di mettere come garanzia pure la casa. Lappartamentino unico in cui vivevano.
Santo cielo sussurra Martina.
Ecco perché ieri Gianni si è arrabbiato. Perché urlava di essere sotto il tacco. Sapeva che stava per essere scoperto. Ha preferito fare la vittima.
Leterna infanzia non era pigrizia o menefreghismo: era fuga. Paura. Si rifugiava nei giochi e nella birra perché non voleva affrontare la realtà.
Martina prende il telefono. Chiama Gianni.
Rifiuta.
Ancora.
Che cè? risponde secco.
Vieni a casa. Subito.
Non torno. Non ho niente da dirti.
Io sì. Di Luca. Del prestito. Di come vuoi rovinare la famiglia per un fratello che nemmeno si ricorda di te.
Hai trovato i documenti?
Ho trovato tutto. Vieni subito o vado io da Luca e gli spiego tutto.
Lui arriva dopo unora.
Quando linfanzia è solo paura travestita da simpatia
Gianni entra: stropicciato, arrabbiato, la puzza di birra addosso.
Fabio sta in camera Martina glielha ordinato.
Siediti, dice calma.
Lui si siede, occhi a terra.
Cento mila euro, Martina inizia, garantiti con la nostra macchina. E forse anche la casa. Tutto per il fratello che, cinque anni fa, ci ha già mandati a gambe allaria.
Non puoi capire borbotta Gianni.
Spiegami.
Luca si è messo nei guai! Aveva unattività, ora lo inseguono i creditori. È mio fratello! Non potevo dire no.
Martina si diverte della risposta.
Non potevi? E a me invece puoi non chiedere niente?
Non me lavresti permesso.
E certo! Perché è follia! Gianni, abbiamo un figlio, un mutuo che scade fra dieci anni, fatichiamo ogni mese e tu vuoi aggiungere cento mila euro di debiti?!
Li restituirà.
Come laltra volta? Martina si alza. Ricordi cinque anni fa? Tua madre quasi ha avuto un infarto! Anche tu hai promesso che mai più ti saresti fatto coinvolgere!
Le persone cambiano.
Le persone non cambiano, Gianni. Luca è uno specialista nel far danni e vivere alle spalle degli altri. E tu hai deciso di essere il suo sponsor personale.
Lui tace. Sembra un alunno colto in flagrante.
Quando scegliere tra fratello e famiglia
Gianni si alza di scatto.
Io non potevo dirgli di no! È mio fratello!
E noi? Martina si alza Io e Fabio, che siamo, estranei?
Siete la mia famiglia. Ma anche Luca è famiglia.
Sbagli, lei scuote la testa. La famiglia è chi cresce insieme e si sostiene davvero. Luca è un adulto di quarantatré anni che scarica i casini sugli altri. E tu ti sei offerto come suo salvagente, di nuovo.
Lui non risponde. Sguardo fisso sulle mattonelle.
Martina apre il laptop. Va sul conto online.
Che fai? indaga lui, preoccupato.
Cambio le password del conto dove arriva il mio stipendio. Quello su cui volevi appoggiare le rate per il tuo fratello.
Non puoi.
Invece sì. Sono i miei soldi, li guadagno io. Tu da anni porti a casa giusto qualche spicciolo.
Un colpo basso. Ma vero.
Gianni impallidisce.
Martina
Domani vado da un avvocato, lei continua digitando, per capire come salvare la casa se firmi da garante. E, se necessario, chiederò il divorzio, la separazione dei beni e la restrizione del diritto di proprietà.
Mi stai minacciando?
Mi sto proteggendo. E proteggo Fabio. Da te.
Gianni si infila la giacca.
Fai quello che vuoi! Vado da Luca. Firmo, è finita!
Fai pure divorzio immediato, lo blocca Martina. Non scherzo.
Lui si ferma alla porta.
Dici davvero?
Ovviamente. Gianni, per diciassette anni ho tirato avanti questa baracca. Ho lavorato, cresciuto Fabio, pagato tutto. Tu giocavi coi videogiochi. Ho lasciato correre perché tanto “almeno non beve, non picchia, non tradisce”. Ora vuoi seppellirci di debiti per tuo fratello e sai? Questa è lultima goccia.
Ma lui ha bisogno!
Lo ha avuto anche sei, dieci e venti anni fa. Luca vive di pietà. E tu ci caschi sempre.
Ha promesso che stavolta restituirà.
Gianni, si avvicina Martina, apri gli occhi. Luca prende e basta. Poi sparisce.
Stavolta è diverso.
Diverso?! Martina quasi urla. Cosa cambia?! Solo limporto più alto? O che questa volta rischi di trascinarci nel fango?
Quando la verità fa più male di un addio
E dalla sua cameretta Fabio esce.
Mamma papà che succede?
Martina e Gianni tacciono.
Il ragazzo li guarda con la paura che hanno i bambini quando il loro mondo crolla.
Papà, sussurra Fabio, è vero che vuoi fare un prestito per zio Luca?
Gianni sobbalza.
Hai sentito tutto?
Sì Fabio si stropiccia il naso col maglione. Se non paga, davvero restiamo senza casa?
No, mente Gianni. Andrà tutto bene.
Non andrà, replica dura Martina. Fabio, vai in camera.
Dai mamma
Subito!
Il figlio esegue.
Martina si gira verso il marito.
Hai visto? Tuo figlio HA paura. Ha dodici anni. Dovrebbe pensare alle figurine, non a dove dormire.
Gianni si lascia cadere sul divano e si copre la faccia.
Non so cosa fare.
Invece lo sai, taglia secca Martina. Scegli. Tuo fratello o la tua famiglia. Ora.
Non è facile, Martina.
Facilissimo. Chiami Luca e dici: Scusa, non posso. Ho una famiglia. Tre frasi.
E se gli succede qualcosa?
Succederà, stringe le spalle lei. Luca si caccia sempre nei guai. Chiedersi se vuoi affondare con lui è solo questo il punto!
Silenzio.
Martina lascia il telefono sul tavolo.
Hai ventiquattro ore. Domani torno dallavvocato. Se non chiami Luca e rinunci, avvio la separazione. Non cè una terza via.
La scelta
La sera dopo, Gianni chiama.
Martina è in cucina con lavvocatessa una signora pratica che, con calma, le spiega come tutelare la casa.
Il cellulare vibra. Gianni.
Pronto? risponde Martina.
Ho chiamato Luca.
Pausa.
Sì?
Gli ho detto che non posso aiutarlo.
Martina chiude gli occhi. Respira.
E lui?
Mi ha insultato. Ha detto che sono un traditore, che non vuole più parlarmi. Che non siamo più fratelli. Gianni ha la voce che trema. Ho paura per lui, Martina. Se si fa male?
Non si fa mai male davvero, lo rassicura. Troverà qualcuno a cui estorcere. Lo fa sempre.
Gianni torna dopo unora. Lavvocatessa è già andata, lasciando la pratica pronta per ogni evenienza.
Entra e, per la prima volta in anni, sembra un uomo stanco, non più un ragazzino.
Fabio dorme? chiede.
Sì.
Si siedono al tavolo.
Martina mette davanti a lui la documentazione dellavvocatessa.
Si ricomincia da capo. Cerchi un lavoro vero. Non temporaneo: vero. Metà delle spese sono tue. Fabio lo segui anche tu: riunioni, sport, compiti. Tutte le decisioni, in coppia. Niente segreti.
Gianni resta in silenzio. Poi annuisce.
Ok. Ci provo.
Tre mesi dopo
Gianni è manager di una ditta edilizia.
Martina ha smesso di controllare tutto. Ha allentato un po. Sorprendentemente, Gianni cucina, aiuta con i compiti, va alle riunioni a scuola tutto senza avvisi.
Luca è sparito dai radar. Cambio di numero, niente più telefonate.
Martina, per la prima volta in diciassette anni, si sente viva. Non trascina più il carro. Cammina. Cammina, finalmente, con un uomo che, alla fine, è cresciuto.






